CARABINIERI: Spiragli di una nuova tenenza allo scalo


COMUNICATO STAMPA – Dopo derivazioni a vario titolo nello spostare sempre la sommatoria di vocali e consonanti al “lo faremo” la realizzazione di questa nuova struttura, che al di la di tutto ha anche la copertura economica da parte della Regione Abruzzo, i cittadini dello Scalo rimangono ancora basiti nell’apprendere che foglia non si muove – da parte dell’amministrazione comunale – per cercare di sanare questa derivazione di insicurezza che continuamente si ripropone.  Come l’ultimo caso della rapina avvenuta ai danni del commerciante Toppi. Se avessimo avuto una caserma “vicino” sarebbe accaduto? Come da non dimenticare l’aumento di furti dentro e fuori appartamenti. Il problema della salvaguardia del territorio allo Scalo, risale al 2007. Premesso che in quegli anni il Sindaco era l’attuale Giorgio De Luca, il quale, insieme all’interessamento dell’allora Gen. Sessa, Comandante della Regione Carabinieri Abruzzo, avevano concordato la realizzazione della nuova caserma con disponibilità di fondi (all’epoca dei fatti il finanziamento era di 1340000,00€)  e progetto di realizzazione e terreno messo a disposizione dal Demanio.

Dopo dieci lunghi anni di silenzio della vecchia amministrazione, il prossimo mese ci sarà l’incontro tra i tecnici del comune di Manoppello e i vertici della regione per confermare il finanziamento di 900000 € stanziati per la realizzazione della stessa. Vivendo un periodo drammatico sotto l’aspetto di tagli e risparmi, in molti si chiedono: si riuscirà ad avere un’altra opportunità di concretezza politica-economica di un’opera che doveva avere la priorità sul rilancio di questo comprensorio? Se si dovesse dare atto esecutivo allo sfratto (come purtroppo credo che la legge imponga) considerando che il riposizionamento logistico del personale per l’Arma non è un grosso problema, l’estensione territoriale del Comune di Manoppello rimarrebbe priva di rappresentanza istituzionale, con tutti i problemi derivanti dall’aumento della microcriminalità che altro non aspetta che quello di poter mettere le mani  sul territorio. L’irresponsabilità politica che più di dieci anni è stata sempre ai margini dei o del problema, considerando che nulla hanno fatto per recuperare  quel finanziamento che allora si poteva benissimo intercettare, va evidenziata per l’immobilismo perenne verso questa collettività. La politica – pur con riuscite negative – è scusata se si impegna. Ovviamente il sottoscritto coordinatore NcS Daniele  Parlante continuerà a vigilare, sull’attuale operato di questa nuova amministrazione che continua a lavorare per la riuscita del progetto.

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