Il 2016 si porta via anche George Michael


​La giornata di ieri, oltre alla magia delle luci, alla gioia dei bambini e alle abbuffate colossali, è stata anche, per chi ama la musica, giornata di riflessione e di dolore. È scomparso proprio ieri infatti, nel giorno di Natale, a 53 anni nella sua abitazione nell’Oxfordshire, George Michael. I soccorsi, arrivati nel pomeriggio, non hanno potuto far altro che constatare il decesso per arresto cardiaco. Secondo il parere degli inquirenti “non ci sono circostanze sospette” riguardo alla scomparsa dell’artista. 

Michael era arrivato al successo con i Wham, diventando uno dei personaggi più popolari del pop degli anni Ottanta, conquistando legioni di fan adolescenti e riportando nelle canzoni, nel pieno dell’esplosione post punk, la melodia. Musica da fotoromanzo rosa, quella degli Wham che, assieme ad Andrew Ridgley, scelsero di percorrere, e con incredibile successo, un’altra strada: quella del pop leggerissimo e vacuo, da consumare in fretta e dimenticare. Ma l’era delle canzoni rosa durò il tempo del successo dei Wham: quando il duo ebbe raggiunto il massimo del successo Michael andò altrove permettendosi, addirittura negli anni a venire, di non cantare più i brani dei Wham in concerto, tanto per cancellare, con una passata di spugna, una stagione musicale con la quale non voleva più avere nessun grado di parentela.

Inizió nel 1986 la sua carriera da solista. Iniziò  duettando, niente di meno, con Aretha Franklin la leggendaria soul single americana. Crebbe così, in maniera esponenziale, la qualità delle sue canzoni e dei suoi concerti. Michael, dopo i Wham, era riuscito a mettere insieme intrattenimento e qualità, per merito di una vocalità potente ma allo stesso tempo raffinata, con la quale poteva permettersi di cantare al fianco di chiunque senza mai sfigurare. È scomparso “pacificamente” George Michael, come fa sapere la sua famiglia. È scomparso in mezzo alla magia delle luci, in mezzo alle grida e alla gioia dei bambini. È scomparso in mezzo alle abbuffate colossali mentre, in sottofondo,tutto il mondo ascoltava la sua “Last Christmas”. 
Alex Amiconi

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