Sicurezza scuole a Capistrello: “odissea infinita fra promesse disattese e disagi annunciati”


Non accenna a diminuire la querelle sulla sicurezza degli edifici scolastici nel Comune di Capistrello. “La questione della sicurezza delle nostre scuole è di primaria importanza ma ci sembra, così come sembra a moltissimi genitori accusati inelegantemente da Ciciotti di essere politicizzati (come se la sicurezza dei propri figli fosse una questione di secondo ordine), che il problema non sia stato affrontato con tempestività e serietà da questa amministrazione” così i componenti del gruppo consiliare Un Paese in Comune, Francesco Piacente, Dina Bussi, Alessia Fantozzi, Alessandro Lusi e Wilma Stati.

“Ancora una volta Ciciotti e i suoi dimostrano di avere scarsa memoria oltre che praticamente nessun rispetto per le famiglie coinvolte che vengono sistematicamente offese. Nemmeno troppo tempo fa il Sindaco che si definisce tecnico, in uno dei suoi numerosi deliri amministrativi, aveva dichiarato che i lavori per la demolizione del tetto sulla Santa Barbara si sarebbero fatti mentre i bambini erano nella scuola poi, resosi conto che questa strada era assurda e pericolosa, aveva affermato che sarebbero iniziati e finiti durante il periodo delle vacanze natalizie. Ovviamente, come pure abbiamo preannunciato con largo anticipo, sapevamo perfettamente che così non sarebbe stato. E adesso arriva la triste conferma che le lezioni, in barba a questa ennesima promessa da marinaio, salteranno per almeno una settimana oltre l’Epifania e senza che tale decisione sia stata minimamente condivisa con i competenti Enti sovra comunali. In tutta questa vicenda non c’è stata alcuna programmazione, solo tempistiche improvvisate e annunci puntualmente smentiti: si può gestire in questo modo una cosa delicata come l’edilizia scolastica? È l’ennesimo colpo di scena in una vicenda che, se non avesse a che fare con una cosa seria come la sicurezza dei bambini, sarebbe ridicola.

Ciciotti e i suoi, per seguire un capriccio legato a una cattiva e disattenta gestione amministrativa, hanno dovuto spendere altri soldi pubblici (oltre 30.000 euro) al solo fine di installare una stramba impalcatura che dovrebbe proteggere la scuola dagli agenti atmosferici una volta che il tetto sarà effettivamente smantellato. Oltre questi soldi si spenderanno decine di migliaia di euro in più di quelli inizialmente previsti per modifiche progettuali, perizie di variante per lavori aggiuntivi e subappalti. Di tutto questo qualcuno prima o poi dovrà rispondere.

Ancora una volta non ci spieghiamo perché Ciciotti abbia scelto di spostare i ragazzi della Sabin ad Avezzano mentre abbia deciso di tenere aperta la Santa Barbara che presenta un indice di vulnerabilità peggiore.

Non possiamo tacere, infine, che anche i lavori sulla Sabin, i quali a dire di Ciciotti si sarebbero dovuti concludere entro le vacanze natalizie, sono tristemente fermi. E ciò sia in riferimento al corpo aule che al corpo palestra. Anche questa circostanza non è secondaria dal momento che i nostri ragazzi, fintanto che i lavori in questione non saranno terminati, saranno costretti a subire i disagi legati allo spostamento quotidiano verso Avezzano. Spostamento che, anche in termini economici, non è affatto indolore. Oltre al costo rilevante dell’affitto delle strutture private che ospitano le classi, l’amministrazione deve sostenere anche quello legato al trasporto scolastico. E qui rileviamo un’altra grande anomalia. Dopo aver fatto affidamenti diretti per il trasporto scolastico limitando i relativi contratti a 3 mesi pur sapendo che i lavori non sarebbero mai terminati entro tale data, adesso l’Amministrazione torna a cercare interlocutori per la prosecuzione del servizio stesso e lo fa non attraverso una gara pubblica (il che avrebbe permesso sin da subito di conseguire notevoli risparmi) ma, ancora una volta, con una procedura che culminerà con un altro affidamento diretto. In barba alle norme si continua su una strada ai limiti della legalità nel silenzio generale dei consiglieri di maggioranza.

La situazione attuale, lungi dall’essere rosea e idilliaca come Ciciotti e i suoi vorrebbero far intendere, presenta contorni a tinte fosche e sta già causando danni ingenti sotto tutti i profili immaginabili.”

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