Leonardo Casciere si presenta alla città: “Senza padroni, comune torni ad essere dei cittadini. Scacciamo i mercanti dal tempio!”

Avezzano. L’avvocato tiene banco nella sala conferenze della Chiesa dello Spirito Santo stracolma di persone: “E’ ora di ridare ai cittadini la loro dignità, basta con chi vi considera solo dei bancomat del voto”.

E’ un Leonardo Casciere a cuore aperto quello che tiene banco per 40 minuti davanti a più di 400 persone che hanno riempito in ogni ordine di posto (e oltre) la sala conferenze della Chiesa dello Spirito Santo.
Solo il tempo dei ringraziamenti ai cittadini intervenuti e a tutto il suo staff, poi l’avvocato, in grande spolvero, parte subito deciso: “Voglio smentire innanzitutto due falsità messe in giro negli ultimi giorni di questa campagna elettorale calunniosa. La prima è che non ho fatto accordi elettorali con nessuno, pur avendone avuto la possibilità. La seconda è che c’è chi dice che già si sa chi andrà al ballottaggio o addirittura vincerà al primo turno; non è certo così, lo vedremo chi andrà al ballottaggio!”. “Se avessi voluto avrei potuto fare accordi, ma voglio essere SENZA PADRONI e non voglio avere cambiali elettorali da dover pagare. Voglio essere libero di governare per fare solo il bene di Avezzano e dei cittadini, sempre”.

Si continua con la dichiarazione d’amore per la città di Avezzano “che è una grande città e non Beirut sud, come qualcuno l’ha voluta dipingere; voglio far si che i giovani di Avezzano abbiano la possibilità di pensare e realizzare il proprio futuro nella loro città” e con il ricordo orgoglioso delle sue origini “vengo da una famiglia contadina di Collelongo, siamo arrivati ad Avezzano perché mio padre ha trovato un lavoro alla cartiera e all’epoca abitavamo in una casa popolare. Sono fiero delle mie origini e non le rinnego”.

Allo stesso modo l’avvocato parla delle sue radici politiche: “Non rinnego neanche le mie origini nella destra sociale. Mi etichettavano come il “comunista della destra” perché già da allora parlavo del sociale, del lavoro, avevo a cuore gli ultimi. Perché, se si vuole fare il bene dei cittadini, occorre essere gli ultimi tra gli ultimi”.

Casciere si rivolge a tutti i cittadini presenti e lancia il primo affondo deciso: “E’ ora di finirla con questa gente che va alla ricerca di accordi elettorali millantando di poter indirizzare e comandare 500, 1000, 2000 voti. Vi trattano come bancomat di voti, vi fanno sempre le stesse promesse per poi dimenticarsi di voi dopo che hanno avuto il vostro voto. E’ ora di finirla con questa politica che ha dimostrato di non aver più ragione e forza di esistere, che vi propone sempre le solite facce e i soliti nomi che hanno spolpato la città”. E ancora: “Siete cittadini liberi, con una dignità che va rispettata e non umiliata trattandovi come dei bancomat. E voi dovete riprendervela e difenderla la vostra dignità e l’unico strumento che avete per fare questo è il vostro voto”.

Si passa poi al programma elettorale, Leonardo Casciere tocca tutti i punti cardine già più volte dichiarati. Il lavoro: “noi non promettiamo e regaliamo i posti di lavoro in campagna elettorale, noi vogliamo creare il lavoro per tutti i cittadini di Avezzano in maniera stabile, rivalutando la zona del Fucino, collaborando in maniera forte e continua con le aziende del Nucleo Industriale, creando una struttura all’interno del comune che si occupi di ricercare e far arrivare fondi ad Avezzano e che supporti i giovani nella Start Up di nuove attività”.

