WWF ABRUZZO CHIEDE INTERVENTO DI MATTARELLA PER SBLOCCARE LA SITUAZIONE DELLA COSTA DEI TRABOCCHI

 

Una maglietta con la scritta “Cammina per il Parco” firmata da decine di cittadini, rappresentanti di associazioni, operatori economici e studiosi incontrati durante il cammino: è questo il regalo che i protagonisti della annuale passeggiata lungo la costa dei trabocchi hanno preparato per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale sarà richiesta udienza.

WWF e ARCI, che da cinque anni promuovono l’iniziativa, affideranno a Marco Terrei e Andrea Natale, gli ormai “storici” camminatori, un messaggio chiaro e inequivocabile: gli abruzzesi, o almeno la gran parte di loro, sono stanchi di aspettare il varo definitivo di un’area protetta formalmente istituita dal 2001 ma mai concretamente attivata nonostante sia stato persino nominato un commissario ad acta per la perimetrazione, il cui lavoro è rimasto assurdamente chiuso, ormai da alcuni anni, in un cassetto della presidenza del consiglio dei ministri. Né l’attuale presidente Gentiloni né il suo predecessore hanno dato seguito a quello che avrebbe dovuto essere un obbligo di legge chiudendo una pratica rimasta troppo a lungo inevasa.

La decisione di chiedere udienza al Capo dello Stato è maturata durante l’edizione 2017 di “Cammina per il Parco”, evento che, come negli anni precedenti, ha visto Andrea Natale e Marco Terrei passeggiare lungo i 70 km della Costa dei Trabocchi con il patrocinio di WWF Zona Frentana, WWF Young, Arci provinciale Chieti e il coordinamento scientifico dello IAAP (Istituto Abruzzese per le Aree Protette).

C’è stata una larghissima partecipazione sui social e sui media di persone che in diretta hanno apprezzato le bellezze di questo tratto di costa che attende l’istituzione ufficiale di Parco Nazionale ma che già oggi, nonostante i macroscopici ritardi, vive quotidianamente il Parco come se fosse già istituito.

I cittadini, a dispetto di una politica sempre più lontana dalle loro reali esigenze, operano infatti nel territorio ed è con questo che provano a confrontarsi senza rassegnazione ma un forte impulso al rinnovamento e alla individuazione di risposte per far fronte ai cambiamenti, climatici e turistici.

«Rispetto al passato, – racconta Marco Terrei, uno dei due camminatori – i cittadini sembrano avere una maggiore consapevolezza delle questioni ambientali con le quali, loro così come gli operatori turistici, convivono giorno dopo giorno. Il sostegno all’iniziativa di Cammina per il Parco è stato evidente e convinto ma ci è arrivata anche la richiesta di farci portatori di un’azione più forte e concreta verso la politica locale e regionale affinché vengano superate immotivate diffidenze e inutili polemiche partitiche per dare finalmente seguito a un serio progetto di conservazione e di sviluppo di questo territorio, che non può che passare attraverso il Parco».

«Come nelle precedenti edizioni, – riferisce Andrea Natale – in ogni tappa abbiamo avuto “ospiti” con i quali abbiamo trascorso una giornata per vedere e toccare la Natura, meravigliosa in molti tratti della costa. Lunghe chiacchierate e confronti sulle materie più disparate hanno caratterizzato queste giornate ed è stato interessante cogliere il forte interesse a conoscere sempre meglio un ambiente che merita di essere tutelato e protetto perché possano fruirne anche le prossime generazioni».

 

CAMMINA PER IL PARCO 2017

La quinta edizione di Cammina per il Parco si è conclusa domenica 17 settembre. Le interviste sul campo, le foto, i filmati e i dati raccolti in questa edizione possono essere sintetizzati nelle quattro aree di interesse qui sotto riportate.

Aree protette: l’insieme delle riserve regionali e dei SIC lungo l’ex tracciato ferroviario sta svolgendo un ruolo determinante per la conservazione degli ecosistemi naturali presenti sulla costa chietina. Basti pensare che ogni tratto di questa costa accoglie un animale divenuto simbolo dei luoghi ed è entrato oramai a far parte della cultura del territorio: il Fratino per la riserva Marina di Vasto; la testuggine terrestre per Torino di Sangro e la Lecceta; la Salandrina dagli occhiali per Rocca San Giovanni/San Vito Chietino e il Fosso delle Farfalle, ecc. Ne abbiamo avuto la conferma nei giorni di Cammina per il Parco osservando la flora e la fauna ivi presente ma oltre all’aspetto scientifico abbiamo, ancora una volta, avuto la conferma dell’attaccamento a questi luoghi da parte delle persone che li frequentano a qualunque ora del giorno. Famiglie, gruppi di giovani o fidanzatini, scolaresche e turisti visitano le riserve per godere della pace e del silenzio che offrono, per scattare foto, per ascoltare i suoni della Natura, per studiare o anche per fare ginnastica…

Pista ciclabile: sono nella fase iniziale i lavori della Via Verde. Opera attesa da diversi anni e dalla quale tante persone che vivono su questo territorio si aspettano il rilancio della conservazione degli ecosistemi, il rilancio del turismo, la creazione, attraverso l’istituzione del Parco, di un marchio che aiuti a identificare questo territorio come un unicum e a caratterizzarlo positivamente.

I giovani e il parco: questa edizione si è caratterizzata per l’incontro con molti giovani, per la maggior parte studenti universitari ma anche ricercatori. Nell’ascoltare le loro voci è emerso chiaramente un forte attaccamento alla loro terra così come il bisogno di avere risposte dalla politica in merito alle possibilità lavorative. La passione è tanta ed è quella che fa stare ore davanti al microscopio al solo scopo di capire i meccanismi che stanno dietro ai fenomeni. Il progetto “Marin Litter”, ad esempio, studia il fenomeno dello spiaggiamento dei rifiuti. Ne abbiamo parlato con Maria Carla de Francesco, biologa marina che collabora con l’università del Molise che ci ha spiegato quel che accade e quali potrebbero essere le soluzioni.

Educazione ambientale: dalla camminata abbiamo avuto modo di capire quanto bisogno ci sia di informare il cittadino il quale si sente solo e confuso. Da un lato osserva inerme i fenomeni naturali, e dall’altro avverte la mancanza di una programmazione da parte della politica nei confronti del territorio. Il cambiamento climatico è oramai un dato accertato e richiede azioni concrete e puntuali sul territorio, scelte attente e consapevoli che il politico, affiancato da esperti, deve porre in essere. Le azioni spot, in risposta a richieste locali, come è stato finora – ad esempio per la posa in opera delle barriere frangiflutti – si sono dimostrate inadeguate. La soluzione è una reale collaborazione tra gli organi della politica e gli istituti di ricerca i quali, solo loro, possono indirizzare verso scelte adeguante. Tutti questi percorsi, tuttavia, devono essere condivisi con il territorio al fine di avere la piena collaborazioni dei cittadini, delle associazioni e degli operatori. Non c’è più tempo da perdere: i cittadini, gli operatori, le associazioni sono pronti. Perché si attivino tavoli comuni manca solo la volontà politica…

Redazione - Il Faro 24

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