Porterà il nome di Sergio Bramini, il primo atto del nuovo Governo


Diventerà consulente del nuovo Governo, l’imprenditore Sergio Bramini, fallito nonostante vantasse un credito di 4 milioni di euro dalle amministrazioni pubbliche.

Il 18 maggio scorso c’era stato l’ultimo tragico capitolo di una brutta storia che ha avuto una risonanza mediatica altissima: lo sfratto esecutivo dalla sua abitazione di Monza.

Sit-in di proteste, petizioni, crowdfunding, denunce e mobilitazioni da ogni angolo del Paese, la presenza ininterrotta di TV e di visite di politici tra cui Matteo Salvini e Luigi Di Maio, e persino l’elezione del proprio domicilio parlamentare di Corbetta dei 5 stelle e di Crippa della Lega – facendo appello all’articolo 68 della Costituzione, che impedisce perquisizioni e pignoramenti di immobili sede di attività parlamentari – non hanno impedito che la famiglia, cani compresi, fossero sfrattati dall’abitazione in cui vive da 27 anni.

L’annuncio dell’incarico è arrivato tramite un video messaggio del neo senatore del Movimento Cinque Stelle Gianluigi Paragone, che ha sostenuto la causa tra i primi incatenandosi con il Bramini: “l’imprenditore collaborerà a scrivere una Legge sulle procedure fallimentari che prenderà proprio il suo nome“.

Bramini conferma: “Ho già scritto i punti della mia proposta: bisogna ritoccare profondamente la Legge fallimentare: la prima casa non va toccata, specie per chi vanta crediti con lo Stato. E va rivisto l’articolo 560 del Codice di Procedura Civile, che consente al custode giudiziario poteri enormi, come scaraventare il debitore fuori di casa prima che sia avviata la vendita forzata dell’immobile. Anche a costo di buttare in mezzo a una strada bambini, disabili o anziani pur di rendere appetibile l’asta

Tutto ha inizio quando Sergio Bramini ex titolare della “Icom“, azienda operante nel campo della gestione rifiuti, lavorava con le pubbliche amministrazioni. Quando nel 2005 queste hanno smesso di pagare, l’imprenditore manda comunque avanti l’azienda. Salda l’Iva su fatture mai riscosse ed accende due mutui sulla casa e sugli uffici per continuare a pagare gasolio e personale. Vende persino la propria automobile e divide il soldi con i suoi dipendenti.

Nel 2011 l’azienda fallisce. Al momento del fallimento il credito dallo Stato oltrepassava i 4 milioni di euro, il debito dell’imprenditore era un milione di euro. La matematica non è un’opinione. Se lo Stato avesse pagato regolarmente la Icom, Bramini avrebbe estinto tranquillamente il suo debito.

Invece avviene l’impensabile: come nel peggiore dei film senza lieto fieto, lo Stato, debitore, pignora la proprietà del suo stesso creditore e dà inizio alla procedura esecutiva immobiliare per l’espropriazione forzata della casa, che l’imprenditore ha costruito onestamente e con il suo sudore e in cui vive con la moglie, i tre figli e una nipotina.

Qualche ora fa arriva la notizia che commuove gli italiani perbene come il Bramini. E’ lo stesso Stato, uno stato nuovo, diverso, quello appunto del cambiamento, che ribalta tutto e si schiera al fianco dei cittadini. “Sono convinto che da oggi, lo Stato che io ho visto in questi 7 anni come un nemico, non lo avremo più al fianco come un nemico ma come un amico”. Afferma Sergio Bramini tra gli applausi. Nonostante abbia smesso di sorridere da molto, dai suoi occhi tristi traspare quella speranza che diventa il punto di riferimento di tanti imprenditori in difficoltà.

L’Italia degli imprenditori, degli artigiani, dei lavoratori e della gente onesta ringrazia dal profondo del cuore, ma vi prego… fate presto!

Alina Di Mattia

La storia di Sergio raccontata da Le Iene:
https://www.iene.mediaset.it/2018/news/di-maio-luigi-bramini-sergio-consulente-nuovo-governo-imprenditore-fallito-sgombero-casa-legge_123368.shtml

 

 

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About Alina Di Mattia

Alina Di Mattia
Autrice, conduttrice e responsabile di produzione di grandi eventi istituzionali. All'attività artistica e manageriale ha affiancato quella di scrittrice freelance. Si è occupata spesso di tematiche sociali ed ha all'attivo diverse pubblicazioni tra cui il saggio "Erano gli anni della TV dei ragazzi". E' tra i vincitori del Premio giornalistico Angelo Maria Palmieri 2018.

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