AVEZZANO – IL RICORDO DEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO


All’inizio del primo conflitto mondiale, il governo italiano decise di aprire un campo di concentrazione per i prigionieri austro-ungarici nella cittadina di Avezzano, per essere poi impiegati nella ricostruzione dell’abitato colpito dal terribile terremoto del 13 gennaio 1915.
Il campo di concentramento,installato a nord del nuovo insediamento abitato, occupava un’area di 33 ettari in cui si contavano 192 padiglioni, in muratura e in legno, per il ricovero dei prigionieri, degli ufficiali e per ogni altro servizio necessario alla vita del campo. Nel 1920 al termine del conflitto parte delle baracche furono cedute al Comune con l’obbligo di restituire le aree ai proprietari una volta liberate dalle baracche. Solo una limitata parte del campo fu riaperto durante il secondo conflitto mondiale ospitando i prigionieri inglesi, indiani e neozelandesi, in quanto gran parte delle baracche erano state già demolite.
Attualmente dell’antico impianto del Campo di Concentramento restano pochissime testimonianze. Altresì sono considerate testimonianze di alto valore culturale il “Villino Cimarosa”, costruito nel 1916 e adibito a ufficio-magazzino del Genio Militare e l’area del vecchio cimitero in Via Piana dove tra il 1969 ed il 1991 furono riesumate circa 800 salme e trasferite nell’ossario di Asiago.     

 

 

( a cura di Cicchetti Ivan)

 

 

 

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