IL DEPUTATO ABRUZZESE DEL PD CAMILLO D’ALESSANDRO PRENDE CARTA E PENNA E SCRIVE AL SINDACO DI VILLA SANTA MARIA


“In attesa della risposta del Ministro Salvini ho ritenuto mio dovere scrivere, da parlamentare della Repubblica nata dalla lotta della liberazione, una lettera pubblica al Sindaco di Villa Santa Maria con la quale chiedo al Sindaco di andare oltre, di non aggrapparsi alla scusa della storia, ma di fare la storia, trasformiamo la scritta DUX in PAX, perché la pace è stata garantita all’Italia proprio dal superamento di tutto ciò che ha rappresentato quel marchio sulla roccia, superamento che è costato sacrificio, morte e dolore, a partire dalle vite spese della Brigata Maiella.”

“Quella scritta a pochi chilometri dal Sacrario della Brigata Maiella, onorato dalla vista recente del Presidnete della Repubblica, è inaccettabile”

“Villa santa Maria potrebbe inaugurare, nell’ambito della promozione sportiva delle scalate sulla roccia, le “scalate della pace”, a perenne memoria di ciò che è stato e di ciò che non dovrà più essere”

In allegato la lettera pubblica rivolta al sindaco di Villa santa Maria

Al Sig. Sindaco

COMUNE DI VILLA SANTA MARIA

Gentile Sindaco,

con questa lettera pubblica Le scrivo appellandomi al senso del doveroso rispetto della nostra storia, la storia

dei nostri luoghi, che ha visto, proprio nella vallata del Sangro, una delle pagine più cruenti ed allo stesso modo eroiche

della secondo guerra mondiale.

Dal sacrificio dei nostri martiri nacque la Brigata Maiella che con coraggio, amore per la Patria, ci liberò

dall’occupazione nazista e contribuì alla liberazione del Paese muovendo fino a Bologna.

A pochi chilometri dalla scritta “Dux”, che Lei ha ritenuto di fare tornare alla luce, c’è il sacrario della Brigata

Maiella, dove sono scolpiti i nomi di coloro che donarono la loro vita per liberarci. Luogo “sacro” per l’Abruzzo e per

l’Italia intera, onorato dal recente omaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ho letto Le sue giustificazioni che, mi consenta, sono addirittura peggiori della sua scelta. Lei ritiene che quel

marchio sulla roccia possa addirittura fungere da attrattore turistico e pare persino compiacersene. Ancora meno

credibili sono le giustificazioni che tentano di sdoganare a fatto storico quella scritta.

Se fosse così, ad esempio, la Francia dovrebbe fare bella mostra per le vie di Parigi delle ghigliottine.

Non si tratta della storia passata, credo Lei, in questa occasione, possa ambire a fare la storia.

Il superamento di ciò che ha rappresentato proprio quella scritta impressa sulla roccia ha consentito che si

generasse un’altra parola che vive e resiste fino ad oggi, la pace.

Mi permetto di proporle non di cancellare quella scritta, ma di imporre su di essa un’altra parola, da DUX a

PAX. Potrebbe così inaugurare, nell’ambito della promozione sportiva delle scalate sulla roccia, le “scalate della pace”.

Se ci pensa si tratta semplicemente e facilmente di trasformare la lettera “D” in “P” e scolpire sulla “U” la lettera “A”.

Villa Santa Maria potrebbe così guadagnare l’onore della attenzione nazionale, in questo caso con una scelta

da vero attrattore turistico, lasciando in perenne memoria la risposta dell’Italia democratica nata dalla liberazione, la

pace. L’alternativa è il turismo nostalgico alla Predappio.

Nella speranza che lei possa concedere almeno il benefico di una Sua riflessione e favorirne una collettiva sulla

proposta, che mi sono permesso di rappresentare, La saluto cordialmente.

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