DATTILO, VIENI IN ABRUZZO. TI MOSTRO DOVE RIPOSANO LE 30.000 VITTIME DEL TERREMOTO


Lo scrittore abruzzese Mario Cantoresi

CI SONO PAROLE e parole Marco Dattilo
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C’è un overdose di veleno che intossica le nostre menti e che si manifesta in tutte le emozioni che esterniamo ogni giorno.
È una rabbia profonda che annulla la ragione e fa sembrare normali parole che non dovrebbero essere mai pensate e scritte.
Siamo sempre più connessi e cattivi e spargiamo un veleno generato dall’insoddisfazione e dall’ignoranza.
Un veleno che poi scorre nelle vene di un mondo sempre più soffocato da una povertà invincibile, da una cieca violenza sulle donne, da crimini indicibili commessi sui bambini, da anziani che non sappiamo più amare e che lasciamo morire abbandonati.

Per questo le parole scritte da Marco Dattilo sono devastanti esattamente come i colpi di pistola sparati dal più feroce degli assassini.
Sono come i colpi sparati da Kappler alla testa dei Martiri delle Fosse Ardeatine, come le spinte con le quali i nazisti facevano entrare i deportati di Auschwitz nelle camere a gas.
Nessuna differenza!

Marco Dattilo… io non credo che tu esista davvero fisicamente, ma ciò non cambia la desolante povertà del tuo animo.
Sicuramente ti manifesti attraverso questa identità con la quale farnetichi pazzie assolute ma tu, probabilmente, non sei solo uno.
Forse sei anche più persone che si nascondono dietro un paravento d’anonimato e ciò rende ogni cosa ancora più odiosa.

Tu o voi, venite pure in Abruzzo e mi raccomando, portate anche i vostri demoni.
Nessuno vi toccherà o vi farà del male ve lo garantisco.
Anzi, vi porteremo in giro per la nostra regione, vi faremo visitare le tombe delle 309 persone morte nel terremoto del 2009, vi faremo vedere le fosse comuni dove riposano le oltre 30.000 vittime del grande sisma del 1915.
Poi andremo sulle rovine di Rigopiano e su quelle provocate dalla furia della Seconda Guerra Mondiale ad Ortona a Mare.

Tu o voi, Marco Dattilo, non imparerete assolutamente nulla da quello che vi faremo vedere, di questo ne sono più che certo.
Sono troppo limitate le vostre facoltà intellettive, ma una cosa dovete sapere: da quelle tombe, da quelle rovine, ogni santa volta l’Abruzzo ha pianto, si è disperato ma poi è riuscito a rialzarsi da solo senza l’aiuto della politica e delle ambulanze regalate e rinfacciate ed ogni volta, immancabilmente, ha ricostruito ciò che sembrava essere andato perduto per sempre.

La tua (vostra) dignità, invece, da oggi è per il resto della tua (vostra) esistenza/e non potrà essere mai più ricostruita nemmeno con l’intervento del Padre Eterno in persona.

Per questo motivo tu (voi) sei (siete) come zombies: mostri senza vita che camminano nel buio.

– Mario CANTORESI

I post apparsi sulla bacheca di Dattilo
Marco Dattilo, l’autore dei post offensivi contro gli abruzzesi

Nota di redazione: qualcuno faccia sapere a Dattilo che se ha la possibilità (purtroppo) di usufruire di internet per scrivere obbrobri sui social, lo deve al Centro Telespazio del Fucino, in Abruzzo.

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