Gare d’appalto, Bracco: “Burocrazia asfissiante”

LEANDRO BRACCO

“Difficoltà notevolissime nella gestione delle gare d’appalto. Il Comune di Giulianova che ha reso nota la propria volontà di dire addio alla Stazione unica appaltante della Provincia di Teramo per rivolgersi a un ente con sede a Varese. E l’amministrazione di Roseto degli Abruzzi che si accinge a prendere la medesima decisione. Il problema amministrativo e gestionale riguardante gli appalti è evidente e la sua risoluzione, considerati i servizi in esso implicati nei riguardi della collettività, impone tempi celeri”. Il consigliere Leandro Bracco approfondisce una tematica parecchio intricata che riguarda la pubblica amministrazione e che nello specifico concerne il complesso e sfaccettato mondo delle gare d’appalto.

“Dagli organi di stampa ho appreso – esordisce l’esponente di Sinistra Italiana – delle difficoltà che molti Comuni vivrebbero nello svolgere normali attività amministrative, prima fra cui la gestione delle gare di appalto che sono alla base della fornitura alla cittadinanza di moltissimi servizi da parte degli enti locali. Il Comune di Giulianova si appresta a cambiare strada rispetto alla Stazione unica appaltante della Provincia di Teramo, la quale farebbe fatica a gestire l’interezza degli appalti del territorio di competenza, causando ritardi inaccettabili nella gestione delle gare. Pertanto il sindaco Francesco Mastromauro ha deciso di aderire a un altro ente (con sede a Varese) che si occupa proprio dell’espletamento delle gare appalto per conto terzi”. “Fonti giornalistiche riferiscono – afferma Bracco – come una simile situazione di disagio coinvolga anche il Comune di Roseto, il quale starebbe valutando l’adozione della medesima soluzione già abbracciata dall’amministrazione giuliese. Se i due Comuni più popolosi del Teramano, escluso il capoluogo, si trovano ad affrontare situazioni così complesse che rischiano di compromettere la realizzazione di opere importanti e di far sfumare l’erogazione di ingenti finanziamenti vitali per il territorio, è palese la presenza di un problema urgente che va risolto in brevissimo tempo. E poi il grido di aiuto degli enti locali – prosegue il Consigliere Segretario – è un campanello di allarme che oltre a non poter essere sottovalutato è anche un’ammissione di paralisi amministrativa che lascia immaginare in quali situazioni si trovino gli altri 44 Comuni della Provincia di Teramo dalle dimensioni ben più ridotte rispetto a Roseto e Giulianova e, allo stesso modo, la maggior parte dei 305 Comuni abruzzesi che sono parimenti scarsamente abitati”. “Eppure due anni fa – nota Bracco – venne approvata la legge abruzzese che disponeva la trasformazione dell’ente ARIT (Agenzia regionale per l’informatica e la telematica avente sede a Tortoreto) nella nuova ARIC (Agenzia regionale di informatica e committenza) e cioè una ‘Centrale unica di committenza con funzioni di soggetto aggregatore e Stazione unica appaltante’. La nuova Agenzia avrebbe dovuto assicurare regolarità ed economicità nella gestione dei contratti e dei lavori pubblici sia da parte della Regione Abruzzo che degli enti locali creando un solido sistema centralizzato di negoziazione allo scopo di minimizzare il rischio di infiltrazioni mafiose e garantire soprattutto il contenimento della spesa pubblica”.
“Inoltre l’ARIC – sottolinea l’esponente SI – avrebbe dovuto essere riconosciuta dall’ANAC quale soggetto aggregatore, accedendo di conseguenza ai finanziamenti messi a disposizione nell’ambito del fondo nazionale per l’aggregazione degli acquisti. Ciò avrebbe consentito una rivoluzione semplificativa degli oneri e dei costi di gestione a carico delle Pubbliche Amministrazioni abruzzesi permettendo una maggiore trasparenza amministrativa. È manifesta la circostanza secondo la quale troppi Comuni abbiano necessità di convenzionarsi con la nuova Centrale unica di committenza per fare in modo di risparmiare, svolgere regolarmente gare e appalti e poter togliere terreno di coltura alla corruzione. Corruzione che si sviluppa e mette radici tramite clientelismi e proroghe illegittime di affidamenti che si protraggono infinitamente a beneficio dei piccoli potentati locali i quali prosperano elargendo commesse pubbliche agli amici degli amici in palese e sfacciata violazione di legge”. “In questa ottica, per quale motivo Giulianova e Roseto hanno deciso di convenzionarsi con una realtà di Varese? Sul punto occorre fare chiarezza e verificare le situazioni specifiche. Il tutto – conclude Leandro Bracco – al fine di evitare inefficienze e disservizi che sono il cancro in metastasi che si frappone tra pubblica amministrazione e collettività”. (com/red)

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