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VILLINO CIMAROSA, SARÀ RISTRUTTURATO DALLA FONDAZIONE CARISPAQ


È stato presentato questa mattina in Comune, lo studio preliminare di fattibilità dell’intervento di restauro del Villino Cimarosa.

Il sindaco Gabriele De Angelis e il presidente della Fondazione Carispaq Marco Fanfani hanno illustrato il percorso che porterà al restauro del Villino che avrà valore per la riqualificazione dell’intero quartiere. Presenti in sala anche il segretario generale della Fondazione David Iagnemma, affiancato dai consiglieri d’amministrazione Paolo Collacciani e Giovanni Seritti, da Nazzareno Mascitti dell’assemblea dei soci e dal presidente del collegio sindacale Agostino Di Pasquale.

A presentare i progetti sono intervenuti gli ingegneri Donato Di Biase e Ida Maria Gatti. La Fondazione Carispaq, che persegue esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico del territorio della provincia dell’Aquila, sosterrà le spese tecniche e i lavori di restauro conservativo e di consolidamento dell’immobile per un ammontare di 600mila euro. “Importante da sottolineare”, ha spiegato il dirigente dell’ufficio del Patrimonio e dell’Urbanistica, l’architetto Mauro Mariani, “che il Villino non sarà più venduto ma rimarrà di proprietà del Comune”.

“A breve”, ha precisato il presidente Fanfani, “procederemo con la sottoscrizione di una convenzione per cui la Fondazione avrà il comodato d’uso gratuito della struttura”. “Il Villino sarà aperto al pubblico”, ha precisato il segretario Iagnemma, “e diventerà un centro culturale”. Il Villino Cimarosa a febbraio del 2007 è stato riconosciuto con apposito decreto della Soprintendenza di interesse culturale e pertanto i progetti sono stati inviati a Chieti. Tutta l’operazione da mesi è seguita dal consigliere Nando Boccia e dal vice sindaco Lino Cipollone, insieme all’assessore Fabiana Marianella.

“Il Villino Cimarosa rappresenta una parte della grande storia che ha attraversato la nostra città”, ha commentato il vice presidente della Provincia Alberto Lamorgese, anche consigliere comunale, che ha rappresentato anche il comitato di quartiere del “Concentramento”.

Uno dei quartieri più popolosi che porta il nome proprio del campo che fu costruito nella zona nord, durante la prima guerra mondiale, dove gli internati scontarono la loro prigionia, lavorando alla ricostruzione della città, devastata dal terremoto del 1915.

A catturare l’attenzione del pubblico presente in sala, l’illustrazione dell’ingegnere Gatti, delle immagini storiche confluite nella sua tesi di laurea sul Villino Cimarosa, datata 2005, concesse per gli studi dall’Archivio dello Stato Maggiore dell’Esercito, in cui si vede chiaramente la struttura costruita nel 1916 con tecniche anche molto evolute per l’epoca.

Il Villino, usurato dalle occupazioni abusive subite negli anni oltre che dagli agenti atmosferici e del tempo in generale, dopo i lavori, che si stimano della durata di circa un anno dalla partenza, tornerà alla città come un centro di interesse culturale. Si pensi che la sola sala che potrebbe ospitare convegni ha una capienza di circa 80 posti.

“I lavori al Villino Cimarosa sono stati richiesti e sollecitati non solo dal quartiere ma da tutta la popolazione di Avezzano”, ha sottolineato il sindaco De Angelis, “ringraziamo oggi la Fondazione che ha fatto tanto per la cultura della città, dalla ristrutturazione della ex scuola Montessori, alla fontana della Piazza fino alla chiesa di San Giuseppe. Il nuovo centro culturale aprirà le porte in una zona che fa parte di una riqualificazione più ampia, dove torneremo nel possesso del palazzo del Comune nuovo, dove aprirà un nuovo grande parco giochi con attrazioni meccanizzate a tema, dove è stata trasferita l’area mercatale”.

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