TRAGICO INCIDENTE SULL’AUTOSTRADA A24 E NESSUNO SI FERMA. LA TESTIMONIANZA DELL’UNICO SOCCORRITORE

L’incidente è avvenuto l’altro ieri, a fermarsi Alfonso Gargano che ha descritto tutti si suoi sentimenti nel post che riportiamo sotto:

❤ R.i.p. Brus❤
Questa mattina presto mi stavo recando a Roma e percorrendo l’autostrada dei Parchi, giunto con la mia macchina all’altezza dell’uscita di Tivoli, noto un rallentamento anomalo del traffico ed immediatamente aziono anche io le quattro frecce.
Al centro della carreggiata c’era una macchina distrutta dopo un incidente e le altre automobili comunque che continuavano a sfrecciare a destra ed a sinistra del veicolo incidentato.
Mi fermo, ero solo, scendo e vado a controllare nel veicolo, c’era un uomo all’interno in stato di incoscienza. Immediatamente chiamo il 113, mi qualifico e dico all’ operatore di inviare sul posto il 118, una pattuglia della Polizia stradale ed i vigili del fuoco per aprire l’abitacolo. Metto subito un triangolo catarifrangente per evitare il peggio, sempre da solo.
Le portiere non si aprivano, ne forzo una, sempre da solo, l’uomo era bloccato sotto il volante non respirava e battito zero. Gli libero la bocca dai vestiti, abbasso il sedile ed inizio un massaggio cardiaco, dopo dieci minuti si sveglia e mi dice che si chiama Bruno, vuole la mia mano, io gli prendo la sua. Cerco di tenerlo cosciente, gli parlo, lo tranquillizzo, mi dice grazie accennando un sorriso. Niente da fare si addormenta di nuovo. Intanto ero sempre solo, nessuno si è fermato ad aiutarci.
Dopo un po’ arriva la Stradale che mette in sicurezza la viabilità, poi il 118 ed i vigili del fuoco che provano a fare di tutto.
Quando l’ho lasciato gli ho detto, Bruno non ti conosco ma ti porterò sempre nel cuore. Sono andato via ed al ritorno ho chiamato il collega per avere notizie; Niente da fare mi ha risposto, non c’è l’ha fatta.
Questo racconto non per osannarmi, ma semplicemente perché mi domando come è stato possibile che fino all’arrivo dei soccorsi a nessuno è venuto in mente di fermarsi.
Lì dentro quella macchina poteva esserci nostra madre, un padre, un fratello, un bambino, un amico o più semplicemente un essere umano che aveva bisogno di aiuto.
Forse siamo tutti troppo presi da una vita frenetica che non ci permettere più di affrontare situazioni simili.
P.s. una macchina si è fermata erano due ragazzi rumeni.❤






Redazione - Il Faro 24

Share
Published by
Redazione - Il Faro 24