GDF PESCARA: ILLECITI CONTRO IL REDDITO DI CITTADINANZA. RICEVE L’ASSEGNO MA NON HA I REQUISITI. 25ENNE DENUNCIATO


Una famiglia allargata, dei parenti discutibili e un’omissione che gli consente di incassare indebitamente 1.300euro al mese per oltre un anno.

Stavolta, a rimanere incastrato nella rete dell’Operazione “Parassita” delle Fiamme Gialle di Pescara, coordinatedal Colonnello t.ST Antonio Caputo, è un giovane venticinquenne del posto. Pizzicato dai finanzieri, vienedenunciato a piede libero alla locale autorità giudiziaria per avere reso dichiarazioni attestanti cose non vere edomesso informazioni dovute al fine di ricevere illecitamente l’indennizzo.

Una frode allo Stato messa in atto da un giovane che, per potersi assicurare il beneficio del reddito dicittadinanza, all’atto della domanda di accesso al sussidio, decide di barare e si dimentica di avere un padre agliarresti domiciliari e una madre con l’obbligo di dimora per furto in abitazione e indebito utilizzo di carte dicredito.

Escamotage e trovata ormai tipica di chi vuole arrivare a percepire il reddito di cittadinanza senza averne ildiritto e saltando tutti gli ostacoli, non solo di ordine economico, ma anche di soggiorno, residenza e, soprattutto,giudiziari.

Infatti, oltre al patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto, all’erogazione dell’assegno si tiene conto, tral’altro, della numerosità del nucleo familiare, di chi ha subìto condanne o è sottoposto a misure cautelaripersonali. E quest’ultima condizione risulta essere la più esposta a trucchi di ogni tipo. Del resto, nel pubblicodei percettori del reddito in deficit dei requisiti previsti si trova di tutto: cittadini che lavorano in nero edichiarano redditi molto bassi, nullatenenti che viaggiano in Porsche, stranieri che si inventano indirizzi diresidenza ad hoc, soggetti che fantasticano su figli e coniugi, e giovani che, come in questo caso, nascondono ilcasellario giudiziario dei genitori a carico.

Espedienti variopinti che, per i finanzieri del Comando Provinciale di Pescara, sono veri e propri campanellid’allarme, indicatori di rischio grazie ai quali scattano controlli di polizia ad ampio raggio: prima con verifichesul panorama informativo delle banche dati, poi con indagini e riscontri tesi ad accertare l’eventuale sussistenzadi reati commessi da chi usurpa il reddito di cittadinanza quale misura di contrasto alla povertà erogata dalloStato a sostegno delle famiglie e dei più deboli. Ed è per questo che l’operazione “Parassita” proseguirà anchenei prossimi mesi, a tutela delle risorse messe in campo contro il caro-prezzi e l’inflazione in generale, e per ilrafforzamento del presidio di vigilanza a tutela della spesa pubblica, crocevia delle principali dinamicheeconomico-sociali di quest’epoca.

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