Tracce di  stregoneria in Abruzzo


La stregoneria ha da sempre evocato oscure immagini di patti diabolici e di donne legate al male e a pratiche demoniache, retaggio culturale arrivato sino ai giorni nostri dalla lontana Inquisizione medioevale e dai periodi tetri della filosofia della caccia alle streghe.

In realtà, la stregoneria affonda le sue radici ad almeno 25.000 anni fa, al Paleolitico, quando gli uomini divinizzavano il fuoco, la terra e le forze della natura e temendoli, cercavano un mezzo per sopraffare gli elementi. Una forma di religione primordiale, pagana, per la quale non vi è nulla di più sacro della Vita e della Natura poiché essa incarna lo spirito della Dea Madre.

Proprio il Medioevo vede la nascita di un movimento contestatario in seguito scambiato per stregoneria, eppure le streghe e il loro mondo rappresentano probabilmente una delle prime forme usate per accostarsi alla natura e alle sue valenze spirituali. La stregoneria è anche uno studio antropologico e sociale, oltre che il sopravvivere, ancora oggi, di lontani culti quasi dimenticati che avevano lo scopo di preservare quella simbiosi da sempre esistente tra l’uomo e i cicli naturali.

In questo contesto si inserisce la triste storia di Orsolina. La donna vive a Miano, nel terramano, nel 1600. Conosce i segreti delle erbe con cui cura la figlia, forse in preda a continui attacchi epilettici.

E’ povera e conduce una vita misera e riservata, ma essendo madre senza aver avuto marito, la sua fama è quella di una meretrice dedita ai malefici.

Ben presto viene accusata di stregoneria ed arrestata. Proclama invano la sua innocenza ma viene torturata, denudata, appesa ad una fune, in attesa che confessi, al Vescovo, un male che non conosce e di cui non ha colpa. Viene esiliata da Miano e da tutta la diocesi di Teramo e, paradossalmente, è più fortunata di Cristina Malospirito, Caltelmo della Corvara, Annibale di Montegallo e di altri complici forestieri, che muoiono nel primo rogo rogo multiplo a Penne, nel 1584.

 

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About Alina Di Mattia

Alina Di Mattia
Autrice, conduttrice e responsabile di produzione di grandi eventi istituzionali. All'attività artistica e manageriale ha affiancato quella di scrittrice freelance. Si è occupata spesso di tematiche sociali ed ha all'attivo diverse pubblicazioni tra cui il saggio "Erano gli anni della TV dei ragazzi". E' tra i vincitori del Premio giornalistico Angelo Maria Palmieri 2018.

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