Le ville della Pineta. Melilla: “Un patrimonio da tutelare”


 

Ho chiesto alla Soprintendenza e al Comune di Pescara di verificare la possibilità di una azione di tutela rigorosa delle ville liberty della Pineta di Pescara.
Si moltiplicano le voci di progetti di abbattimento di alcuni villini sfruttando le nuove normative vantaggiose per i proprietari.
E risulta altresì intollerabile lo stato di abbandono e degrado di alcune delle più belle ville come ad esempio il villino “La Porta” ( foto allegata).
Il nuovo quartiere climatico-balneare della Pineta voluto agli inizi del novecento da un sindaco lungimirante come Teofilo D’Annunzio, e da progettisti di grande valore come l’architetto Antonio Liberi, cognato di Gabriele D’Annunzio, è la zona di Pescara in cui si è realizzato un rapporto unico tra la Pineta mediterranea, le case e il mare.
L’ex Kursaal, poi liquorificio Aurum, recentemente recuperato è forse l’unico vero monumento della Pescara del secolo scorso e contribuisce a dare a questo quartiere un grande fascino che è cresciuto con la istituzione della Riserva Regionale della Pineta Dannunziana, con una legge regionale da me proposta e fatta approvare dal Consiglio Regionale nel 2000.
Ora sarebbe grave non tutelare integralmente le ville della Pineta.
Lancio l’allarme prima che sia troppo tardi, così come ha fatto opportunamente la sezione di Italia Nostra di Pescara.
La bellezza va coltivata con una azione pubblica rigorosa che deve prevalere sulle visioni utilitaristiche e di parte.
Il patrimonio urbanistico della Pineta di Pescara non può essere ricondotto ad un fatto “privato”, ma va considerato nella sua valenza di un grande bene comune.

On. Gianni Melilla

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