IL FANTASMA DEL BARONE DE RISEIS NEL CASTELLO DI CRECCHIO


Il castello di origine normanno–sveva, a pianta quadrangolare, fu edificata attorno a una torre d’avvistamento intorno all’XI-XII secolo. La torre originaria, parte di un sistema difensivo territoriale, era collegata visivamente con la torre Mucchia sulla costa e con la città di Lanciano e Guardiagrele nell’interno. A essa, detta anche torre dell’Ulivo, sono legate molte leggende relative alla crudeltà di un suo proprietario che, governando questi luoghi con terrore, decapitava i suoi oppositori sulla torre più alta, quella d’avvistamento. La torre divenne simbolo di terrore e repressione fino a quando i De Riseis, alcuni feudatari di Crecchio (XVII secolo), piantarono un ulivo sulla sua sommità, in segno di pace con la popolazione, da qui il nome.” (da “I Castelli d’Abruzzo” di Ireneo Bellotta Newton Compon Editori 2006 pag. 175-176)

Il castello, attraverso una serie di vicissitudini e vari proprietari, nel 1789 diviene residenza dei De Rieis, duchi di Bovino, di Taormina e baroni di Crecchio, e in breve tempo questo maniero fu uno dei posti più ricercati dalla nobiltà dell’epoca per i suo giardino, con piante rare e le sue fontane zampillanti, riccamente decorate da statue marmoree e naturalmente per le lussuose e fastose feste che si tenevano sia in estate che in inverno.

Purtroppo una fredda mattina del settembre 1943 l’incanto e la spensieratezza della vita di corte fu spezzata dall’arrivo del re Vittorio Emanuele III, di sua moglie e dello Stato Maggiore, che in fuga da Roma e prima di imbarcarsi dal porto di Ortona, furono ospiti del castello per una notte. Questi erano incalzati dai tedeschi, poiché Crecchio era attraversata dalla “Linea Gustav”, appena il re riuscì a fuggire verso Ortona e nonostante i tentativi di Gaetana De Riseis di far recedere Vittorio Emanale III dalla sua grave decisione di abbandonare l’Italia, i tedeschi minarono il castello dalle fondamenta riducendolo un cumulo di macerie fumanti e per uno scherzo del destino la torre più antica è quella che oggi, dopo i restauri, è l’unica praticabile!

Alcuni sostengono che il fantasma di un De Riseis e dalla sua avvenente amante dimorino nelle sale del maniero. Si sussurra che al piano superiore si sentano, all’improvviso, rumori di passi pesanti seguiti da un tintinnio metallico. Altri dico che ogni tanto si vede passare una signora bellissima che attraversa le stanze del castello velocemente e senza far rumore come se fosse sospesa a mezz’aria!

Si sussurra che salendo i cinquantacinque gradini che portano all’antica torre d’avvistamento, conosciuta anche con il nome di “torre dell’ulivo”, si sentono come dei lamenti provenire dalle mura e alcuni avvertono delle strane presenze proprio ai piedi di tale edificio!   

 

( a cura di Cicchetti Ivan)

 

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