RIAPERTURA PPI, MONTELISCIANI: “ORA UNITÀ PER DARE CERTEZZE ALL’OSPEDALE”


“Finalmente abbiamo una data per la riapertura dei PPI di Tagliacozzo e Pescina. Se alle parole seguiranno i fatti, la sfida più grande inizierà dopo il 30 giugno.

Bando alle polemiche, perché questo è il momento di mettere in campo la buona politica. Prima di tutto, occorre vigilare e continuare a tenere alta la guardia affinché ciò che è stato solennemente annunciato dalla ASL non venga disatteso, ed è per questo che oggi ha ancora senso scendere in piazza, in maniera pacifica, ordinata e intelligente; senza trasformare le manifestazioni in occasioni per fare passerelle o comizi.

Secondo, alle nostre popolazioni va detta la verità, se non vogliamo disperdere la loro affezione verso la cosa pubblica. Va detto cioè che dal 2015 esiste una situazione di “precarietà normativa” riguardo ai PPI di Tagliacozzo e Pescina che è scritta in un cronoprogramma della Regione Abruzzo sulla riorganizzazione della rete ospedaliera che ne prevede la dismissione da qui al 2023.

Quella precarietà normativa noi la segnalammo, inascoltati, già nel 2016. E avevamo talmente ragione che, poco prima della fine della scorsa cosiliatura regionale, dovette intervenire una delibera della Giunta Regionale per mantenere aperti i PPI. Ciò avvenne, è giusto ricordarlo, per iniziativa dei Consiglieri Regionali Lorenzo Berardinetti e Maurizio Di Nicola (allora in maggioranza) e Gianluca Ranieri (allora all’opposizione). Ora però è venuto il tempo di lavorare per risolvere quella precarietà e sancire definitivamente che i due PPI, nelle loro funzionalità a servizio di territori vasti e complessi, non solo vanno mantenuti ma vanno potenziati.

Terzo, è indispensabile che su questo tema la nostra comunità e le sue rappresentanze politiche, a tutti i livelli, siano uniti e compatti a di là di ogni posizionamento e al di là di ogni appartenenza. Tutti dovrebbero lavorare in questa direzione, a partire da chi, per ruolo, ha responsabilità senz’altro maggiori delle nostre. Coltivare il dialogo, dismettere i toni dell’insulto e della contumelia, costruire piattaforme condivise, perseguire obiettivi comuni, sentirsi liberi da casacche di partito e appartenenze di fazione almeno quando in ballo ci sono gli interessi strategici del territorio e i diritti fondamentali dei cittadini.

Sentiamo di poterlo chiedere e di poterlo fare perché siamo tra i pochi che -insieme al Comitato- le battaglie in difesa della Sanità le hanno fatte sia quando governava la sinistra sia quando governava la destra.

Non ci interessa essere visibili, prendere applausi o cavalcare un’onda mediatica. Ci interessa essere utili.”

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