Roberto Fasciani, vi racconto la rinascita del calcio a Scurcola Marsicana

Il calcio è aggregazione. Ce lo siamo sentiti ripetere fin dai primi passi nelle scuole calcio. Abbiamo vissuto, prima, e compreso, poi, il valore dello stare insieme.
Un valore indiscusso. Infinito. Il calcio però, si sa, è maestro di vita anche in negativo. E così abbiamo imparato anche la bramosia. Quella voglia, spesso presente nel calcio, che conduce piccole realtà a compiere passi più lunghi della gamba. Quel sentimento che, sviluppato all’ennesimo potenza, conduce, per forza di cosa, al deterioramento progressivo.
Molte realtà sono scomparse in questo modo. Molte altre ne dovranno sparire. Altre ancora, lo scorso anno ne è testimone, sono risorte e risorgeranno. Corsi e ricorsi storici, insomma.
È questo il caso della Marsicana S.C. che dopo 7 lunghi anni di astinenza è tornata, nella scorsa stagione, a calcare i campi da gioco.
Con noi, in esclusiva, per raccontarci la storia della rinascita, il patron della compagine scurcolana Roberto Fasciani.

 

Presidente lo scorso anno, dopo 7 anni in cui la vostra compagine è rimasta lontano dai campi, la rinascita. Che cosa vuol dire, innanzitutto, far parte del progetto che prende il nome di Marsicana S.C.?

Da troppo tempo il calcio mancava nel nostro territorio e da molte persone è arrivata la spinta per iniziare questa nuova avventura. Così è nata la Marsicana S.C., attraverso cui le comunità calcistiche di Scurcola Marsicana e Cappelle dei Marsi si sono unite con l’obiettivo di coltivare questa passione, trasmetterla ai nostri ragazzi e riportare la squadra ai livelli degli anni passati.

 

Una squadra giovane che, come ha dimostrato lo scorso anno, può contare su giocatori di esperienza. Ma, ad oggi, nella stagione che ormai è alle porte, che volto avrà la Marsicana e cosa dobbiamo aspettarci?

L’anno scorso abbiamo pagato lo scotto della rinascita che tra l’altro è avvenuta anche in ritardo, siamo riusciti comunque ad allestire una buona squadra ed a raggiungere l’obiettivo che ci eravamo prefissati… ripartire e riportare il calcio nel nostro territorio. Da allora abbiamo lavorato bene, molte persone si sono avvicinate spontaneamente abbracciando il nostro progetto e certamente per la stagione in arrivo stiamo attrezzando una buona squadra, sotto ogni profilo, tecnico e dirigenziale. Quest’anno vogliamo sicuramente far bene e toglierci qualche soddisfazione.

 

Presidente, la scorsa stagione ha dato prova di un campionato “tosto” con compagini ben organizzate.
Se il buon giorno si vede la mattina, però, seguendo i movimenti di mercato delle altre compagini, il prossimo torneo si preannuncia ancora più entusiasmante e livellato in alto. Alla luce di questo, voi come vi state muovendo sul mercato?

Con stupore e piacere ho potuto constatare che il campionato di terza categoria è tutt’altro che facile e scontato. Ma devo anche dire che abbiamo lavorato e stiamo lavorando bene per alzare ancora di più l’asticella e cercare di disputare un campionato da protagonisti. Abbiamo già assestato diversi colpi di mercato, anzitutto riconfermando giocatori importanti, anzi direi fondamentali, e di categorie senza dubbio superiori, ma che hanno sposato il nostro progetto, dimostrando già grande attaccamento alla maglia ed al territorio. A questo “zoccolo duro” abbiamo inserito giocatori di grande spessore come Trino Nuccetelli, Antonio Valerio, Domenico De Renzis, Valerio De Carolis, Luigi Rossi e abbiamo intenzione di assestare qualche altro colpo per completare la rosa.

 

I tifosi, non ci stancheremo mai di sostenerlo, sono la forza, occulta ma sempre viva, di queste piccole realtà sportive: ossigeno e benzina. Ecco, cosa ti senti di dire ai tuoi tifosi?

Anzitutto grazie per l’affetto e la vicinanza che ci hanno dimostrato sin da subito, è stato entusiasmante vedere tantissima gente al campo e in trasferta. Nonostante le grandi difficoltà incontrate l’anno scorso ci hanno sempre sostenuto ed incoraggiato. Ci dà ancora più stimolo constatare l’interesse crescente per la nostra squadra, ci fermano e ci chiedono continuamente aggiornamenti. Si sta ricreando entusiasmo e partecipazione e questi sono segnali importanti che stiamo remando verso la direzione giusta.

 

Il calcio e l’emozione. Emozioni di una rinascita. Emozioni, proprio come quelle che si nascondono dietro lo sguardo di un bambino. Proprio come quelle che si nascondono dietro il suo sorriso. Perché il calcio è molto più di ciò che sembra. Il calcio è unione, è futuro.
E se ancora non ne siete convinti… beh provate a chiedere a un bambino. Provate a guardare i suoi occhi. Provate a guardare il suo sorriso.

 

Alex Amiconi

 

Da @MarsicaSportiva

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