Una riflessione sulla vicenda del piccolo Charlie


Charlie ci costringe a riflettere. A sederci su una sedia e,con la testa tra le mani,chiederci:«Chi sono?A che serve la mia vita?» .Quando una vita è degna di essere vissuta? Che cosa la rende degna di essere tale? Giovinezza, successo, salute? Lo sappiamo, passano presto e noi ci dileguiamo. Tutti andiamo incontro alla vecchiaia, agli acciacchi, alla malattia, alla morte. Nessuno sa che cosa succederà domani. A nessuno è concesso di prevedere con certezza come si snoderà il gomitolo della sua esistenza. Un mondo che insegue solo il successo, la ricchezza è un misero mondo. Un mondo che inneggia troppo alla bellezza fisica, alla salute, alla giovinezza, è un misero mondo. L’umanità è fatta di persone di ogni età, di ogni condizione fisica, economica, psicologica. Per questo è bella. Essa è fatta di persone che portano scolpito nel dna la loro dignità. Dignità che nessuno concede ma tutti sono chiamati a riconoscere. Una società è tanto più civile quando più lotta per rimanere umana. L’umanità è quel groviglio di Sentimenti che ti fa Amare l’Altro come te stesso. L’essere umano è un “angelo agganciato alla bestia”, ripeteva spesso Don Milani. È disumano decretare la condanna a morte per un piccolo ammalato. Più grave e invalidante è la sua malattia tanto più necessita di essere accudito,curato,coccolato. Chi sei tu che ti fai giudice del tuo fratello?Chi sei per dire quando una vita è degna di essere vissuta?È inutile la vita di Charlie? E la mia? E la nostra di cittadini del mondo? Se l’avverti come un Dono ricevuto, la vita è sempre bella. A qualsiasi età, a qualsiasi condizione. Qui sta la mia dignità, la dignità di Charlie, la dignità di un mio fratello devastato dal cancro, uguale a quella di chi in questo momento è il più ricco, il più bello, il più famoso del mondo. Tutto passa. Resta la domanda: in quale mare va a gettarsi il fiume della mia stupenda, meravigliosa, unica e irripetibile vita? Occorre imparare a godere delle piccole cose, a prendersi cura di chi ha bisogno del nostro Aiuto, del nostro Affetto, della nostra Parola, del nostro Conforto. NO, nel nome del Dio della vita, NON UCCIDIAMO Charlie.

Non rendiamoci complici di un male tanto atroce. Il piccolo non può difendersi, allora curiamolo, restituiamogli il Sorriso. Impegniamoci a rendere i suoi giorni, e quelli dei suoi genitori, meno faticosi, meno dolorosi. Rimaniamo accanto a questa famiglia che abbiamo imparato ad Amare e Rispettare per per la Loro Dignità. Charlie ha tanto da insegnarci. La sua dolce culla è una cattedra da cui ci arriva la più Grande Lezione sul valore INESTIMABILE della vita. Non usiamo la violenza, non sporchiamoci le mani, non cediamo al ricatto. È pericolosissimo!I bambini che ci guardano, e ci giudicano molto attentamente, si convinceranno che eliminare il debole può essere lecito. E penseranno che sia lecito fare i bulli e umiliare i poveri. Gridiamo la nostra indignazione davanti a una probabile condanna a morte. Abele – Charlie sta sfidando la nostra umanità, ci chiede la carità di essere lasciato in vita. Questa storia, di Gente umile e di un bimbo indifeso, ci sta rattristando il cuore. Se dovessimo assistere alla sua morte, sicuramente, con lui moriremo in tanti. Di dolore, di angoscia, di impotenza, di scoraggiamento. Abbiate pietà di questo esserino innocente: NON UCCIDETE Charlie! Non rinunciamo alla missione di rimanere Uomini…

Prof. Sandro VALLETA, Docente in Diritto delle Migrazioni.

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