IMPRENDITORE ABRUZZESE CONDANNATO A MORTE IN THAILANDIA


I fatti risalgono al 2011 quando Denis Cavatassi, imprenditore di Teramo trasferito in Thailandia per aprire un ristorante, viene arrestato con l’accusa di aver ucciso il socio in affari Luciano Butti a Phuket.E per questo è stato condannato a morte dalla suprema corte thailandese, nonostante lui si sia sempre proclamato innocente.Per l’accusa Cavatassi ha assoldato un sicario dietro il pagamento di 150 mila baht (3.500 euro) per uccidere Luciano Butti. Gestiva insieme a lui un ristorante sull’isola di Phi Phi, dove la vittima viveva dal 1991. Secondo il manager thailandese del locale, Cavatassi vantava un cospicuo credito verso Butti; avrebbe quindi organizzato una trappola per attirarlo in un posto appartato a Phuket, dove il socio si trovava per presenziare alla causa di divorzio dalla moglie tedesca. Per l’omicidio erano stati arrestati sono : un socio Thailandese  di diversi business
di Butti, insieme a due presunti complici, mentre il sicario ed il fratello sono tuttora ricercati.Cavatassi ha sempre respinto ogni accusa, lamentando numerose e reiterate violazioni del diritto a un equo processo e a una detenzione rispettosa della dignità della persona. Adesso del caso se ne occupa anche il senato italiano.

 

( Cicchetti Ivan )

 

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