PRESIDENTI PETRELLI E FOSCHI SU COMMISSIONE IN SOPRALLUOGO NELLA RISERVA NATURALE DANNUNZIANA

“L’incendio che ieri si è sviluppato fuori e dentro la Riserva naturale dannunziana ha carbonizzato ben 12 ettari della storica pineta, a partire dal comparto 5, ovvero il lotto completamente naturalistico, l’ultimo relitto di foresta italiana esistente tra la pineta del Gargano e quella di Ravenna, e che è andato irrimediabilmente perduto. I danni causati dai roghi andranno quantificati, operazione che sarà possibile eseguire in sicurezza solo quando tutti i piccoli focolai, che ancora oggi bruciavano, saranno spenti, e iniziando con l’utilizzo dei droni, esaminando albero per albero e verificare quelli salvabili e quelli da abbattere. Soprattutto ora attendiamo gli sviluppi delle indagini aperte dalle Forze dell’Ordine che, nelle prime ore, avrebbero già parlato del ritrovamento di 7 diversi inneschi. Il plauso va invece alle centinaia di pescaresi che domenica, a mani nude, si sono ritrovati per tentare di arginare l’avanzata delle fiamme, con l’uso di idranti da giardino o di semplici bacinelle, una catena di solidarietà che ha commosso l’intera regione”. Lo hanno detto i presidenti delle Commissioni Ambiente e Parchi Ivo Petrelli e Mobilità e Sicurezza Armando Foschi che oggi hanno effettuato un lungo sopralluogo sui luoghi toccati dagli incendi, alla presenza, tra gli altri, del sindaco Carlo Masci, del Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e dei tecnici comunali Fabrizio Trisi e Giuliano Rossi, mentre i Vigili del Fuoco effettuavano nuovi interventi per spegnere le fiamme che, spinte dal vento, hanno ripreso ad ardere in mattinata.

“Quello di ieri – ha ricordato il Presidente Foschi – è stato il secondo grande incendio che ha devastato la pineta dannunziana dopo il primo, avvenuto il 28 agosto del 1972. Le fiamme ieri sono partite da via Terra Vergine-via De Lollis-via Luciani-parte bassa di via Monte Carmelo, poco dopo le 15. Non appena abbiamo ricevuto le prime segnalazioni abbiamo attivato la macchina dei soccorsi, arrivata in forze in pineta con il sindaco Masci, l’assessore comunale Adelchi Sulpizio con il comandante della Polizia Municipale Danilo Palestini e il Presidente Sospiri e da lì è partita la giornata più lunga, con le fiamme che, spinte dal vento caldo di scirocco, sono scese verso la pineta, hanno avvolto il Fosso Vallelunga-cavalcavia, quindi il comparto 5, il 4, raggiungendo addirittura la spiaggia, per poi rigirare verso ovest, attraversando parte del comparto 3. In questo viaggio – ha ancora ricostruito il Presidente Foschi, che abita in via Scarfoglio, dunque nel cuore della pineta – le fiamme hanno lambito le abitazioni adiacenti il Fosso Vallelunga, bruciando orti, capanni, giardini, compresa l’area verde attorno alla scuola media ‘Benedetto Croce’, che però è indenne, e di fatto ancora a mezzanotte erano visibili i mini-focolai che hanno trasformato la pineta dannunziana in un cimitero con tanti ‘lumini’ accesi, uno spettacolo spettrale”. “Paradossalmente – ha proseguito il Presidente Petrelli – quei lavori di bonifica e pulizia legati al cantiere inerente la realizzazione della nuova via Pantini hanno svolto la funzione di tagliafuoco, ovvero: in quella fascia di territorio in cui sono stati eseguiti tagli strategici e potature mirate per il futuro passaggio della tanto contestata strada, gli alberi presenti non sono stati toccati dalle fiamme, non sono neanche stati anneriti, mentre il comparto 5 è stato sostanzialmente distrutto, una vera bomba a orologeria, in cui la vegetazione naturale incolta e mai curata da mano umana, proprio perché ‘riserva naturalistica’, ha fatto da miccia, agevolando la rapida propagazione delle fiamme e oggi vediamo a distanza alberi trasformati in scheletri neri, a rischio caduta, e si dovrà attendere ancora prima di poter entrare all’interno per una verifica reale dei danni e della sopravvivenza della flora e della relativa fauna. Ovviamente la pineta, che ancora oggi presentava dei focolai importanti, resta sotto stretta osservazione, anche a tutela di quanti abitano tutt’attorno alla riserva e che ieri sono stati evacuati in lacrime, osservando le fiamme che distruggevano orti, capanni, raccolti, giardini, e preoccupano le condizioni di stabilità del pino monumentale, che era stato anche salvato dal cantiere di via Pantini: stamane infatti i vigili del fuoco hanno effettuato un sopralluogo in cima all’albero, da cui uscivano piccole lingue di fuoco e fumo, segno che l’anima della pianta sta ancora bruciando all’interno. Gli stessi vigili hanno dato indicazioni affinchè sul pino venga eseguita una importante potatura per dargli un 50 per cento di probabilità di sopravvivenza. Ora attendiamo che passi l’emergenza, quindi riprenderemo il Pan, il Piano di Assetto naturalistico, per valutare gli interventi necessari da attuare nell’immediato all’interno della Riserva, a partire dalla ripiantumazione di nuovi pini”. Intanto durante il sopralluogo è stato raggiunto al telefono Domenico Alferj, il pilota pescarese che ieri ha guidato il Canadair impegnato nelle operazioni di spegnimento, che è stato ringraziato dal sindaco Masci a nome della città per l’impegno profuso.

Redazione - Il Faro 24

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