Pescara. La risposta di Melilla ad Andrea Catena


A rispondere al Presidente Catena è Gianni Melilla deputato di SEL che afferma in una nota:” Il consigliere del Presidente della Regione Abruzzo dott. Andrea Catena non ha evidentemente letto bene la mia nota sui ritardi della Regione Abruzzo nel recepimento della volontà dei cittadini di Pescara, Montesilvano e Spoltore di dar vita a NUOVA PESCARA. I ritardi del Consiglio Regionale sono evidenti essendo passati 2 anni da quel referendum. Le ostilità interne ai consigli e alle giunte comunali interessate sono spiegabili. Bene avrebbero fatto però quei sindaci e consiglieri comunali oggi contrari, se si fossero impegnati di più e meglio nel referendum per il no alla fusione. Magari il risultato sarebbe stato diverso. Ora le chiacchiere se le porta il vento, per cambiare la volontà referendaria non è sufficiente il mal di pancia di chi amministra quei comuni. A meno che non si dica che si è scherzato – continua Melilla –

Al dott. Catena dico che  ho mai parlato di città metropolitana, anche se in modo lungimirante ben 23 anni fa presentai alla Camera dei Deputati una proposta di legge (è agli atti) per la istituzione della Citta metropolitana di Pescara. Naturalmente quella proposta non fu approvata. Tutti conoscono gli incentivi che vanno  non solo alle Città Metropolitane , ma anche alle grandi Città e gli aiuti finanziari dello Stato per la fusione dei comuni.

Il fatto poi che questa fusione riguardi 3 grandi Comuni sarebbe un fatto inedito di straordinario valore nazionale.

Conoscendo le grandi qualità amministrative del Presidente D’Alfonso sono certo che saprebbe affrontare questa sfida con grande efficacia.

Insomma tutto ci dice che sarebbe vantaggioso per l’Abruzzo avere una grande città, la più grande da Venezia a Bari. E allora perché non si fa? Qualcuno ha paura che si alterano i rapporti con i comuni delle zone interne? Non è così , anche le zone interne trarrebbero indubbi benefici dalla nascita di Nuova Pescara.

Svolgo la mia funzione di parlamentare abruzzese nel chiedere al Consiglio Regionale ( non alla Giunta non essendo nei suoi poteri) di fare una scelta, e mi rivolgo a tutte le forze consiliari, perché un ridisegno così ambizioso dell’assetto territoriale regionale non può essere una questione di maggioranza.

Respingo quindi ogni intento polemico e mi auguro che prevalga una cultura  istituzionale e soprattutto il rispetto della volontà del referendum istitutivo di Nuova Pescara. Questa è la mia volontà: rispettare quel referendum oppure dire apertamente che lo si vuole ignorare.

Tertium non datur. E’ il tempo di assumersi le proprie responsabilità” Conclude Melilla

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