Mega risarcimento dal comune, ma le testimonianze non furono esatte. A processo in sette

Capistrello. Un triste incidente in moto nel lontano 1995, poi l’accusa alle buche stradali ed un maxi-risarcimento erogato dal comune di Capistrello. Adesso la vicenda è tornata a galla e si suppone che le testimonianze rese allora non furono esatte. Sono a processo in sette e dovranno rispondere del reato di truffa.

Venti anni fa Douglas D’Ascanio si schiantò contro di una casa mentre guidava la sua moto, rimanendo paralizzato e scaricando tutta la colpa ad una grossa buca di via Sallustio, così come affermato anche da cinque testimoni, tra cui la madre e la sorella. Il Comune di Capistrello fu condannato a pagare più di 2 milioni per i danni causati, di cui 1 milione e 417 mila euro vennero erogati nel 2013. Parte di questi soldi sono stati rintracciati su di un conto corrente postale,  mentre altri, secondo la polizia, sarebbero stati investiti altrove.

Adesso Douglas D’Ascanio (44), la madre Maria Pizzi (76), la sorella Lovania D’Ascanio (48) e tre altri testimoni Herman Pizzi (45), Antonio Pizzi (66) e Paolo Salustri (44) oltre all’avvocato Raffaelino Tolli (57, sono indagati per truffa: avrebbero testimoniato il falso. Il provvedimento è stato disposto dal gip del Tribunale di Avezzano, Francesca Proietti.

Redazione IlFaro24.it

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