“Una ventata d’aria abruzzese” in Argentina

Si apre a Rosario la riunione del CRAM: ci sará anche  la scrittrice Maria D’Alessandro, grande protagonista del  “Dia del Inmigrante Italiano” al Senato argentino

 

di Walter Ciccione  

 

 

BUENOS AIRES – L’assemblea annuale del Consiglio Regionale degli Abruzzesi nel Mondo (CRAM) si apre oggi (9 novembre) a Rosario e si svolgerà fino al 12 novembre. Sarà ospite dell’evento la docente e scrittrice d’origine abruzzese Maria D’Alessandro, nata a San Vito Teatino ed emigrata nel 1952 in Argentina all’età di 5 anni.

E opportuno sottolineare che Maria D’Alessandro, originaria dellla provincia di Chieti, oltre a presiedere il “Foro dell’Immigrazione Abruzzese”, nella sua intensa carriera può esibire un ricco palmares di prestigiosi riconoscimenti, tra i quali il “Premio Dean Martin 2014”, che gli è stato conferito per la sua opera di diffusione della cultura dell’Abruzzo all’estero. Piace anche rendere noto che la scrittrice ci ha dato la soddisfazione di essere il personaggio e la figura di spicco della serata del 15 Giugno, nella cerimonia svoltasi a Buenos Aires nel Palazzo del Senato, in occasione della celebrazione della “Giornata dell’Immigrante Italiano in Argentina”.

Davanti al pubblico che colmava la sala, la scrittrice d’origine abruzzese ha letto alcuni versi del suo libro di poesie “Desarraigo”,  nel capitolo “Madre Immigrante”, che recita: “Gli abbracci parenti e amici ci hanno prodigati / mentre la nave si allontanava, cadevano / come foglie appassite… / come radici strappate dalle acque!”. Un intervento che ha commosso il pubblico, in generale, e in particolare questo cronista, “Pescarese DOC”, forse l’unico abruzzese presente e la sua partecipazione ha avuto l’effetto di stimolare sentimenti di nostalgia, in positivo, evocando ricordi della terra natia.

La nostra conterranea Maria D’Alessandro ha raccontado la sua storia d’emigrazione nel volume “Racconti nella memoria degli immigranti abruzzesi” (Editorial Dunken, Buenos Aires, 2013), con la prefazione di Goffredo Palmerini, una storia che rassomiglia a quella di tanti emigrati che nell’ultimo dopoguerra, ancora bambini, con i genitori si trasferirono verso questa generosa terra “del Rio de la Plata” alla ricerca di prosperità e progresso. E l’Argentina li accolse permettendo di materializzare sogni e speranze.

Ma c’è da sottolineare che il fatto piú importante della cerimonia si deve all’impegno, alla personalità e alla sua capacità: Maria è riuscita a portare una “Ventata d’aria abruzzese” nel Palazzo del Senato argentino. Un fatto che ci riempe d’orgoglio, meritando la nostra riconoscenza. In questo caso si convalida il detto del nostro Benedetto Croce: “Quando c’è bisogno non solo di intelligenza agile e di spirito versatile, ma di volontà ferma, di persistenza e di resistenza io mi sono detto a voce alta: Tu sei abruzzese”.

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