LABORATORIO DI PSICOSOMATICA


Che cos’è la psicosomatica?

La psicosomatica si colloca tra medicina e psicologia in quanto indaga la relazione tra mente e corpo tra il mondo delle emozioni quello degli affetti e il soma. I disturbi psicosomatici si possono considerare malattie vere e proprie che comportano danni a livello organico e che sono causate da fattori emozionali.

I sintomi psicosomatici coinvolgono il sistema nervoso autonomo o sistema simpatico emozioni negative come il risentimento il rimpianto e le preoccupazioni lo mantengono in uno stato di eccitazione continua o di emergenza, spesso per un tempo così lungo che l’organismo non è in grado di sopportare.

La malattia è un danno o un opportunità?

La malattia psicosomatica è un interruzione del nostro vivere che separa un prima da un dopo. Ad una osservazione più attenta può rivelarci che la nostra vita forse non scorreva proprio del tutto tranquillamente, dunque la malattia per quanto dolorosa e sofferta è un momento fondamentale del vivere. La natura in realtà spezza lo stato delle cose precedenti creando lo spazio per ricrearne uno più adatto al presente.

Modelli interpretativi

Esistono molti modelli interpretativi che cercano di spiegare l’insorgenza del sintomo o  della malattia psicosomatica.

Il primo modello è un interpretazione energetica che parte dall’assunto che tutti i processi biologici seguono un binario di carica e scarica per cui da una tensione meccanica si passa ad una carica elettrica quando la scarica viene impedita tutto l’organismo vive in uno stato di carica senza sfogo così si forma a livello psichico una corazza caratteriale, l’operazione di controllo delle emozioni avviene proprio per creare una potente struttura di difesa.

Il secondo modello si basa su un ipotesi della analisi esistenziale, la malattia è l’unica modalità in cui il corpo si apre e si relaziona al mondo e da questo punto di vista le regioni del corpo colpite dalla malattia appartengono alla relazione con il mondo patologicamente interrotta o esasperata.

La terza interpretazione di tipo fisiologico e ritiene che le malattie psicosomatiche sia dovute a stress o a risposte emozionali troppo intense o troppo a lungo trattenute che mettono in atto risposte fisiologiche o psichiche con lo scopo di attenuare lo stress stesso il comportamento messo in atta può essere sia di attacco che di fuga.

Un’altra interpretazione è l’incapacità di descrivere i propri sintomi e le proprie sensazioni affettive e dunque questa incapacità ha come corrispettivo la rigidità il distacco e quindi la malattia psicosomatica.

Ogni sintomo è un messaggio

Alexander ideatore della medicina psicosomatica considerava la malattia come funzione di parecchie variabili ereditarietà, esperienze primordiali della prima infanzia,  sonno, educazione traumi affettivi e clima affettivo. Nel malato psicosomatico è stato dimostrato il significato nella comprensione del disturbo attraverso l’insorgenza di frustrazioni precoci per carenze affettive. Egli dunque sembra aver presentato una fragilità all’inizio del suo sviluppo ad esempio un bambino molto dipendente dalla madre che rappresenta l’unita psicosomatica completa, sarà un bambino che svilupperà poi disturbi psicosomatici, sarà anche un individuo caratterizzato da un assenza di libertà immaginativa o anche da aridità di relazioni. Ma esaminando alcuni stati d’animo disfunzionali come aggressività repressa, senso di impotenza, ansia, insicurezze, paura, depressione troveremo i corrispettivi psicosomatici. Vediamone di seguito: senso d’impotenza che di solito viene caratterizzato da inadeguatezza astenia e mancanza di forze può manifestarsi attraverso il disturbo dell’aritmia ovvero battito irregolare che significa avere energie ma non riuscire ad utilizzarle o da impotenza quando cioè l’energia non riesce a  raggiungere la sua massima espressione. Anche per quanto riguarda l’aggressività repressa quando cioè l’ambiente sociale ci consiglia di controllarla e non esprimerla abbiamo dei corrispettivi somatici la cefalea quando ovvero si blocca lo slancio aggressivo, i crampi quando c’è un blocco paralizzante che ne impedisce l’azione, l’eczema quando ad esempio prudono le mani cioè non siamo capaci ad usarle o malattie della pelle significano il contatto con l’esterno. La gastrite la rabbia inespressa a lungo trattenuta corrode come fa l’acido cloridico, l’ansia che è un immotivata agitazione che ci assale e ci comunica degli allert, per l’ansia abbiamo palpitazioni che ci indicano di investire meglio le nostre energie la sudorazione che rappresenta una scarica dell’energia, ma anche un modo per creare una barriera nei rapporti interpersonali, l’insonnia che è l’incapacità di lasciarsi andare e dunque diventa problematico proprio lasciarsi andare e non esperire più il controllo, l’eiaculazione che è la paura della relazione profonda con l’altro dunque voler concludere in fretta il rapporto, la depressione che indica malinconia tristezza e solitudine che si può manifestare attraverso alcuni sintomi sessualità calo di tono per difesa rispetto sempre al rapporto profondo con l’altro e risparmio dell’energia e anche la paura di portare avanti relazioni in ambito affettivo e sessuale, disturbi respiratori che significano sentimenti di depressione e voglia di porre fine ad un malessere dato dal rapporto interno ed esterno disfunzionale, poi ci sono le paure che sono sensazioni di timori perdite rinunce che trovano corrispondenza nella colite quando si avrebbe voglia di fuggire ma non è possibile dunque l’intestino realizza il desiderio attraverso le scariche diarroiche, i calcoli renali che sono appunto rappresentate dal rene che è l’organo che simboleggia la paura significa che è un accumulo di paure o di pensieri duri attraverso se stessi e la formazione del calcolo è inteso proprio come punto di sostegno.

di Dott.ssa Antonella Fortuna

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