Che cosa sono i temporali di calore? Perché perseguitano i nostri pomeriggi estivi?

Salve e ben ritrovati al consueto aggiornamento della rubrica di approfondimento di Meteorologia.

Nel corso della giornata di domenica, dovremmo avere a che fare con i temporali di calore. Una giornata instabile è infatti contrassegnata da un tempo atmosferico “che cambia in un istante”: c’è il Sole al mattino e al pomeriggio-sera scoppiano dei veri e propri temporali estivi. Che cosa sono i temporali di calore? E perché tendono a generarsi maggiormente in montagna? Un temporale di calore è una perturbazione locale o anche una macchina termica che si genera grazie a una bella giornata estiva, facendo un esempio, generalmente in presenza di una cupola anticiclonica che non abbia i suoi massimi posti sulla nostra penisola, perché essi favorirebbero maggiore Subsidenza atmosferica e minori moti convettivi, con un ristagno d’aria calda nei bassi strati durante la stagione estiva. I temporali si possono definire “macchine termiche”, perché hanno il compito di ristabilire un equilibrio termico tra alti e bassi strati, per via della presenza d’aria calda al suolo e aria fresca che si infiltra nelle quote medio-alte,  spesso proveniente dal Nord Atlantico e dal Nord Europa; perciò, dopo il transito di un temporale molto intenso, l’aria risulta sempre più fresca. Durante l’Estate, inoltre, se dovessimo essere in condizioni atmosferiche favorevoli, dunque in presenza dell’Anticiclone nord-africano e dell’Anticiclone delle Azzorre, non maggiormente proiettati sul nostro stivale, ma soprattutto di un promontorio presente solo in quota di matrice Subtropicale, le infiltrazioni d’aria più fresca ad alte quote inviate da un’area di bassa pressione nelle vicinanze, possono innescare l’ascesa delle bolle d’aria calda che si distaccano dal suolo, solitamente da suoli rocciosi e scuri, i quali assorbono maggiormente e più velocemente la radiazione solare rispetto alle valli e alle pianure, creando la formazione delle termiche, ossia dei cumuli che spesso si originano in prossimità dei pendii delle montagne, in grado, come dicevo prima, di avere una maggiore capacità termica. Questo riscaldamento diurno provoca dunque una bassa pressione che richiama le termiche, incentivandole ad ascendere e consentendo ad esse di raffreddarsi per espansione, incontrando un profilo verticale negativo al variare della quota dovuto alle infiltrazioni d’aria fresca e instabile e quindi pressioni via via minori, per tali motivi, esse, una volta divenuti cumuli congesti, si trasformano in cumulonembi, per l’appunto in caso di instabilità atmosferica. La presenza di un promontorio in quota di matrice Subtropicale, avendo un’origine termica e dunque una bassa pressione al suolo, consente ai cumulonembi che, durante il processo di condensazione, rilasciano calore latente, di potenziare la loro corrente ascensionale interna mediante il pompaggio d’aria calda proveniente dal Nord Africa. Il cumulonembo si espande verticalmente quando l’aria, una volta sfiorato un punto della media Troposfera dove la temperatura è altrettanto bassa rispetto all’interno della nube, si espande maggiormente provocando l’innesco di correnti discendenti e la genesi di nubi cumulonembi a Incus (a forma di incudine, proprio come nell’immagine). Queste masse d’aria calda, inoltre, avendo la capacità di attecchire un maggiore quantitativo di umidità rispetto all’aria fredda che invece risulta meno umida, quando sorvolano il Mediterraneo, ne catturano l’umidità, consentendo ai moti convettivi e turbolenti delle nubi di divenire più violenti, producendo un quantitativo più alto di precipitazioni, nonché chicchi di grandine che riescono ad essere maggiormente sorretti, cosicché aumenta il rischio che possano ingrossarsi raggiungendo dimensione notevoli e, non avendo la possibilità di essere sostenuti dalle correnti ascendenti e discendenti, vincono la gravità e vengono rovesciati verso il basso spesso tramite abbondanti rovesci di pioggia e di grandine, in grado di assumere dimensioni notevoli con più frequenza rispetto al passato, anche nel nostro territorio interno. In presenza di intensi venti in quota, i temporali possono sconfinare verso le aree costiere, ma se i venti risultano abbastanza deboli, naturalmente, restano confinati all’entroterra.

Vi ringrazio per la cortese attenzione.

Riccardo Cicchetti

Redazione - Il Faro 24

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