SIRIA – L’URLO DI UN NUOVO DRAMMA MONDIALE


Le anime volano in cielo senza aver diritto di vivere, senza nessun potere di respiro. Bashar al-Assad colui che molti presidenti vedono come un dittatore, come l’uomo della morte della povera Siria, ma non vedono colui che ha contrastato i ribelli, che da una piccola rivoluzione si è affermata come terrorismo nazionale, branchie terroriste con molti capi, molte voci, con quello che oggi chiamerei terrore. Ma chi è Bashar al Assad.Bašhār al-Asad è nato a Damasco l’11 settembre 1965, secondogenito di Anīsa Makhlūf e Ḥāfiẓ al-Asad. Il padre, originario di una famiglia povera all’interno del gruppo religioso minoritario alauita, scalò i ranghi del Partito Baʿth siriano fino ad assumerne il controllo con un colpo di mano interno al partito (la cosiddetta “rivoluzione correttiva”) nel 1970, che si concluse con la sua ascesa alla presidenza siriana. Baššār ha ricevuto la sua istruzione nella scuola Arabo-Francese al-Hūrriyya a Damasco. Si è diplomato nel 1982 e ha continuato a studiare medicina presso l’Università di Damasco, dove si è laureato nel 1988.

Senza tenere in alcun conto gli ideali del partito BaʿthHafiz al-Assad programmò attentamente la sua successione alla carica presidenziale ricercandola all’interno della sua famiglia e del suo gruppo religioso alauita. Dal momento che il figlio Baššār studiava oftalmologia a Londra e che sembrava mostrare scarso interesse per la vita politica, il padre destinò a succedergli l’altro figlio, fratello maggiore di Baššār, Bāsil al-Asad. Hafiz al-Asad con la famiglia nei primi anni settanta. Da sinistra a destra: Baššār, Māher, Anīsa Makhlūf, Majid, Bushra e Bāsil.

Quando Bāsil però morì in un incidente d’auto nel 1994, Baššār si ritrovò a essere il nuovo successore designato da parte di suo padre e, quando l’anziano genitore morì nel 2000, Baššār ereditò la presidenza violando di circa due mesi la legge che stabiliva un’età minima di 35 anni per assumere la carica.[2] Diventato presidente senza avere alcuna precedente esperienza politica, secondo alcuni osservatori sarebbe stato guidato dalla vecchia cerchia di collaboratori del padre. Nonostante Baššār al-Asad avesse promesso riforme economiche e politiche sin dalla sua ascesa al potere, non ha evitato alla Siria di essere inclusa dagli USA tra i cosiddetti “Stati canaglia“: una definizione assai controversa con la quale gli USA indicavano quei paesi – come la Corea del NordCuba, l’Iraq di Saddam Husayn, l’Iran degli Ayatollah e la Libia di Mu’ammar Gheddafi[3] – considerati una minaccia per la pace mondiale, distintisi per una forma di governo autoritaria che violava gravemente i diritti umani, che in qualche modo sponsorizzavano il terrorismo e che addirittura organizzavano operazioni terroristiche, in particolare contro gli Stati Uniti e Israele. Nonostante le relazioni tese con Israele, Baššār al-Asad ha dichiarato di auspicare una ripresa delle trattative con lo Stato ebraico sulla questione delle Alture del Golan occupate; tuttavia, il suo appoggio a Ṣaddām Ḥusayn prima dell’invasione americana dell’Iraq nel 2003 lo ha fatto bollare come personaggio ambiguo (al pari del padre) nel panorama politico arabo. La medesima ambiguità sembra caratterizzare anche la vicenda che ha portato il 14 febbraio del 2005 all’assassinio di Rafīq Ḥarīrī a Beirut, a seguito di un attentato dinamitardo che distrusse l’autovettura su cui viaggiava. L’avvio dell’inchiesta ha messo in luce un intreccio d’interessi politici nel quale è stato coinvolto un parente stretto dello stesso Presidente siriano. Le pressioni di una parte dei libanesi e le minacce degli USA hanno indotto dal 24 aprile 2005 la Siria a far rientrare in patria le proprie forze armate che stazionavano nella valle libanese della Beqāʿ fin dall’ottobre 1976, anno in cui, sotto il nome di FAD (Forza Araba di Dissuasione) e su esplicito invito dalla Lega Araba riunita a Riyāḍ, alla Siria era stato chiesto di intervenire militarmente in Libano per metter fine a una lunga e irrefrenabile guerra civile.  Nella prima metà del 2011, a seguito della cosiddetta Primavera Araba, anche la Siria è stata coinvolta in manifestazioni contro il governo di Baššār al-Asad per spingerlo alle dimissioni. Le proteste sono diventate guerra civile nel 2012. Il 3 giugno 2012, in occasione dell’insediamento del nuovo Parlamento siriano, il raʾīs ha accusato i rivoltosi di essere dei terroristi, manovrati da potenze straniere, con i quali pertanto non vi sarebbe stato compromesso.[8] Fra le forze di opposizione si aggiunsero in seguito anche le Unità di Protezione Popolare curde affiliate al PKK e nel 2013 incominciò l’ascesa del Fronte al-Nusra affiliato ad al-Qāʿida e dello Stato Islamico. Il 23 agosto 2013, a seguito dell’uso di armi chimiche avvenuto a DamascoStati Uniti e Unione europea hanno accusato le forze governative di Asad di aver condotto l’operazione, aprendo concretamente la possibilità di un intervento militare contro il regime. Su iniziativa russa, la crisi internazionale si è risolta con l’adesione della Siria alla Convenzione sulle armi chimiche e con la distruzione sotto egida ONU dell’arsenale chimico siriano. Il 3 giugno 2014 Baššār al-Asad viene rieletto, sostenuto dal Partito Ba’th, Presidente della Siria con 10.319.723 voti (l’88,7%) per un terzo mandato di 7 anni. Il governo siriano sottolineò come l’affluenza, limitata solo alle aree in mano ai governativi, fosse stata record sia nel Paese sia all’estero con voto regolare in ogni città siriana mentre per USA e CNSsi sarebbe trattata di una “farsa costruita nel sangue” e accusando gli altri candidati “burattini” di Assad. Il voto è stato riconosciuto da 30 Stati tra cui RussiaSudafricaBrasileIndiaVenezuelaCuba e Iran legittimando in ambito internazionale l’elezione di Assad. Ma torniamo ai nostri giorni dopo tanta sofferenza il popolo Siriano ha dovuto subire l’aggressione delle bombe della Francia, della Gran Bretagna e degli USA. Qual’è la strategia dell’aggressione di queste nazioni? perchè nessuno urla di DIRITTI UMANI?.

” ho osservato il cielo illuminarsi di notte, tuonare a terra un odore acre, forte, lancinante. Non aver piu’ niente, ne casa , ne lavoro, ne dignità, ne nome.Quando tutto questo sarà storia, le pagine dei libri chiameranno queste urla di morte, l’olocausto del nuovo millennio, dove ogni angelo volato al cielo tornerà sulla terra come pioggia, e saranno anni che questo suolo arido sarà bagnato ”

 

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About Ivan Cicchetti

Ivan Cicchetti
Nasce a Roma nel 1978, scrittore, poeta, novellista e librettista teatrale. Nel 2008 e nel 2009 è stato responsabile della sala stampa della mostra internazionale AQUILA ANTIQUA a L'Aquila. E' stato collaboratore di diverse testate giornalistiche abruzzesi. Da Settembre 2017 collabora come giornalista con la testata IL FARO 24 NEWS

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