Le vie di San Francesco, il racconto – INTRO

Chi sono

Mi chiamo Roberta, ho 33 anni e sono un’insegnante. Dopo numerose estati tutte uguali, trascorse al mare con gli amici o con la famiglia, negli ultimi anni ho voluto modificato il mio modo abituale di trascorrere le vacanze. La vita ci mette di fronte ad avvenimenti gioiosi e a momenti difficili, e io mi sono resa conto di voler dedicare più tempo a me stessa, mettendomi alla prova e trascorrendo del tempo a contatto con la natura.

Il viaggio

Per questo motivo, l’estate scorsa ho scelto insieme a un’amica di provare una nuova esperienza. Il web è arrivato in nostro soccorso: avevamo già sentito parlare tempo fa del Cammino di San Francesco da un nostro amico che aveva frequentato l’Università per Stranieri a Perugia. Dopo una breve ricerca siamo approdate al sito Francesco’s Ways, che offre diversi pacchetti pronti per turisti o pellegrini che vogliano cimentarsi nell’impresa di ripercorrere le strade di San Francesco. Ammetto che inizialmente l’idea di fare un pellegrinaggio non mi aveva entusiasmata, ma leggendo le diverse proposte mi sono resa conto che si trattava piuttosto di un’avventura alla scoperta dell’Umbria, delle sue bellezze naturali, dell’architettura, della cucina regionale e per questo mi sono lasciata tentare e ho deciso di raccogliere la sfida.

Le proposte sono numerose e comprendono percorsi da svolgersi unicamente a piedi, altri con alcuni spostamenti in autobus e i restanti a piedi, altri ancora da fare in bicicletta. Noi abbiamo deciso di percorrere un itinerario della durata di una settimana circa, percorrendo un totale di 160 km, da Citerna, in Toscana, fino ad Assisi, soffermandoci nelle città in cui il santo ha vissuto e ha pregato. L’itinerario tocca, oltre a Citerna, Città di Castello, Pietralunga, Gubbio, Valfabbrica e Assisi. Organizzare il viaggio è stato relativamente semplice: come prima cosa abbiamo contattato alcuni amici perché si aggregassero al nostro progetto. Molti dei servizi sono pensati appositamente per gruppi di almeno 10 persone e abbiamo ritenuto che sarebbe stato più semplice usufruirne, come ad esempio prendere parte alle visite di monasteri e chiese con una guida che ci illustrasse la storia nascosta dietro ogni luogo. Inoltre, per quanto questa possa essere una bella esperienza di introspezione, riflessione e spiritualità da vivere in parte da soli, altrettanto bello sarebbe stato vivere insieme le piccole difficoltà derivanti da un viaggio diverso dal solito, con un bagaglio ridotto al minimo e “condivisione” come parola d’ordine. Come ci aspettavamo, non tutti hanno accettato l’invito, ma molti sono stati contagiati dal nostro entusiasmo e hanno deciso di prenotare il pacchetto di una settimana.

Così, con un pochino di anticipo, ci siamo mossi per procurarci l’indispensabile per il bagaglio, che nel nostro caso è stato uno zaino da trekking di media capienza. Il nostro cammino prevede passeggiate su sentieri sterrati e su strade asfaltate, perciò abbiamo ritenuto opportuno munirci di scarponcini leggeri da montagna, oltre che di un paio di sandali per le passeggiate in città. Il vestiario è stato ridotto all’indispensabile, così come l’attrezzatura: ci siamo fatti bastare l’occorrente per ricaricare lo smartphone e fare qualche foto, un quaderno e una penna per appuntare qualche riflessione, un sacco a pelo leggero per le emergenze. In ogni caso abbiamo deciso che avremmo soggiornato nelle strutture convenzionate lungo il tragitto, e questo ci ha permesso di contenere di molto il peso dello zaino che ci avrebbe accompagnato ogni giorno per tutti quei chilometri. Anche la scelta della stagione calda ci ha agevolati, poiché ci ha permesso di viaggiare leggeri. Tuttavia abbiamo ritenuto importante portare via un piccolo ombrello, un k-way, un cappello per proteggerci dal sole, un repellente per insetti e i medicinali di base.

Prima di partire per il Cammino lungo le strade percorse da San Francesco ci siamo procurati anche la cosiddetta Credenziale del Pellegrino, un documento di viaggio di tipo religioso da sempre usato come accompagnamento durante pellegrinaggi di questo tipo. Generalmente viene rilasciato dalle autorità religiose e serve a differenziare i normali viaggiatori dai pellegrini. Questi ultimi, mostrando il documento, possono usufruire di apposite strutture ricettive o in alcuni casi di trattamenti differenziati. La credenziale viene timbrata in ogni luogo che si visita durante il cammino e permette di ottenere il Testimonium Viae Francisci una volta giunti ad Assisi, ovvero la testimonianza di avvenuto pellegrinaggio. Ormai manca pochissimo alla partenza, come ultima cosa ho deciso di procurarmi una piccola bussola e una guida dei luoghi che avremmo visitato, per informarmi e per avere qualcosa da leggere durante i momenti di sosta.

Il nostro viaggio sta per iniziare, e lo racconteremo qui su queste pagine, una tappa alla volta. Se avete voglia di sapere come è andata veramente, seguitemi in questa avventura!

Redazione - Il Faro 24

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