LA MAGIA DELLA XXXVIII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU’ LISBONA 2023

La Giornata Mondiale della Gioventù organizzata dalla Chiesa cattolica, ha avuto luogo dall’1 al 6 agosto a Lisbona, Portogallo. Nel corso della settimana i giovani di tutto il mondo, un milione circa, hanno partecipato ad incontri di preghiera, condivisione e svago. Il Festival della gioventù ha offerto una serie di concerti, conferenze, mostre che hanno reso la GMG di Lisbona 2023 un evento culturalmente ricco.

 “Maria si alzò e partì in fretta” (Lc 1,39), questo il tema scelto da Papa Francesco che mette in evidenza la Vergine Maria e il suo cammino per vivere secondo la volontà di Dio. 

L’INNO della G.M.G. “In fretta si va”, sviluppato intorno al sì di Maria ed è stato registrato sia in portoghese che nella versione internazionale: inglese, spagnolo, francese e italiano. Nel cantare questo inno i giovani di tutto il mondo si sono resi disponibili al servizio, alla missione e alla trasformazione del mondo.      

IL LOGO è stato realizzato dalla designer portoghese Beatrìz Roque Antunes ed ha come elemento principale la Croce di Cristo che abbraccia tutti gli elementi nel colore della bandiera portoghese: il sentiero che mette in evidenza il la Vergine Maria raffigurata come fanciulla che già portava dentro di sé la luce nel mondo, ed il cammino per vivere secondo la volontà di Dio, il rosario rappresenta la spiritualità del popolo portoghese e la sua devozione alla Madonna di Fatima.

I 13 SANTI PATRONI: sono tutti coloro che hanno dedicato la loro vita al servizio della gioventù: San Baertolomeo dei Martiri, beata Giovanna del Portogallo, beato Marcel Callo, sant’Antonio, beato Carlo Acutis, beato Pier Giorgio Frassati, beatoa Chiara Badano, san Vincenzo, beato Giovanni Fernades, san Giovanni Bosco, beata Maria Clara di Gesù, Bambino, san Giovanni di Brito, San Giovanni Paolo II.

LA SOSTENIBILITA’: La GMG di Lisbona è stata indubbiamente la più sostenibile di sempre: le bottigliette d’acqua sono state sostituite dalle fontanelle e l’Organizzazione provvederà a piantare alberi per compensare gli inevitabili danni causati da questo evento già definito il più grande della storia del Portogallo.

Gesù “desidera riaccendere in noi la luce della bellezza e renderci sentinelle di speranza, capaci di osare passi nuovi nel buio della notte, di non appiattirci nel passato, di non lasciarci intimorire dal futuro”. Sono le parole di Papa Francesco rivolte ai giovani che hanno seguito la Via Crucis nel Parque Edoardo VII. Egli, ha proseguito, desidera riaccendere in noi la luce della bellezza e renderci sentinelle di speranza, capaci di osare passi nuovi nel buio della notte, di non appiattirci nel passato, di non lasciarci intimorire dal futuro”.

L’amore non rende felici solo in cielo, bensì qui in terra, perché dilata il cuore e permette di abbracciare il senso della vita. Se vogliamo essere davvero felici, impariamo a trasformare tutto in amore, offrendo agli altri il nostro lavoro e il nostro tempo”. Così il Papa nel discorso consegnato durante l’incontro con i rappresentanti di alcuni centri di assistenza e carità di Lisbona.

Alla vigilia della messa conclusiva della GMG di Lisbona, il Santo Padre è tornato a Fatima per pregare il rosario con i giovani ammalati. Papa Francesco era già stato a Fatima nel 2017 per il centenario delle apparizioni mariane ai tre pastorelli, i santi Francisco e Jacinta Marto e suor Lùcia dos Santos, morta nel 2005 e di cui è in corso la beatificazione.

Le apparizioni sono legate al famoso segreto di Fatima diviso in tre parti. Le prime due hanno ispirato Papa Bergoglio a consacrare il 25 marzo 2022 al Cuore immacolato di aria sia la Russia, come chiesto proprio dalla Madonna, che l’Ucraina, i due paesi attualmente in guerra.

Lo ha ricordato Monsignor Josè Ornelas Carvalho, vescovo di Leiria-Fatima e presidente della Conferenza Episcopale portoghese, nel saluto rivolto al Papa: ci associamo anche alla preghiera di Vostra Santità per la pace, con la quale si identifica profondamente questo santuario, pensando in modo particolare alla guerra nell’ucraina e in tanti altri focolai di conflitto nel mondo, che pesano particolarmente sulla vita e sul futuro soprattutto dei bambini e dei giovani”

Il pontefice ha pregato a lungo nel santuario davanti alla statua della Madonna nella cui corona è incastonato il proiettile che ferì San Giovanni Paolo II, nell’attentato del 13 maggio 1981, data della prima apparizione di Fatima.

