Scurcola Marsicana svela in una lista quand’è che un paese è virtuoso

La lista ‘Il paese che vorrei’, condotta dal candidato sindaco Nicola De Simone, scopre un’altra importante pedina del suo programma elettorale: l’ambiente. Il paesaggio naturale curato è solo un diverso modo di dare il benvenuto a turisti e cittadini autoctoni. «Ma risulta essere anche un modo imprescindibile del quieto vivere comune».

‘Devo lasciare un biglietto a mio nipote: la richiesta di perdono per non avergli lasciato un mondo migliore di quello che è’. Questo proverbiale scritto, autografato dal poeta Zanzotto, racchiude, in sé, il senso civico forgiato dalla lista ‘Il paese che vorrei’, in concorrenza per le elezioni di domenica 5 giugno, a Scurcola. Premi virtuosi, bonus e strumenti puliti: a casa dell’ambiente, le regole da seguire sono comuni e collettive. Lo sviluppo, molto spesso, acquista la forma di un cane a tre teste: guadagno, sfruttamento ed erosione dell’aspetto primitivo di un luogo incastonato nella storia, prendono il sopravvento sulla cura; «la quale non deve essere immobile, ma attiva e continuativa, vissuta nell’ottica di dare un padre ed una madre amministrativi a questo splendido posto che di nome fa Scurcola Marsicana», queste le idee rivoluzionarie, contenute nella promessa verso l’ambiente effettuata da parte della lista ‘Il paese che vorrei’.

‘Il paese che vorrei’, assieme al suo candidato sindaco, Nicola De Simone, mette, quindi, nero su bianco una nuova politica in linea con un modo innovativo di fare ambientale. «Noi amministratori ci troviamo coinvolti – afferma De Simone – in una sfida urgente di protezione della nostra casa comune. L’azione, perciò, deve riassumersi nell’atto stesso di individuare uno sviluppo sostenibile, che sia capace di valorizzare l’aspetto paesaggistico ed ambientale di Scurcola». E allora: di che sostanza è fatta, ad oggi, la relazione intrecciata tra la natura e la società, abitatrice di essa? «L’ambiente – giudica De Simone – non è qualcosa di separato da noi, ma una parte attiva di noi stessi. È importante, a tal proposito, avere una visione ‘dinamica’ dell’ambiente: patrimonio naturale che, assieme al patrimonio storico e culturale del nostro paese, costituisce la vera identità di Scurcola». Per far sì, quindi, che questo eterno moto riparatore della casa naturale degli uomini possa trovare casa, appunto, anche nel Comune scurcolano, la lista civica ‘Il paese che vorrei’ ha proposto, nel suo personale progetto amministrativo, l’installazione di foto-trappole e di videocamere in seno al territorio, in modo da inaugurare un percorso «chiamato a creare una cittadinanza ecologica».

 

 

 

La direzione che verrà intrapresa dall’equipe amministrativa, si sostanzierà anche del meccanismo ecologico ‘rifiuti zero’. «’Il Paese che vorrei’, cioè, per tentare di ridurre la tassazione sui rifiuti (in collaborazione con la ditta che gestisce il servizio) attuerà la ‘Strategia Rifiuti Zero’ attraverso campagne di sensibilizzazione inerenti la riduzione dei rifiuti. Questa pratica vuole raggiungere, a Scurcola, la percentuale di Raccolta Differenziata al 100%». Per farlo, verranno azionate varie misure, le quali faranno rima con incentivazione delle compostiere domestiche e premiazione del comportamento virtuoso delle utenze. Lo strumento dell’isola ecologica, inoltre, assieme al dettato di una tassa commisurata alla reale quantità di rifiuti prodotti, «saranno due strumenti che concretizzeranno il verbo del rispetto».

 

 

 

Altro tasto da toccare sarà quello dell’autosufficienza energetica, messa in moto da ‘Il paese che vorrei’ grazie all’implementazione delle fonti rinnovabili di energia sugli edifici pubblici e al favoritismo, con bonus, sgravi fiscali e certificati bianchi, dell’efficientamento energetico presso le abitazioni private e le imprese. Il rischio idrogeologico, inoltre, verrà sistematicamente abbattuto o, quantomeno, mitigato grazie alla scelta di un dettagliato programma di monitoraggio delle risorse idriche presenti sul territorio e, in collaborazione con gli Enti competenti, attraverso la messa in sicurezza di tutti i fiumi e tutti i torrenti, al fine di evitare danni da allagamento, sempre più frequenti a Scurcola. Lotta anche al pericolo abbandono selvaggio dell’amianto: ‘Il Paese che vorrei’ scruta nella salvaguardia della salute dell’individuo, il più alto compito attribuito ad un’amministrazione comunale. «Il nostro impegno concreto – conclude De Simone – sarà quello di incentivare il processo di rimozione, bonifica e smaltimento dell’amianto su tutto il territorio comunale, a partire dagli edifici pubblici, fino alle abitazioni private, facendo in modo che il costo per ogni singolo cittadino sia pari a zero». Il piano salutare pro ambiente e pro cittadino, infine, verrà attuato anche attraverso il concetto della mobilità sostenibile: + mezzi pubblici e biciclette e – smog grazie alla puntuale realizzazione di piste ciclabili e alla messa in sicurezza dei marciapiedi. Nascita battezzata, inoltre, per il sevizio ‘Pedibus’: i bambini di Scurcola, tutti i giorni, si recheranno a scuola a piedi, sotto la vigile sorveglianza dei genitori. Il futuro, per ‘Il paese che vorrei’ parla, quindi, ad oggi, una sola lingua, quale quella della tutela del cittadino e dell’ambiente che egli respira a pieni polmoni. Il servizio di bike sharing e mezzi elettrici o ibridi a disposizione del Comune, diventeranno, ben presto, il nocciolo duro germogliato di un nuovo panorama eco-politico, quello di un Paese che si vorrebbe non lasciare mai.

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