CERCHIO COME FONTAMARA. LETTERE DAL PASSATO CHE RACCONTANO STORIE DI MISERIA E SPERANZA


di Alina Di Mattia

here in cerchio

Uno scenario drammatico quello che emerge dalla raccolta delle quaranta lettere che Antonio Vasquenz, contadino di Cerchio (AQ), scriveva al figlio emigrato negli Stati Uniti d’America.

Era il 1910, ed ogni parola, ogni riga della raccolta intitolata ‘Here in Cerchioe pubblicata da Bordighera Press, racconta la miseria di quegli anni, le difficoltà per sopravvivere, l’impossibilità ad acquistare mezzi agricoli per lavorare, i debiti assillanti contratti con l’amministrazione Torlonia che affittava a caro prezzo le terre ai contadini del Fucino ma anche le speranze riposte in quelle partenze spesso senza ritorno.

Le missive, ritrovate grazie al nipote di Vasquenz, Mario Chiudoni, erano indirizzate al figlio Angelo che lavorava nelle miniere di carbone in Pennsylvania.

Storie di privazione e sofferenza, di lacrime e dolore, di angherie e sopraffazioni, che ci riconducono alla stessa drammaticità di Fontamara, il celebre romanzo dello scrittore pescinese Ignazio Silone che, nel libro italiano più tradotto al mondo, raccontò la condizione dei contadini marsicani nei primi anni del ‘900.

La raccolta, curata da Constance Sancetta, assume un significato fondamentale per la conoscenza antropologica del territorio abruzzese. Tracciano, infatti, un documento eccezionalmente fedele della vita e delle usanze di quegli anni non risparmiandoci nessuna amarezza.

Frammenti di un’epoca passata che ritornano attraverso la storia personale di un contadino che sapeva leggere e scrivere, di origine quasi certamente borbonica, nato il 5 dicembre 1843 a Cerchio, il piccolo paese all’ombra del Sirente, posizionato di fronte al terzo lago più grande d’Italia, allora non ancora prosciugato. Erano gli anni del Regno di Napoli, e Antonio, marito e padre di 5 figli, a causa di gravi problemi di salute si ritrova impossibilitato a pagare l’affitto delle terre e quindi pieno di debiti nei confronti dei Torlonia. E lo racconta con struggente commozione al figlio lontano, nella speranza che in quelle “strade lastricate di oro” potesse esserci una luce anche per la sua famiglia lasciata a Cerchio. Una figlia morta senza adeguate cure, un genero poco affidabile, il tutto in una situazione di precarietà e allo stesso tempo di speranza che univa chi, soprattutto dopo il devastante terremoto del 1915 che rase al suolo la Marsica, scelse di emigrare all’estero in cerca di un futuro migliore.

here in cerchio lettere
La copertina della raccolta

Nel solo paese di Cerchio, nel primi anni del ‘900, partirono ben 15 persone senza più tornare a casa. Storie spesso tramandate oralmente, raccontate di padre in figlio e che oggi, invece, possiamo leggere su questa emozionante e toccante raccolta per comprendere meglio le nostre origini e, forse, apprezzare di più chi ha tracciato per noi un percorso allora impraticabile.

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About Alina Di Mattia

Alina Di Mattia
Autrice, conduttrice e responsabile produzione di grandi eventi istituzionali. All'attività artistica e manageriale ha affiancato quella di scrittrice freelance. Si è occupata spesso di tematiche sociali ed ha all'attivo alcune pubblicazioni tra cui il saggio "Erano gli anni della TV dei ragazzi". Nel 2018 ha ricevuto due prestigiosi premi giornalistici nazionali e tre riconoscimenti letterari.