La Chiesa non può che essere la casa della gioia. La cappellina in cui ci troviamo è una bella immagine della Chiesa, accogliente e senza porte

Sono le parole rivolte dal Papa ai numerosi pellegrini presenti. Un tema, quello dell’inclusione, che il Papa ha voluto spesso sottolineare durante la GMG di Lisbona.

Tutto era stato predisposto per le fasi conclusive con la veglia nel Parco della Grazia, situato sotto il al Ponte Vasco da Gama che attraversa il fiume Tago. E’grazia il tema mariano, il cammino svolto, i discorsi del papa di questi giorni, il suo invito ad una chiesa aperta a tutti, l’invito a sporcarsi le mani per i poveri, i prediletti di Dio. Una vita Campo di Grazia, appunto. La veglia è stata scandita da tre fasi

L’incontro conclusivo di domenica è stato aperto con l’inno della GMG in versione “dance” che ha coinvolto oltre il milione di giovani previsti. Nel suo discorso ai giovani Il Santo padre ha rivolto ancora una volta il pensiero a coloro che non hanno potuto partecipare a causa delle guerre, riferendosi ancora una volta all’Ucraina.

Un OBRIGADO speciale lo ha rivolto alle nonne, la nostra radice, che ci hanno tramandato la fede, e uno speciale a Gesù e alla Vergine Maria.

La prossima Giornata Mondiale della Gioventù si terrà a Seul, in Corea del Sud, nel 2027. Lo ha annunciato il  Papa alla fine della messa nel Parque Tejo, ed ha invitato i cattolici di tutto il mondo al Giubileo dei giovani che si celebrerà a Roma nel 2025. 

La giornata mondiale della gioventù, GMG in italiano o WYD (World Youth Day) in inglese, è un incontro internazionale di spiritualità e cultura dei giovani cattolici. Gli  incontri ebbero inizio nel  1985 per volontà di papa Giovanni Paolo II che non si considerò mai il fondatore delle GMG: «i giovani le hanno create». Le Giornate mondiali della gioventù vengono celebrate secondo due modalità: a livello internazionale, ogni due o tre anni in una specifica città del mondo scelta volta per volta dal Pontefice, con un grande raduno che avviene secondo modalità consolidate negli anni e con un grande numero di partecipanti da ogni parte del mondo; a livello diocesano, negli anni in cui non si svolge la GMG internazionale, in occasione della Domenica delle Palme. Gli incontri sono organizzati su iniziativa delle varie diocesi mondiali e in piazza San Pietro a Roma con il Papa.

La prima edizione europea di questo evento bi-/tri-ennale, escludendo le due “edizioni zero” svolte a Roma nel 1984 e nel 1985, si è tenuta il 19 e 20 agosto 1989 a Santiago de Compostela, in Spagna e fu tra le probabili concause che ridiedero popolarità all’antico Cammino di Santiago. Per la prima volta l’incontro non si teneva la Domenica delle Palme, ma in piena estate.

Il logo scelto per la GMG di Santiago è formato da un cerchio azzurro contornato dalla scritta “Io sono la via, la verità e la vita” ed è attraversato da una striscia gialla tappezzata di conchiglie che termina, in alto a destra, con una stella. Quest’ultima in riferimento alla scoperta della tomba di San Giacomo. La scia gialla rappresenta sia la “coda” della stella cadente che le strade del Cammino di Santiago. Le conchiglie invece sono simbolo del pellegrino. Titolo scelto per l’inno composto per l’evento:”Somos los jovens del 2000″. Molti dei partecipanti alla GMG raggiunsero in pellegrinaggio il Santuario di San Giacomo percorrendo a piedi centinaia di chilometri lungo il celebre Cammino di Santiago.

Per la prima volta a Santiago furono organizzate le catechesi, sui temi “Cristo è la Via”, “Cristo è la Verità”, “Cristo è la Vita”, prendendo spunto dal versetto del Vangelo di Giovanni (Giovanni 14,6) scelto come tema per quella edizione.

La veglia di chiusura, con la presenza di papa Giovanni Paolo II, si tenne al Monte do Gozo – collina situata a circa cinque chilometri dal centro della città. In quel luogo fu in seguito innalzato un monumento in memoria sia della visita papale, sia dell’arrivo in città di San Francesco d’Assisi, avvenuta nel XIII secolo.

                                  Prof. Sandro VALLETTA

                                (Ha collaborato il Dott. Valentino PISEGNA)

Redazione - Il Faro 24

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