Il dramma degli incendi in Abruzzo e la silenziosa mattanza degli animali


Il dramma degli incendi in Abruzzo e la silenziosa mattanza degli animali

di Alina Di Mattia

Le fiamme avvolgono da giorni il monte Morrone nel massiccio della Majella e, dopo aver divorato fauna e flora del Parco Nazionale, minacciano pericolosamente la città di Sulmona. Sul posto, dopo polemiche e ritardi, giungono 50 uomini tra volontari e protezione civile, 5 squadre dei Vigili del Fuoco con un elicottero.

600 ettari di terreno sono bruciati insieme a 20.000 euro l’ora spesi per l’intervento dei Canadair, per un totale di 200.000 euro al giorno.  

Un vero e proprio business quello del fuoco, considerando la difficoltà di intervento degli addetti al lavoro a causa delle sporgenze irregolari delle vette, del vento che ostacola le manovre e del fumo che impedisce la visibilità. Molto spesso non è possibile neppure attingere dall’acqua di mare poiché, essendo questa salata, non può essere utilizzata in aree sulle quali sono previste attività di riqualificazione boschiva e, nella maggior parte dei casi, è totalmente inutile a domare le fiamme di combustibili usati dai piromani per appiccare il fuoco.

Un ingente ammanco nelle  tasche degli italiani, certamente, ma il danno più grave è senza alcun dubbio quello inflitto all’ambiente. Il fuoco divora il manto vegetale e anche parte dello strato dell’humus, facendo riaffiorare le pietre e rendendo idrorepellente il terreno con conseguenti fenomeni di abrasione e fratture che provocano l’instabilità del suolo. La siccità prolungata che ne deriva, dà vita allo sviluppo di forme vegetali di parassiti infestanti che intaccano l’ecosistema già duramente provato.

Nel rogo infernale, la silenziosa strage degli animali sterminati ed inceneriti dal fuoco, spesso nel pieno della fase riproduttiva e, di conseguenza, a rischio di estinzione. Secondo stime dell’Enpa (L’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali) confermate dal Corpo Forestale dello Stato, per ogni ettaro di terreno distrutto dalle fiamme, muoiono bruciati vivi dai cinque ai diecimila uccelli, duecento mammiferi e ben 5 milioni di insetti. Tra i volatili, sono soprattutto Capinere e Scriccioli a non avere scampo ed animali che non hanno rapidità nel muoversi come roditori, ricci e rettili.

Interi patrimoni boschivi perduti per sempre e con gravi conseguenze anche per gli animali superstiti che dovranno sopravvivere in ambienti sconosciuti e che, nella maggior parte dei casi, moriranno di fame o per mano dell’uomo.

Soltanto un mese fa la Coldiretti denunciava la morte per asfissia di cinquanta milioni di api nell’incendio nel Parco del Vesuvio, con fiamme che hanno distrutto le arnie e cancellato la produzione di miele e polline, oltre ad un’ulteriore perdita del 20% di insetti che hanno perso l’orientamento e pertanto finiti male.

Il bilancio è grave. Gravissimo. Migliaia e migliaia di ettari di terreno ogni giorno vanno in fumo senza che nessuno faccia qualcosa per fermare questo disastro ecologico senza precedenti. Non ci sono soltanto vendette o disturbi psichiatrici alle spalle degli esecutori di tali crimini, ma un vero e proprio disegno malavitoso che non possiamo più ignorare e che la politica continua a sottovalutare.

“E’ chiaro che dietro la mano dei piromani vi siano interessi più o meno personali e risulta impossibile elencarli tutti. Bruciare –  a detta di Saviano –  è la bonifica criminale per eccellenza: si brucia per fare spazio a discariche; per ottenere appalti in cambio della sicurezza delle zone boschive; per rendere inedificabili i terreni da cui si mira ad ottenere mazzette sulle concessioni edilizie.

Da quest’anno,  l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) sta eseguendo un’istruttoria sul sistema di affidamento dei servizi di antincendio boschivo e di elisoccorso.

Non basta  la Legge-quadro in materia di incendi boschivi del 21 novembre 2000, n. 353. Servono provvedimenti urgenti per contrastare energicamente la collusione e la corruzione, una prevenzione sistematica prima della cura e prima ancora che la barca affondi  definitivamente o, meglio, che scompaia tra le fiamme della  criminalità, insieme ad alberi secolari ed animali indifesi.

About Alina Di Mattia

Alina Di Mattia
Scrittrice, conduttrice e responsabile produzione di grandi eventi istituzionali con esperienza trentennale nei Media e nella Comunicazione. All'attività artistica e manageriale ha affiancato quella di giornalista freelance. Si è occupata spesso di tematiche sociali ed ha all'attivo alcune pubblicazioni letterarie. Ha ricevuto due prestigiosi premi giornalistici nazionali e diversi riconoscimenti pubblici per le attività svolte.