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La Honeywell potenzia la sua fabbrica in Slovacchia Orientale e chiude quella di Atessa


La Honeywell nel mentre chiude il sito industriale di Atessa licenziando 400 lavoratori con l’aggiunta di un altro centinaio di lavoratori dell’indotto messi in mezzo alla strada, annuncia contemporaneamente un investimento di 32,3milioni di euro con 130 nuovi posti di lavoro nella sua fabbrica di Presov nella Slovacchia orientale, che diventa così il secondo polo produttivo mondiale di turbosoffianti per motori diesel.
Una parte di questo investimento è a carico dello Stato Slovacco e può configurarsi anche come”aiuto di stato” espressamente vietato dalla normativa europea.
 
La fabbrica di Presov attualmente occupa 1100 lavoratori, pagati con salari molto più bassi di quelli italiani. Nacque nel 2012 con un sostegno del Governo slovacco di 19 milioni di euro. La Slovacchia per il suo sviluppo industriale riceve ingenti finanziamenti dalla Unione Europea, messi a disposizione dai grandi Paesi Europei e l’Italia è uno dei più grandi donatori. Siamo alla beffa!
Praticamente i Paesi dell’Europa Orientale, entrati dopo il crollo del blocco sovietico, hanno beneficiato di ingenti aiuti producendo una concorrenza sleale fatta di bassi salari e minori diritti contrattuali che hanno provocato una massiccia delocalizzazione industriale a scapito di Paesi come l’Italia.
La vicenda Honeywell è emblematica delle storture delle politiche industriali dell’Unione Europea e della ignavia del Governo Italiano che hanno fortemente danneggiato l’industria italiana con la chiusura o il ridimensionamento di tante fabbriche e intere filiere industriali.
Il Governo Gentiloni deve chiedere a Honeywell il conto di questa scelta sleale verso i lavoratori e lo Stato italiano che è stato invece molto generoso con sgravi e finanziamenti pubblici di ogni tipo.
Visto che la Honeywell è ancora presente in Italia, cosa pensano di fare il Governo italiano e il Mise?
 
Ci auguriamo che la trattativa in corso al MISE stabilisca almeno la verifica di potenziali acquirenti con un processo di riconversione industriale del sito di Atessa (come è stato fatto con la vertenza della Ideal Standard nel Lazio), l’allungamento conseguente degli ammortizzatori sociali per i lavoratori, e la definizione di incentivi agli esodi volontari pari a quelli adottati in passato.
La vertenza Honeywell non è chiusa e bene il Vicepresidente Lolli e i sindacati a continuare la mobilitazione e la pressione sul Ministro Calenda e il Mise.
 
 
Gianni Melilla, Deputato abruzzese Art.1 Mdp
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