Meteo. Pronti per un’altalena di fasi estive ed instabilità. Uno sguardo all’occhiello del tempo a venire in un approfondimento meteo


Meteo. I valori barometrici (baroclinici e barotropici) appartenenti ad un’area di alta pressione di matrice Subtropicale cederanno a tratti il passo a degli impulsi instabili appartenenti alle infiltrazioni umide in quota provenienti da alcune gocce fredde che si distaccano dai vortici di bassa pressione permanenti annessi alle figure bariche del Vortice d’Islanda e il Vortice Canadese, anch’essi di natura semi-permanente. Tali gocce fredde, isolate in cut-off dalla loro circolazione depressionaria (Vortice Canadese), sono chiuse in una circolazione di alta pressione e si spostano come palline da ping pong nei bassi strati in una circolazione anticiclonica. Sicuramente queste configurazioni sinottiche sono lo stampo originale diretto dal flusso zonale atlantico, da ovest verso est, che devia traiettoria ondulando maggiormente all’avanzare di questa Estate inoltrata, a volte anche al di fuori dell’ambito estivo, se non come quest’anno secondo il quale l’Estate è molto più calda e vi spuntano anche e soprattutto dei fenomeni temporaleschi, localmente anche di forte intensità e di violenza eccezionale rispetto allo scorrere del tempo passato, anche di frequenza e ripetitività rispetto alla norma, dalla fornace del contrasto termico che i fronti freddi e instabili si trovano dinanzi, ove sia il mare che le masse d’aria transitanti su di esso e l’orografia territoriale che è più soggetta ad incendi nonché a maggiori fasi siccitose e molto calde (ivi esclusi suoli umidi in tardo Inverno e in Primavera) che in questo 2022 registra e sta allo stesso tempo registrando uno dei più alti record secondo un’indagine statistica posta in frequente analisi poc’anzi dallo studio delle ultime proiezioni modellistiche meteo-climatiche che mettono alla luce l’ultimo ventennio a partire dall’inizio degli anni duemila ad oggi in paragone a quest’Estate che, in particolar modo in maniera anticipata, risulta di 31°C/32°C (temperature già di per sé tropicali: circa 30°C in area adriatica e ligure) per quanto concerne le acque superficiali del Mediterraneo e dei suoi bacini che ne costituiscono parte integrante: sia il Tirreno centrale e meridionale che l’Adriatico meridionale e in parte lo Ionio, hanno immortalato un aumento dell’acqua calda negli strati più adiacenti alla superficie. Tutto ciò tratterrà il calore e l’umidità maggiormente rispetto alla terraferma e soprattutto più lentamente da amplificare il periodo caldo per gran parte della stagione autunnale dalla fase di raffreddamento proprio a causa dello scarso irraggiamento del mare nostrum e dei suoi bacini di cui l’acqua ha un’elevata capacità termica e minore perdita di calore da parte di questo fluido. Sia alle gocce fredde transitanti nonché alle correnti d’aria e alle successive masse d’aria fredda e soltanto inizialmente moderatamente fredda, vengono conferiti, specie al moto ascensionale delle masse d’aria, grandi quantitativi di umidità, compresa quella portante dalle correnti d’aria orizzontali o dai venti fin verso le nostre zone montuose ove le infiltrazioni fresche in quota che ogni tanto fanno barcollare l’Anticiclone nord-africano composto da un campo di pressione atmosferica livellata al suolo, ripristinano l’escursione termica e, successivamente, sia nelle valli montuose che differentemente parlando sulle coste e sulle pianure, in presenza dell’iniziale subsidenza atmosferica, l’aria caldo-umida ristagna rigenerandosi nei bassi strati all’annullarsi dei venti e quindi dopo il transito delle masse d’aria più fresca, le uniche che d’Estate possano agevolare l’irraggiamento, specie dei pendii montuosi, con lo scorrere del calendario del mese di Agosto, sempre più in procinto di dirigersi a quello che sembrerebbe il lontano Equinozio d’Autunno, ossia all’equipararsi mediante progressiva diminuzione, delle ore di luce e di giorno. E’ il moto convettivo stesso che fino al tardo Autunno renderebbe destabilizzato dal basso il moto convettivo agganciato o integrante della massa d’aria in transito. Diversamente in questo periodo estivo cresce a tratti l’instabilità pomeridiana specie nelle aree appenniniche