Come funziona la frizione: ecco tutto quello che c’è da sapere


Tutti i motori a combustione interna si caratterizzano per erogare la potenza solo girando al minimo, in maniera tale da riuscire a superare le resistenze internet. Per questa ragione, è fondamentale che ci sia un sistema che permetta di differenziare il motore rispetto alla trasmissione, garantendo un innesto in maniera semplificata e progressiva, evitando ripercussioni negative sulla praticità durante la guida.

Stiamo facendo riferimento alla definizione di frizione di un’auto. Si tratta di un dispositivo che si caratterizza per essere formato da un disco calettato sull’albero primario collegato al cambio e che può contare sulla presenza di un materiale d’attrito su tutte e due le parti. Il piatto è chiamato spingidisco e deve essere collegato al volano del motore tramite una specifica molla a lamelle che va a premere il disco, oltre che da un reggispinta, ovvero un cuscinetto che viene attivato dal pedale della frizione, che può essere azionato tramite un sistema idraulico o meccanico.

Illustrazione dei dischi della frizione del sito autoparti.it

I problemi che possono colpire la frizione

L’usura è sicuramente la principale problematica che può avere ad oggetto la frizione. È da rimarcare come insorga solo ed esclusivamente nel corso della fase di innesto, quindi nel periodo in cui il disco va a slittare tra il volante e lo spingidisco. Come si può facilmente intuire, la frizione va a svolgere la sua funzione insieme al volano del motore. Proprio a tale riguardo, si tratta di una delle componenti più delicate e a cui prestare sempre la massima attenzione.

È esattamente questo il motivo per cui la durata non è tanto legata alla percorrenza, quanto piuttosto alla tipologia di percorso, senza dimenticare come vada a incidere anche lo stile di guida. Se avete percorso 100mila chilometri tutti in autostrada non ci dovrebbero essere particolari problematiche, mentre con 20 mila chilometri sulle strade cittadine, è chiaro che lo scenario è completamente diverso, dato che la frizione è molto più sollecitata. L’usura può andare a colpire, nello specifico, le guarnizioni del disco, a maggior ragione quando si segue uno stile di guida non proprio attento.

Tra gli errori che si commettono molto più di frequente troviamo sicuramente quello di conservare il piede sinistro sul pedale. Così facendo, ecco che lo spingidisco finisce per rendere più leggera la spinta sul disco, che va a slittare, sempre in misura estremamente limitata, ma con un moto continuo. Nel giro di breve tempo sarà completamente da cambiare.

 Illustrazione del corpo della valvola della frizione dal sito puntomarinero.com

Quando è ora di cambiare la frizione

Come si può comprendere se la frizione è da sostituire oppure no? C’è un piccolo test, che si può svolgere molto velocemente, e che torna utile per capire in che stato si trovi la frizione. In poche parole, bisogna accelerare con l’auto partendo dalla prima e arrivando direttamente alla quarta, spingendo sull’acceleratore a fondo.

Nel caso in cui il motore dovesse salire di giro, ma la velocità non incrementa in maniera proporzionale, ecco la situazione è piuttosto preoccupante, dato che il disco dovrebbe essere decisamente usurato. Nel caso in cui il regime aumenta in maniera lenta e controllata, seguendo l’aumento di velocità dell’auto, allora vuol dire che il disco si trova in buone condizioni.

Ci sono anche altre situazioni che possono far pensare a una problematica della frizione. Ad esempio, quando il pedale diventa improvvisamente molto pesante oppure presenta una corsa che non è più regolare. In tutti questi casi, il consiglio migliore da seguire è quello di provvedere alla sostituzione integrale della frizione e non pensare a cambiare solo il disco. La spesa legata alla manodopera è chiaramente più alta rispetto a tutti quei casi in cui c’è da sostituire altre componenti.

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