AMBIENTE E/È VITA ABRUZZO ONLUS INIZIA IL SUO PRESIDIO IN CONSIGLIO REGIONALE CONTRO I TAGLI ALLE AREE PROTETTE NATURALI


Ancora una volta le scelte della Giunta Regionale e del Consiglio Regionale vanno in direzione opposta rispetto agli interessi della Regione Verde D’Europa.

Ancora una volta si è ripetuto stancamento il rito di “pietire” attenzione per uno dei comparti più strategici dell’Abruzzo e prospetticamente uno dei più meritevoli di considerazione in relazione alla manifesta capacità di tutelare la biodiversità e salvaguardare il territorio e contestualmente di realizzare economie di scala.

Il giorno 27/12/2018 Ambiente e/è Vita Abruzzo Onlus è stata, infatti, audita in Prima Commissione Permanente Bilancio della Regione Abruzzo in ordine al Bilancio 2019 e le previsioni del capitolo relativa al perseguimento delle finalità di istituto delle aree protette regionali.

Ci siamo misurati, ancora una volta, con la certificazione di un ennesimo taglio alle risorse destinate al funzionamento delle Riserve che potranno contare su di un fondo ordinario di circa € 1.500000 con una decurtazione di circa € 300.000 rispetto a quanto assegnato nella precedente annualità.

A fronte di uno stanziamento palesemente insufficiente Ambiente e/è Vita Abruzzo Onlus ha proposto un adeguata implementazione della dotazione finanziaria nella misura di circa € 700.000 per un importo totale di € 2.200000

La ratio di tale richiesta trova sostanza in alcune evidenti necessità : l’allargamento della platea dei beneficiari ( alcune Riserve probabilmente andranno in prima assegnazione con la nuova annualità) e la possibilità che il 10% , a valere sui fondi ordinari e gestito da almeno due annualità dagli Uffici a titolo di premialità per le attività delle Riserve e per il sostegno di alcune iniziative comuni, non incida sul funzionamento delle aree protette.

Risposte concrete?

Ancora nulla di rassicurante, ma continueremo a difendere il nostro patrimonio ambientale e la valenza sociale ed occupazionale costituita dalle Riserve e dai operatori che prestano il loro servizio.

Oltre alla natura, infatti, vi sono decine di lavoratori e cooperative che attendono risposta.

Occorre scongiurare, quindi, che la cifra di € 1.500000 venga confermata ed agire affinchè la dotazione finanziaria sia adeguatamente migliorata per evitare blocco delle attività ed i rinnovi contrattuali.

 

 

Si desidera ricordare, inoltre, che l’assegnazione ai Comuni con delibera e conseguente determina regionale avviene nei primi mesi dell’anno ed una ripartizione con un taglio rilevante comporterebbe una serie di conseguenze a cascata fra le quali una manifesta impossibilità programmatoria.

Ne vale il principio che il nuovo Governo regionale potrà intervenire perché la  dilatazione dei tempi risulterebbe essere insostenibile per un settore che giù vive una precarietà permanente.

Il rammarico più grande nasce dalla estemporaneità, dalla scarsa considerazione e dalla disomogeneità che hanno caratterizzato l’azione amministrativa di questa Giunta e Consiglio Regionale che, a lungo, hanno potuto contare sul contributo e collaborazione delle Associazioni, delle Cooperative e dei tanti lavoratori che svolgono un ruolo fondamentale nel sistema delle aree protette regionali.

Un contributo che aveva generato un testo condiviso di rimodulazione della Legge Quadro 38/96 che poteva contare sul sostegno e la sottoscrizione di tutte le sigle ambientaliste, dei sindaci, del mondo della cooperazionene dei Direttori e Coordinatori delle Riserve.

Un testo normativa che consentiva una previsione annuale del fabbisogno delle aree protette calibrato su di un programma triennale di Azione e parametrizzato ad una percentuale fissa di stanziamento prevista e correlata al Bilancio regionale.

Certo con una variabile di fluttuazione, ma comunque con una base economica minima che permetteva una programmazione pluriennale.

Purtroppo si è scelta la strada del rinvio e la volontà di non decidere.

La conseguenza è il mantenimento della precarietà e dell’impossibilità di creare una rete in piena efficienza. Molti vogliono un’Europa diversa, molti un’Italia diversa e molti addirittura più Italia e pèiù Europa….

A Noi basterebbe + Regione Verde D’Europa.

Al netto della pacatezza istituzionale che tanto aggrada, continueremo il Nostro presidio in difesa di interessi collettivi e di valenza pubblica quali la tutela del Ns patrimonio naturale e la salvaguardia dei tanti posti di lavoro.

 

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