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Vasche di laminazione. Bocciata la proposta naturalistica del M5S


“Hanno bocciato la proposta di ingegneria naturalistica proposta dal M5S per attuare l’ennesima colata di cemento che distruggerà il territorio”. Lo sostiene l’Ufficio stampa regionale pentastellato.

Abruzzo. E’ stata respinta dalla maggioranza la proposta alternativa del Movimento 5 stelle per le vasche di laminazione. Si è concluso, infatti, il consiglio regionale straordinario richiesto dal M5S per proporre un progetto alternativo volto a salvare il letto del fiume Pescara da una colata di cemento selvaggia che costerà 54 milioni di euro. “Un’opera inutile e costosa” commentano i 5 stelle “e che oltretutto non risolverà il problema dell’allagamento. Abbiamo presentato una valida alternativa” incalzano Marcozzi e Pettinari “un progetto che ha avuto l’approvazione di stimati esperti del settore sia per costi che per sostenibilità”.
“Già lo scorso luglio” continuano “presentammo un’opera di ingegneria naturalistica che prevede la realizzazione bacini d’acqua diffusi sull’intero percorso idrografico del Fiume Aterno-Pescara che contengano l’acqua durante gli eventi atmosferici di eccezionale portata. Abbiamo calcolato che con quei soldi si potrebbero realizzare fino a 1000 laghetti collinari, con una capacità di raccolta circa 8 volte superiore a quella delle vasche di laminazione previste nel progetto della Giunta-D’Alfonso e con una capacità di assorbimento della portata in caso di piena fino al 70%”.

“Oggi invece la maggioranza ha scelto di percorrere ancora una volta la strada del cemento, una strada vecchia che dimostra l’assenza totale di una visione del territorio ed interessi ben lontani da quelli della salvaguardia di chi lo abita o lo utilizza per il lavoro agricolo. L’approvazione di questo progetto” infatti “ creerà danni irreparabili alle imprese agricole e ai proprietari terrieri delle zone interessate rendendo inutilizzabili una vasta area di fertile terreno alluvionale, rischiando di aumentare sia l’erosione a monte che la velocità dell’onda di piena a valle a causa degli interventi che renderanno più rettilineo il corso del fiume.
Le vasche verranno realizzate su terreni la cui falda acquifera è già molto superficiale in condizioni normali (circa 2,5 m di profondità), con il fiume in piena la falda si alzerà rendendo ancora meno efficienti le stesse.
Ma le criticità di quest’opera sono numerose, a cominciare dal mancato rispetto delle direttive europee in tema di consumo del suolo. Inoltre, precisano i 5 stelle “I 54 milioni di euro non comprendono le spese di manutenzione: manutenzione durante la piena ma, soprattutto, post-piena. Come ci hanno spiegato i tecnici, le piene trasportano a valle i detriti e materiali di ogni genere e che si depositeranno all’interno di queste vasche, imponendo una manutenzione post-piena dai costi importanti per la rimozione e lo smaltimento dei detriti e degli eventuali rifiuti abbandonati lungo il corso del fiume”.
Altro aspetto tecnicamente inspiegabile è la scelta della realizzazione del progetto a monte dell’immissione nel Pescara di uno dei suoi maggiori affluenti, il torrente Nora, le cui acque in caso di piena arriverebbero senza alcuna diminuzione nel fiume. “Che sia stata pensata solo per salvare Megalo?”

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