VINICIO PARIS, DAL SOGNO DELLA SERIE A AI CAMPI DI PROVINCIA… ED UN AMORE INCONDIZIONATO PER IL CALCIO


Cresciuto a pane e pallone tra i vicoletti di Luco dei Marsi, è andato via di casa a 13 anni, destinazione Como dove – mentre la prima squadra scalava la vetta partendo dalla C1 fino ad arrivare in Serie A – lavorava duro per farsi trovare pronto ad una chiamata tra i senior. Come spesso accade, però, sul più bello del sogno ci si risveglia ed il Como dell’allora presidente Preziosi fallisce, così Vinicio decide di ripartire da Chieti dove, giovanissimo, si allena in prima squadra con un certo Fabio Quagliarella e gioca nella Primavera, in attesa del salto definitivo.
Salto però che non arriva. Terminata l’esperienza neroverde, dove ci furono importanti cambiamenti societari che lo costrinsero a fare le valigie, Vinicio decide di tornare a casa, nella sua Luco dei Marsi, forse deluso da quel calcio a cui ha dato tanto e che non gli ha restituito nulla. A 18 anni il giovane e promettente esterno decide di misurarsi nel campionato di Eccellenza, scommette su sé stesso e fa bene perché il suo rendimento è notevole ed arriva la chiamata del Melfi in C2, con cui raggiunge i playoff dove dovrà arrendersi solamente ad un Taranto troppo forte.
Dopo 3 ani di C2, si apre per Paris il palcoscenico della C1 dove indossa le maglie di Arezzo, Manfredonia, Valle del Giovenco, Val di Sangro e Colligiana Siena. Tra i tanti cambi di casacca arrivano anche le chiamate di San Cesareo e San Nicolò. Da qui, i regolamenti federali cambiano e prevedono una serie di incentivi alle società dilettantistiche in base al minutaggio dei calciatori, così Paris scende in Serie D dove passa le sue stagioni più belle, quelle sui campi che reputerà più importanti per la sua carriera, tra Spal e Fermana, quest’ultima molto significativa per il calciatore dove troverà il suo habitat naturale e dove avrebbe voluto chiudere la carriera, dato il bellissimo rapporto che instaura con i tifosi e con la gente del posto, interrotto però, ancora una volta, per volontà altrui. L’amicizia con molte persone del posto resterà intatta ed andrà avanti fino ai nostri giorni. 
Non è finita come avrebbe voluto e così Paris decide di tornare a casa dove indosserà la casacca del Paterno. Due stagioni di Eccellenza rappresentano due consecutivi assalti alla Serie D, falliti entrambi per un soffio, così Vinicio segue l’allenatore che lo aveva voluto lì con sé e si trasferisce, a 33 anni, a Capistrello, la sua squadra attuale. Di allenatori ne avrà conosciuti tantissimi ma Fabio Iodice, paradossalmente, è quello di cui dichiarerà di avere la maggiore stima, soprattutto per l’umanità oltre che per le qualità di allenatore.
Domenica scorsa, al Comunale di Capistrello, il blasonato Chieti si è dovuto arrendere ai colpi dei rovetani e di un Paris in versione super, autore del secondo gol granata e di una prestazione, possiamo dirlo, in stile Fermana.
Alla sua tenacia e al suo amore senza tempo per il calcio, dedichiamo la copertina settimanale di MarsicaSportiva.

 

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