FESTIVAL DI SANREMO. FUORI JUNIOR CALLY?


«Lei si chiama Gioia , beve e poi ingoia. Balla mezza nuda, dopo te la dà. Sì chiama Gioia, perché fa la tro*ia, sì, per la gioia di mamma e papà. Questa non sa cosa dice, porca tro*ia, quanto chiacchiera? L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa, c’ ho rivestito la maschera»

Sono le parole del testo di ‘Strega’, QUI IL VIDEO >>>, il brano che il controverso trapper romano Junior Cally, all’anagrafe Antonio Signore, ha pubblicato nel 2017 e che, alla luce della recente bufera in vista della sua prossima partecipazione al Festival di Sanremo, ha registrato milioni di visualizzazioni e condivisioni.

Un misto tra trivialità e violenza in cui si inneggia al femminicidio, si esaspera  la virilità del maschio,  si esalta il denaro e il successo e si sminuisce la  figura della donna, in un momento in cui il mondo occidentale si smobilita a sua difesa. Un’offesa imperdonabile, tanto che viene immediatamente richiesta l’esclusione dell’artista dalla gara.

Non piace Junior Cally, non piace agli educatori, non piace persino all’Italia dei figli dei fiori, tanto che la polemica arriva in Parlamento. Sono numerose le deputate che hanno aderito alla raccolta firme per espellerlo dalla kermesse. La Regione Liguria ha indetto una petizione firmata già da 20mila persone.

Un testo volutamente provocatorio quello di Cally, che probabilmente gli costerà la partecipazione al festival dei fiori, o forse no, ma che lo ha reso immediatamente popolare  e ancora più familiare ai milioni di ragazzini che cantano pericolosamente i suoi testi, appropriandosi di comportamenti diseducativi che il mondo adulto non riuscirà facilmente a gestire, data l’ascendenza che la musica ha sempre avuto nei giovani.

Amadeus, dal canto suo, non si pronuncia. Al momento deve ancora spegnere le polemiche sulla sua gaffe sessista accaduta durante la conferenza stampa. Sarà lui a fare un passo indietro stavolta?

In fondo, non c’è mai stato festival senza polemica, e non c’è mai stata polemica che non alzasse l’audience e il boost di popolarità dei convenuti. A conti fatti non è andata proprio male, né alla celebre vetrina sanremese, né allo stesso trapper.

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