interessate dalla diminuzione del campo di pressione atmosferica e con il calo dei valori dell’altezza di geopotenziale la possibilità che si generi il convoglio delle termiche dalle aree di bassa pressione che differentemente da esse le richiamano e si generano sulle cime delle montagne innescandole attraverso l’espansione all’interno del profilo adiabatico instabile ove la temperatura diminuisce al variare della quota (inversamente con le inversioni termiche autunnali ed invernali): il profilo adiabatico del primo strato d’aria della Troposfera (primo strato principale dell’atmosfera) subisce una diminuzione maggiore al variare della quota verso pressioni via via minori rispetto ai 6,5°C di un’atmosfera standard. L’Anticiclone delle Azzorre si espanderà in sede atlantica tenendosi in linea con l’estensione in combutta al meridiano di Greenwich e da esso le gocce fredde andranno a transitare fino all’Europa centrale avendo l’opportunità in questo modo, ossia attraverso il poderoso calo della pressione atmosferica livellata, di scavalcare l’arco alpino sfruttando l’enorme quantità di energia termica in loco presente nei catini padani, energia termica che funge anche da energia cinetica per far sì che il moto incentivi il suo aumento emettendo condensandosi e sublimandosi alla sommità della nube e iniziando dalla base di strutturare la frequente banda di torrioni che tenderà fino al suo scaricarsi secondo l’equilibrio termico la perturbazione nord-atlantica stessa. L’equilibrio termico è una  componente che si attinge al fatto che le aree di bassa pressione siano strutture cicloniche a curvatura aventi scala più ampia e del fatto che minuziosamente possano esserlo internamente e non: perché il temporale ha una bassa pressione interna che si origina mediante la netta differenza barica tra le temperature negli strati più prossimi al suolo rispetto a quelle in quota e la deviazione dei venti con le particolari conformazioni al suolo come ad esempio in aree di pianura rispetto alla quota dove giovano un reale effetto anche i rilievi montuosi e la discesa dei venti dal versante opposto (effetto stau alpino e appenninico) fa sì che le masse d’aria si modifichino subendo trasformazioni differenti tra il versante sottovento e quello sopravvento, attraverso ad esempio il versante appenninico. Si tratta della stessa componente degli Uragani che si genera in Atlantico tropicale a causa dell’incontro dei due Alisei, i cosiddetti trade wind dove nascono i cluster temporaleschi in prossimità dei continenti dove le differenze bariche tra oceani e continenti, fanno sì che i venti da nord-est (emisfero settentrionale) e da sud-est (emisfero australe), si incontrino convergendo in quota durante la mossa nella quale al suolo persiste accumulate in loco e successivamente come il moto di movimento sulle acque molto tropicali dell’Atlantico le masse d’aria caldo umidità a causa della Forza di Coriolis al punto zero all’Equatore e l’inclinazione dell’asse terrestre di 23° gradi tenendo conto del corrispettivo asse dell’eclittica del nostro Pianeta Terra e dell’intera circolazione atmosferica a livello globale, ossia la circolazione generale dell’atmosfera. L’equilibrio termico è dato dal ristabilire la temperatura trra la quota e il suolo. Tornando a noi la temperatura tra quota e il suolo verrà riequilibrata dai moti verticali ascendenti e discendenti là dove la Forza di Coriolis sia nulla all’Equatore saranno i trade winds, ossia gli Alisei dominanti senza il moto di rotazione inverso ossia come nelle perturbazioni deboli che non hanno rotazione, qui i temporali più violenti organizzati in sistemi a grappoli si muovono dinamicamente verso gli Oceano ove successivamente nel transitare nella loro superficie risalgono e prendono il moto di rotazione dell’emisfero boreale e australe, a seconda del movimento delle molecolare d’aria, il moto riassumendo è attribuibile ad una rotazione antioraria nelle circolazioni depressionarie nel nostro emisfero boreale e oraria in quello australe come ad esempio “Typhôn” (grande vento) in Giappone (Tifone o tempesta tropicale tipica dell’Oceano Pacifico tropicale e dell’Oceano Indiano) e oraria negli anticicloni o alte pressioni in quello boreale e antioraria in quello australe. 

