QUANDO MANCA UN GENITORE, IL SUO RICORDO ATTIMI DI RIMPIANTO

“Quante volte ho urlato al cielo, quante botte ho lasciato a terra, le ragioni di chi non vuole capire. Crisi d’infanzia. Nel cammino dei nostri giorni il riflettere osanna la sua lode, l’immenso dono che abbiamo, un genitore. Restare increduli alle loro idee, bigotte per i nostri giorni, ma piene di sostanza, di logica. Ho stretto forte il mio cuore in un pugno, ho sussurrato dove trovarti, il perché di quei momenti di isterica rabbia, non pensando ad oggi, quel giorno che dovrei dirti tanto, tutto. Di raccontarti le mie paure, le mie emozioni, di sentirmi ancora protetto, di aver un attimo di insolita fanciullezza anche se la barba sbianca, ed ora che voglio parlare non ti trovo. Non lasciare che l’ira ti derubi di quella sostanza vitale che si chiama amore, che si chiama genitore”

 

Essere figli è un privilegio che solo quando ti viene sottratto dalla vita comprendi perché è facile cadere nelle malinconiche assenze di volti, voci e abbracci che ti hanno fatto grande… anche se faresti di tutto per tornare bambino e ritrovarlo ancora lì quell’abbraccio con cui stringevi tutto il tuo mondo.

(Gianfranco Iovino )

 

Redazione - Il Faro 24

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