TAGLIACOZZO, CARSOLI E LE LEGGENDE DEI CAVALIERI TEMPLARI E LE ORIGINI DE L’AQUILA


Pescocostanzo si affaccia con discrezione nel cuore di una vallata immensa e silenziosa, circondata dai monti della Maiella che sembrano proteggerne con imponenza il centro abitato….Una strada lunga e poco asfaltata, porta fino ad una serie di curve pericolosamente suggestive a strapiombo sulla vallata, dove il sole al tramonto colora il cielo di rosa intenso, distogliendo l’attenzione dei nostri guidatori, mentre le auto salgono con il cambio in seconda e la temperatura inizia a scendere… a 1.400 metri di altezza c’è tutta un’altra prospettiva ed il freddo è veramente freddo!.. Un lungo viale di pietra bianca – su cui si affacciano piccole botteghe con insegne in ferro battuto che sembrano antichissime .. portano fin dentro il centro, dove filari di graziose casette si alternano a scorci improvvisi sulla vallata, con lunghe scalinate che, seguendo il profilo del suolo, scendono armoniose e portano alla parte più bassa del paese…. Passeggiare per le strade di Pescocostanzo diventa una scoperta continua dei mille volti straordinari di questo piccolo centro, ricchissimo di storia e cultura: una serie infinita di edifici nobiliari, fontane e chiese rinascimentale – dalla Basilica di Santa Maria del Colle alla Chiesa di Gesù e Maria con annesso Convento, da Palazzo Sabatini allo stesso Palazzo Comunale.. Camminando con lo sguardo in aria per leggere le numerose iscrizioni sulle mura, si ha come la sensazione di essere trascinati in un passato che pulsa, ancora vivo, lungo i balconcini bombati e le finestre minuscole delle case antiche ma intatte, o dei tipici “vignali”, con gradinate e piccoli pianerottoli esterni, cui si accede passando attraverso porte incorniciate da pietra lavorata… come se cinquecento anni di storia e vita non avessero mai intaccato.Ecco il paesaggio di d’Annunzio. Ecco la terra d’Abruzzo con i suoi pastori e le sue greggi. Ecco i pascoli dei monti e le fonti alpestri. L’antico borgo di Santo Stefano di Sessanio…L’altopiano di Campo Imperatore. Il quadro in cui ci trova è quello di una prateria ampia e selvaggia dalla vegetazione rada e insolita. Non ci sono molti alberi e tra l’erba ruvida, un fiore bellissimo, il cardo blu, una specie in via d’estinzione.La trasparenza e la brillantezza dell’aria di questo tratto d’Appennino destinato ad incontrarsi col mare in un graduale scalare di colori e profumi.Le montagne del Parco Nazionale del Grand Sasso e Monti della Laga… qui Natura e Uomo convivono serenamente da millenni….Santo Stefano di Sessanio..le case di pietra bianca che il tempo ha ormai sbiadito…la cinta muraria costruita quando il borgo era residenza dei Medici di Firenze…. ogni sasso racconta una storia nel silenzio e nella quiete… una piccola fessura si apre su una bellissima piazzetta medioevale dove l’unico segno dello scorrere del tempo sono le piccole botteghe artigiane e i negozietti di prodotti tipici….Archi, corti e brevi corridoi si susseguono.C’è una piccola località dell’Abruzzo che si distingue per le sue piccole anomalie…Trasacco….il suo nome dall’antica espressione transaquas, che significa “al di là delle acque”. l’Altopiano del Fucino, in cui sorge, giustifica l’antica posizione a lato di quello che era un ex lago glaciale….la prima anomalia: sopraelevata all’attuale urbe si distingue una torre “mezza quadrata e mezza rotonda”.Costruita evidentemente in periodi storici diversi, ad una solida pianta quadrata si contrappone la parte superiore di forma cilindrica….La seconda … riguarda il perno centrale della città, la Basilica dei Santi Cesidio e Rufino. In realtà, più di una cosa non rispetta i canoni artistici consolidati della zona. La torre campanaria si sviluppa in altezza con una forma piramidale…Meno originale è l’affluenza alla Basilica in nome di uno dei santi patroni, San Cesidio. Si narra che nel corso della sua vita abbia compiuto una serie di miracoli. La chiesa è divisa in navate, due delle quali rigorosamente riservate agli uomini e alle donne; con tanto di ingressi separati.Tagliacozzo è uno dei centri più importante della Marsica…Importante centro della zona sin dai tempi più antichi.. è stato teatro di numerose vicissitudini storiche.La più importante, citata anche da Dante nel ventottesimo canto dell’Inferno della Divina Commedia, è la cosiddetta Battaglia di Tagliacozzo avvenuta nel 1268 e combattuta in realtà nel vicino paese di Scurcola Marsicana.Durante il periodo del feudalesimo, il paese venne dominato da diverse dinastie feudali, fino a quando la famiglia De Pontibus creò un unico feudo sotto la propria autorità, grazie all’aiuto di Carlo D’Angiò.Importante fu anche il governo di quella Orsini e successivamente della dinastia Colonna, che permisero al paese di affermarsi . Il centro storico, infatti, mantiene un aspetto ben curato che ricrea con facilità atmosfere di altri tempi, è diviso in due zone: quella più interna denominata Insulatera e la zona intorno a Piazza Obelisco.Quest’ultima rappresenta una delle piazze più importanti del paese in passato presentava al centro il pilozzo: un sedile in pietra con un foro in mezzo sul quale venivano con la forza fatti sedere i debitori a calzoni calati…. successivamente sostituito con la fontana dell’Obelisco in stile barocco.”

“Carsoli, il paese del lupo, è sul confine tra Abruzzo e Lazio. Proprio per questa sua dislocazione particolarmente favorevole è stato, in passato, protagonista di un intenso sviluppo industriale..questo piccolo centro abruzzese è stato toccato, durante tutta la sua esistenza, da importanti vicende storiche….Prima tra tutte la conquista da parte degli antichi Romani con i quali Carsoli si integrò completamente….Meno felice fu il periodo in cui Carsoli conobbe sulla propria pelle le vicende del secondo tragico conflitto mondiale… I ruderi dell’antico Castello Orsini e la presenza dell‘Antica Fortezza….questo luogo magico si presenta come un susseguirsi di stradine in sampietrini che si alternano tra discese e salite…. ci si ritrova immersi in un’atmosfera di altri tempi. Gli abitanti hanno cercato di mantenere l’antico stile che presentava negli anni passati…a livello naturalistico, oltre alle stupende distese montuose che circondano il paese, il suggestivo ambiente carsico che si sviluppa nei pressi dell’antica piccola frazione di Pietrasecca …due grotte: l‘Inghiottitoio dell’Ovito e la fantastica Grotta del Cervo…Entrambe sono ricche di stalattiti e stalagmiti che si perdono in una successione continua di stretti piccoli laghi e splendide cascate.”

 

( a cura di Cicchetti Ivan)

 

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