San Giovanni Teatino. Via Roma, i festeggiamenti non copriranno le urla di chi si sente truffato.


Il Sindaco di San Giovanni Teatino si affretta ad inaugurare un’opera che non ha ancora il certificato di regolare esecuzione, quindi non collaudata ma, cosa più grave, un’opera non ancora pagata e con in atto pendenze amministrative e procedurali.

Quello di non pagare le fatture a propri “fornitori” sembra essere diventato, per San Giovanni Teatino, il nuovo “segno di riconoscimento”.

Cominciando dalla FB Servizi in liquidazione, la società in house che a tutt’oggi, con la sua montagna di debiti, si trova in bilico tra fallimento e concordato.

Poi sono arrivati i distacchi delle forniture elettriche per morosità, situazioni che l’amministrazione aveva tentato maldestramente di mascherare dietro ad improbabili “cause tecniche”.

Adesso pure le opere pubbliche non pagate?

Che i lavori del secondo lotto per la sistemazione di via Roma, importante arteria del centro cittadino, fossero partiti con qualche problema a carico della ditta aggiudicataria, lo si è visto da subito, fin dalla scelta degli alberi da abbattere.

Per non parlare di tutte le modifiche fatte in corso d’opera a sopperire forse sviste o disattenzioni progettuali. Tant’è che alla società di costruzione, che alla luce del lavoro consegnato sembra aver svolto diligentemente il proprio ruolo, è stata concessa una variante. Sull’importo di questa variante però, sembra esserci più di qualche malumore che, ad oggi ha portato al non rispetto dei tempi per i pagamenti delle fatture pregresse.

Di solito i pagamenti non si effettuano quando i lavori non sono fatti “a regola d’arte”. Quindi cosa inauguriamo se il lavoro non va bene?

Se invece i lavori sono stati fatti bene, per quale motivo non vengono pagati?

Insomma un’altra brutta storia.

Io non parteciperò all’inaugurazione di un’opera fatta con il lavoro non retribuito di aziende ed operai. Non ci andrò per rispetto di quei lavoratori che, ad oggi, stanno pagando di tasca loro quest’opera.

Credo sia arrivato il momento di dire basta a questo modo di amministrare che rischia di accostarci sempre di più ai banditi piuttosto che ai buoni amministratori.

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