RESET. LA DIVERSITÀ COME SECONDA OCCASIONE


di Alina J. Di Mattia

“Ero intero e tutte le cose erano per me naturali e confuse, stupide come l’aria; credevo di veder tutto e non era che la scorza. Se mai tu diventerai metà di te stesso, ragazzo, capirai cose al di là della comune intelligenza dei cervelli interi. Avrai perso metà di te e del mondo, ma la metà rimasta sarà mille volte più profonda e preziosa”. (Italo Calvino)

Quella metà mille volte più profonda e preziosa da cui è ripartita l’esistenza di Chiara Bordi, prima Miss Italia con la protesi; o quella di Alessandro Ossola, atleta paralimpico e bionic model; oppure ancora Anna Fusco, nata senza avambraccio sinistro ed oggi motivational coach, cantante ed insegnante di reggaeton.

Tutto è iniziato dal lavoro lungimirante  di Alessandro Capoccetti, colui che per primo ha saputo cogliere le nuove chances offerte dalla sua stessa diversità. Nato con la sindrome di Gollop Wolfgang, una malattia genetica rara che gli ha causato una malformazione degli arti superiori ed inferiori, Alessandro ha all’attivo un lungo trascorso da musicista, ed oggi è direttore e fotografo ufficiale dell’agenzia londinese  ‘Models of diversity, la più importante fondazione al mondo che aiuta i giovani con disabilità ad emergere nel mondo della Moda, quella moda che diventa finalmente inclusiva e non più esclusiva. Sua l’idea innovativa di rompere definitivamente gli schemi e far posare e sfilare i modelli con protesi a vista o addirittura senza.

Anna Fusco e Alessandro Ossola con il fotografo Alessandro Capoccetti

 

“Più ti nascondi, più la gente ti guarda con curiosità – dichiara Alessandro  – bisogna accettarsi ed aiutare gli altri a guardarci con occhi diversi. La gente va abituata alle diversità”.

Come dargli torto? Resta difficile, infatti, trovare in queste foto differenze tra bionic models e modelli normodotati, a dimostrazione che con forza di volontà e strumenti giusti si può vivere una vita intensa senza precludersi alcunché.

Sono le condizioni create dall’ambiente in cui interagisce una persona disabile a fare la differenza, pertanto è fondamentale incoraggiare le diverse abilità della stessa e sensibilizzare l’opinione pubblica con un messaggio forte ed inequivocabile: la disabilità non è un ostacolo.

Ascoltare le testimonianze di questi giovani equivale a vivere un’esperienza di forte impatto emotivo ed aiuta a restituire il vero valore all’esistenza. Sono racconti di sorrisi ritrovati ma anche di parecchi pregiudizi superati.

“Nell’incidente ho perso mia moglie e la mia gamba. Dovevo scegliere se vivere o morire. Io ho scelto di vivere” ci dice con una pacatezza disarmante Alessandro Ossola.

Ragazzi che hanno riscritto completamente la loro storia trasformando la disabilità in opportunità. Non si sono arresi ma hanno resettato le loro esistenze riprogrammando totalmente i loro progetti di vita ed affrontando coraggiosamente non soltanto le proprie paure ma anche le eventuali reazioni pietistiche dall’esterno, sfidando con determinatezza i luoghi comuni, consapevoli che il vero avversario resta unicamente il proprio limite e tentare di migliorare la propria condizione è già una grande vittoria.

Sereni e pronti ad affrontare con fiducia qualunque sfida di quella che non è una passerella qualsiasi ma il red carpet del loro futuro, affinché vengano definitivamente abbattute le uniche e vere barriere architettoniche, quelle mentali.

Grazie al loro prezioso contributo è nata un’interessante iniziativa sostenuta da SuperAbile,  che condivide l’esperienza della disabilità nonché i loro racconti di riscatto e successo con gli studenti delle scuole italiane, con l’obiettivo di divulgare un messaggio di speranza indirizzato a chi, per le cause più differenti, deve confrontarsi con un’esistenza alternativa e “non conforme” ai parametri sociali di riferimento.

In una società sempre più protesa all’inclusione della diversità nelle sue varie sfaccettature, nella quale Arte Moda Sport rompono schemi e stereotipi, la rivoluzione parte proprio da iniziative di prestigio come quelle di Alessandro Capoccetti e dei suoi bionic models, testimoni di una nuova armonia estetica, quella che celebra la centralità dell’individuo, l’originalità, e non quella perfezione astratta ed irreale di ciò che viene chiamata, nell’accezione comune del termine, bellezza.

La bellezza, quella vera, è tutta in questi scatti.

  • Photographer Alessandro Capoccetti
  • MakeUp  Simona Lentola
  • Hair Stilyst Fabio Morelli
  • Fashion Designer Sartoria Elisabetta
  • Press Office Alina J. DiMattia

 

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About Alina Di Mattia

Alina Di Mattia
Autrice, conduttrice e responsabile produzione di grandi eventi istituzionali. All'attività artistica e manageriale ha affiancato quella di scrittrice freelance. Si è occupata spesso di tematiche sociali ed ha all'attivo alcune pubblicazioni tra cui il saggio "Erano gli anni della TV dei ragazzi". Nel 2018 ha ricevuto due prestigiosi premi giornalistici nazionali e tre riconoscimenti letterari.