L’ABRUZZO PERDE IL 9% SUL PIANO DELL’INNOVAZIONE, IL M5S SOTTOLINEA LE CRITICITA’ DELL’ABRUZZO LENTO DI CHIODI E D’ALFONSO E FORMULA LE PROPOSTE PER FAR VOLARE IN ALTO LA REGIONE

Crolla l’Abruzzo di D’Alfonso che scende del 9% nel campo dell’innovazione rispetto al 2014. A dirlo è la Commissione europea con la pubblicazione dei i risultati comparati fra le diverse regioni dei paesi dell’Unione sul tema innovazione. L’Abruzzo a differenza delle regioni centrali del Paese continua a perdere terreno, in netta controtendenza rispetteo alle vicine regioni quali il Molise +17%, il Lazio +10%, la Puglia +15%, la Toscana +2%, l’Umbria +4%, la Basilicata +5%.

“Il quadro europeo di valutazione dell’innovazione regionale” spiega il consigliere regionale Sara Marcozzi “fornisce una valutazione comparativa delle prestazioni nel campo della ricerca e dell’innovazione e valuta i risultati raggiunti dalle regioni dei paesi europei”.

Quattro sono le classificazioni previste: paesi leaders dell’innovazione; paesi fortemente innovatori; paesi moderatamente innovatori; paesi modesti innovatori.

“L’Abruzzo è un regione moderatamente innovatrice” spiega ancora Marcozzi “ma il dato che preoccupa è che il suo risultato di innovazione è sceso del 9 % rispetto al 2014. I punti di debolezza riguardano le sinergie tra piccole e medie imprese gli altri attori del sistema della ricerca e l’investimento privato e pubblico, impegnati per la Ricerca e lo Sviluppo”.

“Lo studio” continua Marcozzi “evidenzia che il propulsore fondamentale per diventare un leader in ambito di innovazione è l’adozione di un sistema che combini un livello adeguato di investimenti pubblici e privati, partnership efficaci per l’innovazione tra imprese e mondo accademico, con una solida base di istruzione e ricerca di eccellenza. Proprio quello che sembrerebbe mancare all’Abruzzo”.

Ma cosa vuol dire in termini pratici avere eccellenze nel campo dell’innovazione?

All’interrogativo risponde Marcozzi “Gli effetti economici dell’innovazione devono tradursi in vendite ed esportazioni di prodotti innovativi, da un lato, ed occupazione, dall’altro. Inoltre ” continua ”la specializzazione in tecnologie abilitanti fondamentali aumenta le rese innovative regionali, in particolare nel campo dei materiali avanzati, delle biotecnologie industriali, della fotonica e delle tecnologie di fabbricazione avanzate”.

Ed è per questo che il M5S ha formulato una serie di proposte per adeguare lo standard Abruzzo a quello delle regioni più competitive in ambito innovazione.

“Prima di tutto” spiega Sara Marcozzi “è necessario avere un quadro trasparente sui risultati perseguiti in Abruzzo dalla strategia adottata dal 2010 con i Poli di innovazione. Ricordiamo che i Poli di innovazione in Abruzzo avrebbero dovuto perseguire degli obiettivi per innalzare il livello di innovazione del sistema produttivo regionale, ma a distanza di anni dalla loro costituzione sarebbe opportuno conoscere i risultati raggiunti in termini di ricchezza prodotta, brevetti, opportunità di lavoro create, ritorno degli investimenti” incalza Marcozzi “Il report di valutazione europeo non è confortante, nel valutare la strategia avviata dalla Giunta Chiodi e portata avanti dalla Giunta D’Alfonso dobbiamo capire, caso per caso, cosa è andato bene e, quindi valorizzarlo e cosa, al contrario, si è rivelata esperienza negativa”.

“Ed è per questo che il M5S chiede una valutazione indipendente sulla resa innovativa dei Poli di Innovazione determinata dalle risorse finanziare ottenute da FESR e FSE 2007/2013 che sono state erogate in Abruzzo per la ricerca e lo sviluppo. E’ indispensabile questa valutazione dettagliata” spiega Marcozzi “per vincolare il finanziamento di risorse pubbliche in base ai risultati ottenuti avendo la certezza di andare ad aumentare le realtà che si sono distinte positivamente abbandonando pian piano chi di fatto non ha raggiunto il risultato richiesto”.