La sicurezza: “dal punto di vista infrastrutturale, con la rivalutazione e la messa a norma degli edifici pubblici con priorità alle scuole dei nostri figli, e con la lotta alla criminalità dilagante: non è accettabile l’aumento di reati ad Avezzano, non si può lasciare la città in balia della microcriminalità. Vigili e forze dell’ordine dovranno vigilare sulla sicurezza di tutti i cittadini 24h su 24, e se questo significa essere uno sceriffo, allora sarò uno sceriffo”.

La trasparenza amministrativa: “I soldi da reinvestire a beneficio dei cittadini li troveremo in buona parte dalla spending review: via i premi per l’ammontare di 300.000 euro annui che i dirigenti comunali si dividono ogni anno, oltre lo stipendio, per il raggiungimento degli obiettivi, via i 400.000 euro annui per l’ufficio legale con incarichi a pioggia spesso ad avvocati che non sono neanche di Avezzano. Via i benefits come, ad esempio i telefonini; ognuno pagherà per se, e chi non vuol pagare per quanto mi riguarda può evitare di telefonare e fare i segnali di fumo. Ci sarà una riduzione drastica delle spese per lo staff del sindaco, il mio staff sarà composto da sole quattro persone. Ci saranno accordi con tutte le associazioni di categoria, incarichi e appalti verranno conferiti a rotazione e a prezzi concordati a tutte le imprese di Avezzano che vorranno partecipare, perché è giusto che il comune dia la possibilità a tutti di lavorare. Solo ora che si avvicinano le elezioni si stanziano soldi per opere di miglioramento urbanistico; questo significa che i soldi c’erano e ci sono, solo che sono nascosti. Beh noi li troveremo e li metteremo a disposizione della città e dei cittadini” .

Sulle tasse: “Lavoreremo per la riduzione della tassazione, partendo dalla tassa per occupazione suolo pubblico per chi ristruttura la propria casa, dalla tassa per le insegne e dalla riduzione delle tariffe dei parcometri; cercheremo di lavorare anche sulla TARI”.

Poi in ultimo, ma non per importanza, il sociale: “Ho lasciato per ultimo il sociale, che è l’argomento che più mi sta a cuore; mi capita spesso di vedere persone che soffrono, anziani, persone diversamente abili, ragazze madri senza sostegno, malati. Non è possibile che in questa città ci sia poca attenzione per loro; occorre creare strutture adeguate per venire incontro alle loro esigenze, punti di ritrovo e sostegno, occorre mettere a loro disposizione strutture adeguate. Occorre lavorare a stretto contatto con le organizzazioni che si occupano di aiutare i più deboli, a loro va dato sostegno costante in termini economici e fornendo strutture adeguate”.

D’obbligo la precisazione del candidato Sindaco riguardo le proprie affermazioni: “Mi sento dire che sono il primo ad attaccare le persone; sia ben chiaro, io non attacco le persone. Io attacco un certo modo indegno e scorretto di fare politica, che non fa il bene della città e che calpesta la dignità e i diritti dei cittadini”.

Un linguaggio semplice e diretto, puntando ai problemi veri della città e senza giri di parole e promesse scontate e poco realizzabili, tipiche della politica: questa è la strada che Leonardo Casciere ha deciso di percorrere, apprezzata dalla platea che più volte ha interrotto con applausi e manifestazioni di apprezzamento il discorso del candidato Sindaco.

Un rinnovato invito inoltre al confronto pubblico: “Ho chiesto più volte, e continuo a farlo, un confronto pubblico tra tutti i candidati; i cittadini hanno il diritto di vedere i candidati confrontarsi sui rispettivi programmi per decidere in piena coscienza cos’è meglio per la città. Fin’ora solo Nazzareno Di Matteo si è detto favorevole a tutto questo, dagli altri solo silenzio”.

L’avvocato chiude con un principio che è alla base propria candidatura: “Avezzano deve essere una città unita, senza più centro e periferie. E il comune deve essere di tutti i cittadini, che potranno accedervi e parlare con il Sindaco in ogni momento e senza più barriere di sorta. Il comune è il tempio dei cittadini: SCACCIAMO I MERCANTI DAL TEMPIO!”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Redazione ilfaro24.it

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