Vita da gamer, dalle attrezzature ai tornei: tutto quello che c’è da sapere


Quello che fino a qualche anno fa era considerato un semplice passatempo, si è trasformato negli anni in un vero e proprio lavoro. Non solo è possibile rendere remunerativa la propria passione, ma anche arrivare a guadagnare cifre da capogiro. Come per tutto, c’è bisogno di allenamento, pazienza e costanza, uniti però alle giuste attrezzature. Si fa ovviamente riferimento al gaming, che oggi può contare su tornei, sponsor, opportunità e cifre milionarie.

Qualche consiglio per diventare un gamer professionista

Come ogni lavoro, anche questo richiede studio, dedizione e soprattutto molte ore di allenamento. Il primo passo è ovviamente quello di scegliere il gioco al quale dedicarsi: che sia Dota 2, Overwatch, Warzone o qualsiasi altro titolo, è bene ricordare che ci sarà sempre qualcuno migliore, e che soltanto con la pratica e con il tempo si potrà raggiungere un livello da PRO.

Pertanto, la prima cosa da fare è non arrendersi e cercare di migliorare ad ogni partita. In secondo luogo, è importante avere l’attrezzatura giusta: un buon PC o una console, una sedia comoda, un monitor di grandi dimensioni e, naturalmente, una connessione Internet veloce. Il PC da gaming rappresenta tuttavia una spesa importante, che può tranquillamente superare i 2.000 euro.

Nel caso non si abbia una sufficiente liquidità sul momento per l’acquisto di un PC, un’opzione valutabile è quella di prenderlo a rate. Attraverso strumenti online è possibile operare un confronto dei finanziamenti online, e scegliere l’alternativa che fa più al caso proprio. Bisogna entrare nell’ottica che si tratta di un investimento iniziale e che, se si possiedono talento e determinazione, questo potrà poi portare a guadagni considerevoli.

Inoltre, bisogna calcolare un certo budget anche per l’acquisto delle periferiche, dalla tastiera fino al mouse gaming, che danno la possibilità di fare un ulteriore salto in avanti a livello di prestazioni. Infine, è ovviamente necessario farsi notare da qualcuno per essere reclutati in un team, iniziando così a inserirsi nel mondo dei tornei, per ambire al professionismo.

Il lato economico del gaming: dai tornei ai guadagni

 

Quanto guadagna un giocatore professionista che si cimenta negli eSports? È difficile dare una cifra precisa, poiché entrano in gioco molti elementi, come i risultati ottenuti e l’area geografica. Anche il gioco in cui si eccelle fa la differenza: questo può essere sia uno storico, come League of Legends, oppure uno dei più recenti.

In Europa, ad esempio, i pro player (quelli veri) possono arrivare a guadagnare intorno ai 90 mila euro l’anno, partendo da una base di 60 mila euro. Negli USA gli stipendi e i premi sono nettamente più alti, al punto che si possono sforare i 120 mila euro annui di fatturato, partendo comunque da un minimo di 80 mila euro.

Gli eSports piacciono molto agli sponsor, in quanto si tratta di tornei con un seguito pazzesco, in grado di dare molta visibilità ai brand. Questo spiega perché le aziende sono disposte a concedere sponsorizzazioni da capogiro, e perché i premi per i team e i single player vittoriosi sono così elevati. Va sottolineato che sono proprio i premi e i bonus a fare la differenza.

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