Gli Auguri di Buon Natale di Aldo Antonelli


Ascolto come sottofondo il coro della cattedrale di Dublino che canta Adeste Fideles e lo studio mi si riempie di tenerezze e nostalgie; di sogni e di utopie. Il mio studio diventa mondo! Ho davanti agli occhi le immagini strazianti di bambini nudi e stracciati, di donne sfruttate e violentate, di giovani invecchiati prima del tempo. Sento il rombo funereo degli aerei lanciabombe, il fracasso degli scoppi di tutte le guerre in atto. E mi chiedo dove sia questa Pace annunciata e chi potrà mai portarcela. Natale per chi? I ricchi che si sentono sicuri e non sentono il bisogno di nulla, non sanno che farsene di questo Dio-con-noi, e questo Dio non ha nulla da dare a chi ha già le mani piene di cose cui ha affida- to un’illusoria sicurezza e un’effimera felicità. Dio non è un possesso, è una venuta. Da poi che Egli ha messo le tende tra di noi non dobbiamo cercarne altre! E mi rendo conto che Gesù  non è la risposta alle nostre attese, Gesù è la sovversione delle nostre domande! E comprendo ancora meglio quanto scriveva dalla prigione Dietrich Bonhoeffer alla sua fidanzata: «Ecco che giunge tempestivamente il messaggio del Natale, a dirci che tutti i nostri pensieri sono capovolti, e che ciò che ci appare malvagio e oscuro, in verità è buono e luminoso, perchè viene da Dio; è solo che i nostri occhi si sbagliano: Dio è nella mangiatoia, la ricchezza nella povertà, la luce nella notte, l’aiuto nell’abbandono». Era il 13 dicembre del 1943…. Io avevo 15 mesi… E sembra ancora oggi!

AUGURI.

Aldo

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