PERETO XII SECOLO – IL CASTELLO MEDIEVALE


“Maestoso rifletti ai miei occhi o ardua fortezza, che dal basso all’alto rimembri a me storie di valorosi cavalieri.Di torre in torre il tuo casato osserva il quiete paesello”                             (Cicchetti Ivan)

 

Alle pendici del Monte Forcellese, quasi al confine tra Abruzzo e Lazio, il castello di Pereto sovrasta la Piana del Cavaliere e l’antica Via Valeria. Per la sua centrale posizione strategica esso fu sicuramente fra le prime fortificazioni erette nell’area carseolana e rappresenta un esempio di castello-recinto con caratteristiche piuttosto particolari rispetto ai canoni delle fortificazioni abruzzesi del suo periodo. La struttura più antica del fortilizio è il mastio che, intorno al XII secolo, sorse probabilmente sui ruderi di un precedente basamento. Esso ha costantemente rappresentato, nell’impianto generale, l’elemento architettonico più massiccio ed imponente, estremo baluardo dell’intero forte. A pianta quadrata e costruito con grossi blocchi di pietra squadrata, il mastio era suddiviso in cinque piani che accoglievano il corpo di guardia, i magazzini, le prigioni, la residenza signorile e, in alto, la zona di vedetta e di difesa. Successivamente, nel XIV secolo, vennero aggiunte le altre due torri quadrate con le relative mura di raccordo. Sulla cortina a sud-ovest, a quattro metri d’altezza, era posto l’ingresso principale, reso ancora più inaccessibile dalla presenza di un parapetto e da un’apertura superiore piombante; nella parte sovrastante è ancora visibile lo stemma della famiglia Orsini. Al camminamento di ronda tra le torri si accedeva mediante una scaletta in muratura ricavata nello spessore della cortina orientale. Varie famiglie si successero nella proprietà di tale strategica rocca, prima i gran conti dei Marsi, poi i signori di Ponte, per arrivare ai conti Orsini e ai duchi Colonna. Un recente restauro ha riportato il castello di Pereto al suo antico aspetto, riferibile all’epoca di Federico II. Il fortilizio è visitabile.   

(Cicchetti Ivan)

       

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