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IL WWF SOLLECITA LE NOMINE, “PRIMAVERA” IN RITARDO PER I PARCHI ABRUZZESI LASCIATI SENZA GUIDA SENZA DIMENTICARE L’ETERNA INCOMPIUTA DELLA COSTA TEATINA IN STALLO DA UN VENTENNIO!


Oggi è il primo giorno di primavera ma non per buona parte dei Parchi abruzzesi (3 su 4) lasciati assurdamente senza guida, in alcuni casi ormai da anni.

L’Abruzzo, è bene ricordarlo, vanta una straordinaria biodiversità e un patrimonio naturalistico dall’elevata valenza ambientale. Straordinari sono gli habitat presenti, dalle mughete della Majella alle faggete vetuste del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, divenute patrimonio Unesco, dai pascoli d’alta quota del Gran Sasso alle gole del Sirente-Velino e all’eccezionale unicità della costa dei trabocchi. Straordinarie sono le specie animali e vegetali presenti: per citarne solo alcune, il Camoscio d’Abruzzo, i relitti glaciali come la Vipera dell’Orsini o il Fringuello alpino, la preziosa Salamandrina dagli occhiali, presente nella nostra regione nei boschi montani così come a due passi dal mare. E ancora gli endemismi floristici e specie che in molti casi sono il risultato di strategie evolutive eccezionali, come per l’Orso bruno marsicano, che rappresenta un’unità conservazionistica unica al mondo. Straordinaria è la bellezza paesaggistica che caratterizza e identifica l’immagine dell’Abruzzo, così come è straordinario il patrimonio culturale e di tradizioni cresciuto insieme a quello ambientale.

Non a caso l’Abruzzo ha una percentuale di territorio occupato da aree protette unico in Europa, tre sono i Parchi nazionali (in attesa di quello costiero), cui si aggiungono un’Area marina protetta, un Parco regionale, 25 Riserve regionali e 59 Siti Natura 2000.

Difficile credere che in Abruzzo 3 parchi su 4 siano, ad oggi, senza governance di vertice: il Parco Nazionale della Majella manca sia di presidente che di direttore; il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise è senza direttore mentre il presidente sta per concludere il suo mandato; il Parco Regionale Sirente-Velino è commissariato ormai da anni ed è anch’esso in attesa della nomina del direttore.

Ricordiamo che la nomina del direttore di un Parco nazionale è di competenza del Ministro dell’Ambiente che sceglie tra tre nomi proposti dal Consiglio direttivo del Parco stesso, cui spetta il compito di selezionare le persone ritenute più adatte tra i vari candidati, tutti necessariamente iscritti a un albo che individua professionalità idonee a ricoprire tale ruolo. Anche i presidenti dei Parchi sono nominati con decreto del Ministro dell’ambiente, d’intesa con i presidenti delle Regioni.

La situazione al dettaglio:

Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Il Consiglio Direttivo già dal 2017 ha selezionato una prima terna da sottoporre al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ma per varie motivazioni si è stati costretti a sostituire tutti i candidati indicati. Con diverse e successive deliberazioni di Consiglio una nuova terna è stata individuata solo nel gennaio 2019 e ad oggi si resta in attesa della nomina del direttore da parte del Ministro. Tutto ciò ha comportato l’inverosimile conseguenza di lasciare il Parco senza figura apicale per più di due anni, con la direzione affidata a un facente funzioni, cui più volte è stato rinnovato l’incarico. Il Presidente inoltre concluderà a breve il proprio mandato e si rischia di lasciare il PNALM senza direttore né presidente, in una situazione di stallo amministrativo visto che, con il consiglio direttivo ancora in carica, non sarà neppure possibile un commissariamento. Urge, dunque, un intervento da parte del Ministro che scongiuri il pericolo di lasciare lo storico Parco d’Abruzzo privo di una guida, con i rischi che questo può comportare in termini di gestione e di indirizzo programmatico dell’Ente, in particolare in rapporto a sfide ancora aperte, quali ad esempio la gestione delle foreste vetuste, degli orsi confidenti, delle attività turistiche… che necessitano di risposte, scelte e determinazioni chiare, che non potranno essere garantite senza vertici di gestione forti e soprattutto competenti.

Parco Nazionale della Majella. Qui la situazione è ancora più critica: l’ex-presidente ha terminato il proprio mandato a fine 2017 e ad oggi non è stato sostituito. L’iter per l’individuazione della terna del direttore ha subito varie vicissitudini: nel 2012 è stato nominato un direttore “a scavalco” e condiviso con il Parco Regionale Sirente-Velino, una scelta che avrebbe dovuto essere provvisoria, soltanto il tempo necessario per la scelta della terna di “papabili” tra i candidati che avevano risposto al bando pubblico per l’individuazione del direttore. Solo che la terna è stata indicata soltanto dopo anni… Ora il direttore a scavalco è andato in pensione e attualmente anche il parco della Majella è guidato da un direttore facente funzioni ed è inoltre privo del presidente.

Parco Regionale Sirente-Velino. Il Parco viene gestito da un commissario dopo l’altro. L’unica continuità era stata garantita dalla presenza di un direttore, anche se la Regione non lo aveva scelto tra le figure presenti nell’albo nazionale. Ora però il direttore è andato in pensione e non è stato sostituito.

«La natura abruzzese – sottolinea il delegato Abruzzo del WWF Italia Luciano Di Tizio – non merita questa situazione di stallo! È un patrimonio troppo prezioso per lasciarlo in balia di spartizioni partitiche e privo di visioni programmatiche da cui la complessità crescente nella gestione dei territori non può prescindere. Ricordiamo che il Ministro dell’ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, Sergio Costa, in occasione della presentazione del report sui Parchi nazionali del WWF, ha sottolineato come sia fondamentale per il funzionamento del sistema parchi la scelta di figure apicali di rilievo, con «un’ampia selezione di curricula, evitando indicazioni di quelle persone, a volte “un po’ troppo politicizzate”, non interessate ad una vera svolta dei luoghi più importanti per la biodiversità in Italia». È ora di dare concretezza alle dichiarazioni e trasformare gli appelli in scelte concrete! È arrivato il momento di basare la scelta delle figure apicali dei Parchi esclusivamente sulla competenza, segnando una discontinuità rispetto al passato e ai metodi di occupazione partitica. Per i presidenti è indispensabile che la scelta ricada su profili di qualità in grado di portare avanti una corretta gestione dei Parchi, che garantisca un equilibrio tra i preminenti interessi di carattere generale di tutela della natura e quelli locali; per i direttori, le designazioni dei consigli direttivi devono essere basate su criteri chiari e riconoscibili di capacità e competenza sia nel campo della conservazione dei beni ambientali, che in quello amministrativo e gestionale. Sempre in attesa che il presidente del Consiglio vari il quarto Parco nazionale, quello della Costa Teatina, osteggiato da pochi politici miopi ma atteso con speranza dalla gran parte dei cittadini, non solo abruzzesi».

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