Referendum, NCS Abruzzo: “Tanto tuonò che piovve”. Il modello D’Alfonsiano sconfitto ed umiliato


Alla fine l’Abruzzo ha detto NO. Il referendum ci consegna un verdetto inappellabile, conseguenza della volontà del popolo abruzzese che, con il 64.4%, ha rigettato una riforma pasticciata, pessima e pericolosa sia dal punto di vista politico per le norme scellerate contenute sia emotivo per ciò che avrebbe determinato la privazione del diritto di voto per la scelta dei propri rappresentanti.

La personalizzazione di tale riforma, a cascata, da Renzi in giù, ha visto il Governatore D’Alfonso impegnato in una campagna elettorale dove il ruolo istituzionale è andato a farsi friggere anche per solidarietà del suo collega in Campania De Luca che di “fritture” pare se ne intenda parecchio.

Il risultato del referendum è la sintesi di una insofferenza che la gente d’Abruzzo ha espresso con dignità e fermezza, senza paura, e al tempo stesso è un messaggio chiaro e risoluto rivolto a chi amministra la nostra regione pensando che le promesse elettorali e gli inciuci politici siano ancora la soluzione che porti al consenso e alla conquista di ambizioni personali che nulla hanno a che vedere con principi come buona politica, saper amministrare la res pubblica e soprattutto moralità e umiltà.

D’Alfonso e il Pd abruzzese hanno perso male, senza se e senza ma. Una sconfitta che di certo dovrà generare nel governatore un’attenta riflessione e una valutazione sul suo modus operandi e insieme a lui anche tutti gli amministratori pubblici del centro sinistra abruzzese che si sono prestati al copia ed incolla del modello d’Alfonsiano che di certo sposa precedenti e vecchie logiche politiche clientelari intrise di promesse mancate.

Un modello a cui il popolo abruzzese non ha creduto e verso il quale si e stancato di inchinarsi respingendolo con un voto non certo di pancia, ma ragionato e sincero, espressione del malcontento e della presa d’atto che nella nostra regione molto non funziona e quello che funziona vale solo per gli amici e per gli amici degli amici.

E che molto non funziona lo si capisce anche dalla pessima gestione amministrativa ed economica dei conti pubblici oggetto più volte di sonore bacchettate della Corte dei Conti. L’ultima di pochi giorni fa che traccia un quadro impietoso e preoccupante della situazione finanziaria della regione a tal punto da “mettersi le mani tra i capelli”, situazione generata anche da comportamenti omissivi, ritardi, violazione di norme procedurali e inadempimenti contabili che isolano l’Abruzzo nel contesto delle regioni italiane con una gestione economica finanziaria in totale astrazione delle realtà effettive di bilancio e delle risorse di cui la regione stessa può disporre. Una sonora bocciatura su tutta la linea aggravata da un perseverare di “comportamenti contra legem” che aggiungono a questo contesto di dissesto finanziario anche un infischiarsi delle norme e delle leggi.

Questo è l’Abruzzo dei bilanci che fanno acqua da tutte le parti e delle nomine clientelari, dove la competenza e la certezza dei ruoli sono ormai da tempo una chimera. Questo è l’Abruzzo che si distingue dal resto del paese per ritardi, omissioni, inadempimenti e violazioni di leggi. Questo è l’Abruzzo dove chi amministra lo fa con arroganza e presunzione nei confronti di chi ogni giorno spera in un futuro migliore. Questo è l’Abruzzo e di certo, governatore D’Alfonso, non c’e’ da esserne fieri.

Questo è l’Abruzzo, comunque, dove sempre più cittadini stanno però da tempo alzando la testa e che esigono e vogliono una politica e politici diversi in grado seriamente di rappresentarli come il Movimento Noi con Salvini sta impegnandosi a fare, inclusivo ed aperto al modo della società civile.

Il Coordinamento Regionale NOI CON SALVINI Abruzzo

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