IL SACRO SIGNIFICATO DELL’ART. 21 DELLA COSTITUZIONE


L’articolo 21 della costituzione italiana

La nostra Carta Costituzionale ha settanta anni di vita, di esistenza e di storia. C’è un articolo molto importante sul quale vorrei porre l’attenzione: è l’art. 21.

Esso recita espressamente: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.  Questo è un cardine fondamentale per la nostra democrazia. Lo scorso 19 febbraio 2018 è stato un giorno molto importante per la libertà di stampa perché presso l’aula 10 settore B del Tribunale di Roma, si è svolto il processo nei confronti di Armando Spada. Prima dell’udienza, c’è stato un sit-in a favore della libertà di stampa, con l’Usigrai, FNSI, Ordine dei Giornalisti, con le associazioni NO BAVAGLIO, Articolo 21, Ordine dei Giornalisti del Lazio e Associazione Stampa Romana.

Presenti a sostegno di Federica Angeli, il direttore e il vicedirettore di Repubblica Mario Calabresi e Sergio Rizzo, Paolo Borrometi, Presidente di Articolo 21, anche egli sotto scorta, Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio.

Federica Angeli ha detto poco prima di entrare in Tribunale a Piazzale Clodio: “Ho pagato con la mia libertà personale, rifarei tutto”. Sono parole forti, che rappresentano un qualcosa di sacro per la tutela della libertà di stampa in un contesto difficilissimo come quello del litorale romano.

Ostia è il simbolo della rovina del mare da parte dei clan mafiosi Spada, Fasciani, Casamonica-Di Silvio, Triassi e l’operazione Eclissi di DDA di Roma, Polizia di Stato e Carabinieri, che ha messo al tappeto i clan mafiosi, ha ridato insieme alle inchieste giornalistiche di Federica Angeli una ventata di legalità e onestà, di bellezza e aria pulita.

Presente all’udienza anche il Presidente del Partito Democratico Matteo Orfini, che ha manifestato la vicinanza alla giornalista di Repubblica. Vicinanza giunta anche con un tweet da parte dello stesso Orfini, dal Presidente della Regione Lazio Zingaretti, dalla Sottosegretaria Boschi, ma anche dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, finita nell’occhio del ciclone delle polemiche per la concessione di un alloggio popolare del Comune di Roma a Giuseppe Spada, zio di Roberto Spada, il mafioso che ha tirato la testata al giornalista Daniele Piervincenzi: ora indagano la DIA e la Prefettura di Roma.

Due giorni fa in aula, oltre ai cronisti, c’erano i cittadini onesti, una scolaresca di Roma, a supporto di Federica Angeli, che ha assistito all’udienza per far capire che i mafiosi hanno un destino solo: la fine.

Lo sguardo silenzioso di Armando Spada rappresenta che il potere mafioso degli Spada ha un solo destino: il carcere duro, così come quello delle altre cosche mafiose che si spartiscono Ostia e Roma.

Ora faccio un appello a tutti gli uomini politici di ogni fazione e schieramento: basta insulti ai cronisti, basta minacce, basta frasi del genere “Vi mangerei per il gusto di vomitarvi” o “Attacco camorristico”, ma soprattutto BASTA VIOLENZA.

Chi fa il giornalista salvaguardia la democrazia.

E qui vi è la frase di Joseph Pulitzer “Un giornale che è fedele al suo scopo si occupa non solo di come stanno le cose, ma di come dovrebbero essere”.

Il monito va ai governanti di Roma e del nostro amatissimo Paese.

Michele Mastrangelo

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