Ha le idee chiare Marcozzi che spiega come “Oggi la governance rappresenta il poco interesse manifestato dalla Regione al campo dell’innovazione. Attualmente, infatti, il Servizio regionale “ricerca ed innovazione industriale” del

Dipartimento sviluppo economico, Politiche del lavoro, Istruzione, ricerca ed università è coperto ad “interim”, mentre sarebbe necessario individuare una competenza di alto profilo per ricoprire tale ruolo. Stessa situazione troviamo per il Servizio Istruzione, sempre dello stesso Dipartimento, che si occupa altresì di Università e ricerca, nel quale abbiamo altro dirigente ad interim”.

“Inoltre” incalza ancora Marcozzi “il ruolo di Abruzzo Sviluppo nella gestione della piattaforma dei Poli di innovazione ha connotati di tipo adempitivo non avendo risorse umane di alto profilo necessarie per un agenzia di sviluppo di tipo strategico quale dovrebbe essere. Basti pensare che l’Emilia-Romagna ha creato un cluster fra Università, CCIAA, Polititecnici, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e altri soggetti che contribuiscono, da un lato a predisporre le linee strategiche programmatiche e dall’altro, ad accompagnare le imprese verso quel processo di innovazione e digitalizzazione prefissati dai fondi UE”. Incredibile se si pensa al fatto che la piattaforma operativa dedicata alle imprese aderenti ai singoli Poli di Innovazione, rintracciabile sul sito di Abruzzo Sviluppo, risulta hackerato presumibilmente dal mese di Maggio. (www.polidinnovazione.it). “Anche per questo motivo ritengo sia indispensabile, e non più rinviabile, un serio controllo sul lavoro dei Poli di Innovazione” dichiara Sara Marcozzi.

“Non meno critica la situazione del dipartimento Presidenza e Rapporti con l’Europa che è gestisce il Servizio Europrogettazione, ma ad oggi la sua dotazione organica a partire dalla presenza di un dirigente “ad interim”, appare assolutamente inadeguata e inefficiente”.

Puntare sul sostegno alla ricerca e sull’innovazione è l’unico modo che un Governo regionale ha per permettere al territorio di guardare verso il futuro. “L’Abruzzo” afferma Sara Marcozzi “deve sostenere e facilitare concretamente la partecipazione del sistema della ricerca e del mondo produttivo regionale a tutte le opportunità offerte da Horizon e dal PON Imprese e competitività “ricerca e sviluppo” 2014 – 2020”.

“Un governo responsabile dovrebbe attuare con rapidità le risorse dei fondi FESR ed FSE 2014 – 2020 ed indirizzare le risorse disponibili sulle piccole e medie imprese esistenti o di nuova costituzione, per progetti di innovazione e ricerca nell’ambito delle tecnologie abilitanti fondamentali come Micro Nanoelettronica, Nanotecnologia, Fotonica, Materiali e sistemi avanzati di produzione, biotecnologia industriale. Inoltre tali tecnologie fondamentali dovrebbero essere applicate a contesti produttivi come la Salute e assistenza (Health); Cultura e turismo (Cultural Heritage); Mobilità e trasporti (Smart Transport); Energia e ambiente (Smart & Clean Energy); Monitoraggio e sicurezza del territorio (Environment); Modernizzazione della pubblica amministrazione (Smart Government); Telecomunicazioni (Electronic communications); Fabbrica intelligente (Smart manufacturing)”.

“Forse per qualcuno in Regione stiamo parlando una lingua sconosciuta, ma la vecchia politica dei partiti non può ledere un territorio facendolo rimanere ancorato ad un passato che Governi innovativi e responsabili del nord Europa hanno abbandonato da anni. L’Abruzzo merita di volare alto, alle colate di cemento della grandi opere dalfonsiane preferiamo lo sviluppo di una politica industriale sostenibile e innovativa, che permetta all’Abruzzo di tornare al segno più”.

Redazione - Il Faro 24

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