TENDENZA METEO

Nel corso della giornata di martedì 2 Agosto 2022, un cavo d’onda di origine atlantica scavalcherà l’arco alpino dando origine alla formazione della cumulogenesi fino in area padana e attiverà venti freschi e instabili da nord-est dall’Europa orientale fino al settore adriatico settentrionale e centrale, con la probabilità di rovesci o temporali anche di grandine lungo il versante adriatico della dorsale appenninica centro-settentrionale e centrale, inclusi Umbria, Marche, Abruzzo ed entroterra laziale. In tali aree del Centro-Nord e del nord-est italico saranno probabili locali temporali di calore e acquazzoni, più frequenti sull’arco alpino. Il lieve fronte freddo si approfitterà dell’area di bassa pressione presente in area settentrionale per poter dirigersi verso il Centro Italia, ove le infiltrazioni fresche e instabili in area appenninica e nelle ore più calde ossia diurne del giorno favoriranno l’ascesa delle termica e la formazione di cumulonembi con la probabilità che martedì pomeriggio si sviluppino temporali di calore che potranno sopravvivere fino alle ore serali della stessa giornata quando si bloccheranno non appena non ci sarà più il calore nei bassi strati che agevolerà il calore latente di condensazione e la sublimazione in quota aumentandone la divergenza dei moti in quota che fuoriescono maggiormente rispetto all’ingresso d’aria in proporzione; in effetti l’equilibrio termico funziona sempre in modo direttamente proporzionale alla pressione atmosferica che, come ho osservato da molti anni che coltivo questa passione dai grafici della stazione meteorologica, essa va in combutta con la temperatura in privazione di moti inversi o inversamente proporzionali dell’unità di misura. L’area interessata sarà tutto l’Appennino centro-meridionale compresa l’area occidentale circostante l’Appennino, ivi compreso l’Appennino centrale abruzzese e il Subappennino laziale ampiamente interessati fino alle ore serali di martedì 2 Agosto 2022. I temporali diurni e serali, si spegneranno come affermatovi nelle tardo ore serali perché in loco, com’è di solito tipico già in serata, non vi sarebbe più, per questa tipologia di innesco atmosferico, l’energia termica a disposizione. Successivamente a tale tipica instabilità pomeridiana l’instabilità atmosferica verrà completamente dissipata dal rinforzo del così denominato Anticiclone nord-africa che si ergerà a mo’ di promontorio in quota di matrice Subtropicale e dalle caratteristiche afro-mediterranee. Dalla giornata di mercoledì fino alla giornata di venerdì, quest’ultima pienamente inclusa, nella giornata di sabato che verrà inclusa nonostante le prime insidie di instabilità dal Nord Europa e sino alle nostre regioni settentrionali. Ci sarà maggiore carburante caldo-umido nelle conche e nelle valli da annettere ed entro domenica 7 Agosto 2022, il peggioramento potrebbe riguardare anche la regione Toscana perché partirà dall’Appennino emiliano e romagnolo fino ad estendersi in taluni settori tirrenici. L’Appennino verrà interessato dall’instabilità in ambedue i contesti del primo pomeriggio incentivata anche dal riscaldamento diurno che genera le locali depressioni orografiche oltre ai moti sottovento e sopravvento (depressioni meteorologiche orografiche) dell’aria esattamente come le Alpi in Italia e un altro esempio eloquente la Catena dell’Atlante in Marocco, in Nord Africa. Le giornate di domenica e lunedì 8 saranno complici di una visione d’insieme concernente tale completa instabilità insediarsi dalle aree balcaniche e determinare formazioni cumuliformi lungo tutta la dorsale appenninica, con il coinvolgimento anche dell’Appennino centrale abruzzese e dei settori occidentali e meridionali. I temporali potrebbero essere localmente più intensi a causa del transito di una lacuna barica o goccia fredda dalle ore pomeridiane fino a tutte le ore serali sulle aree interne appenniniche, ripristinando l’escursione termica (differenza tra le temperature massime più alte e minime della notte e del primo mattino più basse) tramite le raffiche di vento e i rovesci di grandine dalle localizzate correnti di downdraft o discensionali al di fuori delle nubi temporalesche e accompagnate dal fractus (downburst) che si scaraventano a terra. Per tali cause-effetto bisognerà prestare la massima attenzione anche ad improvvise grandinate in pausa dalle correnti d’aria discendenti tra un periodo e l’altro, merito della violenza della spinta ascensionale del cumulonembo sopra la piana e la vallata dato soprattutto dal ristagno caldo-umido e la possibilità di repentini fulmini nube-nube e nube-terra (sommità e base-suolo) allo stadio maturo dello sviluppo della nube cumulonembo e dell’intera cumulogenesi soprattutto montana che se maggiormente sviluppata già dal contesto mattutino e in aumento della ventilazione (specialmente se molto tesa tra quota e suolo) potrebbe presentare localmente forte intensità e nelle aree dei dintorni dell’area geografica montuosa e collinare nonché seppur minormente costiera per via del sottovento in merito alla rotazione in Maestrale e successivamente Grecale interessata o coinvolta. Anche dal punto di vista prospettico del successivo ed ipotetico miglioramento, non solo del quadro ipotetico o direttamente se verrà in tempo con il periodo di studi/lavoro e vacanziero, delle condizioni meteorologiche direttamente per ferragosto 2022 nonché provare ad analizzare un quadro ipotetico secondo l’osservazione assidua ed empirica anche degli indici tele-connettivi per il concludersi con il trascorrere del mese di Settembre della stagione estiva e l’apertura del periodo autunnale 2022, data la distanza di tempo che ci separa da quest’ultima tendenza si tratterà di ipotesi dalle quali prendere spunto di tenere propriamente e impropriamente alle conoscenze di taluna materia o disciplina con le rispettive pinze. 

Con ciò vi ringrazio e vi auguro un buon periodo feriale relativo al periodo estivo e vi rimando al prossimo aggiornamento meteo in forma scritta. 

Fonte immagine principale dell’editoriale: (foto ANSA) https://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/previsioni-meteo-venerdi-nubifragi-e-temporali-al-centrosud-nuova-ondata-di-caldo-africano-in-arrivo-3480884/

Riccardo Cicchetti

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About Riccardo Cicchetti

Riccardo Cicchetti è nato ad Avezzano il 24/06/1994 e si appassiona di giornalismo e di Meteorologia. Ha iniziato il suo percorso all’Università degli Studi dell’Aquila e si è laureato in Filosofia e Teoria dei Processi Comunicativi. A partire da Maggio 2016 ha avviato la sua collaborazione con il quotidiano online Ilfaro24 come giornalista meteorologico principiante e divulgatore scientifico.